4 tool lean growth hacking copertina

3 Tool fondamentali per un Lean Growth Hacking efficace

Quanti tool di supporto alle attività di marketing digitale conosci?

Se dovessi personalmente rispondere a questa domanda, non saprei proprio da dove iniziare. Sinceramente, ho perso il conto.

Email Marketing, Analytics, SEO, Editor di landing page, Social Media sono solo alcune delle numerose categorie che fanno parte del macro-insieme di strumenti online, utilizzati ogni giorno da milioni di brand, professionisti e persone appassionate.

Sebbene ci sia un numero via via più crescente di aziende al passo con la tecnologia, non sempre usare molti tool digitali per le proprie attività lavorative è sinonimo di efficienza, anzi.

Capita spesso infatti che questi strumenti abbiano degli overlap, cioè delle sovrapposizioni di funzionalità (o parti di esse) in comune.

Questo significa che se non esiste un protocollo operativo, quindi un modo di operare standardizzato, certe azioni potrebbero essere eseguite con un tool piuttosto che con l’altro, dando vita così ad una dispersione di informazioni tra i vari servizi online.

Non proprio il primo principio del Knowledge Management in azienda, non trovi? 😉

Perciò, in questo post ti parlerò di 3 tool molto interessanti per poter aumentare in maniera esponenziale il traffico del tuo sito web, e di conseguenza anche le conversioni.

Ciò che conta davvero è che l’unione delle forze e sinergie tra questi 3 strumenti digitali ti permetterà di fare Growth Hacking nella maniera più lean possibile.

“Gerardo, che cosa intendi per lean??"

Ok, te lo spiego subito, prima di cominciare con l'analisi.

 

Lean Growth Hacking 3x3: 3 tool per 3 fasi

Quando parlo di Lean Growth Hacking, e nello specifico di lean, mi riferisco sostanzialmente a due concetti.

Innanzitutto, al termine "leggero" (com'è grosso modo la sua traduzione in italiano), in quanto si tratta di un sistema di supporto per il marketing digitale semplice e potenzialmente molto efficace.

Il secondo concetto è rappresentato invece dalla metodologia operativa, cara all’ambiente delle startup.

Questo approccio, come spiegato nel dettaglio nel celebre libro "Lean Startup" (qui trovi la versione italiana, "Partire leggeri") di Eric Ries, prevede 3 fasi di attività, organizzate in un ciclo iterativo principale.

Dunque, le fasi sono:

  • Build: costruisci le funzionalità del tuo prodotto;
  • Measure: misura i risultati, cioè il grado di utilizzo delle funzionalità da parte degli utenti;
  • Learn: impara, cioè scopri cosa funziona, cosa piace e cosa invece no.

 

fasi lean startup build measure learn

 

Una volta eseguite complessivamente tutte e tre le azioni, non ti resta che ricominciare e quindi tornare alla fase "Build” per sistemare ciò che non ha dato esito positivo ed eventualmente progettare nuove funzionalità sulla base dei dati e dei feedback ricevuti dagli utenti.

I 3 tool, che sto per illustrare, ti aiuteranno proprio ad implementare queste fasi, appena spiegate.

Tra l’altro questi tool rappresentano solo una minima parte del GROWTH HACKING TOOLKIT: 30 tool che un vero Growth Hacker non può non conoscere (ed utilizzare).

Bando alle ciance, passiamo ai fatti.

Sei pronto? Pure io, cominciamo! 😉

 

Sumo: la suite multifunzione

sumo tool growth hackingSi, lo ammetto. Ti ho detto una bugia!

Quando prima parlavo di 3 tool fondamentali per affrontare con una certa destrezza le fasi del metodo Lean, ti stavo mentendo.

In realtà, dovrei correggere la mira, già solo analizzando il primo dei 3 servizi digitali.

Infatti, Sumo rappresenta un insieme di strumenti utili per far crescere il traffico web del tuo sito aziendale o personale, integrando in sé funzionalità di Lead Generation, Analytics e di Conversion Rate Optimization.

Una volta installato un piccolo snippet di codice all’interno del tuo sito, esso verrà associato ed aggiunto all’interno della tua dashboard personale di Sumo.

Non ti resta ora che attivare semplicemente i mini-tool per le azioni specifiche che vuoi effettuare.

Vediamo rapidamente quelli principali.

 

List Builder

Il List Builder ti aiuta a costruire la tua mailing list, richiedendo all’utente di iscriversi alla newsletter del proprio sito/blog (spesso o praticamente sempre sotto forma di “Scarica la nuova guida…bla bla bla”, non prendiamoci in giro, io stesso lo faccio, mica è peccato!).

 

list builder tool sumome

 

Questo tool ha le seguenti caratteristiche interessanti:

  • Exit Intent: funzionalità che permette di rilevare quando un visitatore sta uscendo dal sito ed invitare in quel preciso momento ad iscriversi alla newsletter;
  • Mobile Responsive: il popup lightbox è ottimizzato anche per la versione mobile (ma nel 2017 bisogna ancora farlo notare?!);
  • Integrazioni con i servizi di Mail Marketing principali (Mailchimp, GetResponse, etc.).

 

Heatmaps

Le heatmaps, in italiano “mappe di calore”, mostrano le aree dello schermo sulle quali avvengono i click degli utenti.

 

heatmaps tool sumome

Ciò significa che potrai capire come il tuo utente medio si comporta all'interno del tuo sito.

Ignora la tua call to action? Clicca sui link degli articoli correlati? È interessato alla pagina relativa ai tuoi servizi professionali? Ora potrai facilmente comprenderlo.

Barra di condivisione

Il miglior modo per condividere i contenuti di un sito web.

Puoi decidere quali social network aggiungere nella barra, dove posizionarla, e se mantenerla attiva sia su desktop che mobile o meno.

Come puoi notare facilmente, è simile alla barra che vedi qui di fianco a sinistra.

Altre funzionalità di Sumo

Come hai potuto percepire, Sumo è uno strumento davvero completo ed oltre ad avere funzionalità di List building, Heatmaps e barre per la condivisione social, contempla anche tool come:

  • Welcome Mat: call to action a schermo pieno;
  • Scroll Box: lightbox che appare di lato, a fine articolo;
  • Content Analytics: utile per verificare il livello medio di lettura di un determinato contenuto;
  • Smart Bar: una barra di iscrizione alla newsletter, posta in cima al sito;
  • Highlighter: possibilità di condividere immediatamente sui social i testi che vengono evidenziati;
  • Contact Form: per facilitare l’interazione con i tuoi utenti.

 

suite tool sumome

 

Ah, per la bugia di prima, mi perdoni??

Beh, allora dimostralo: condividi l'articolo cliccando su uno dei social buttons!

Grazie! 😀

 

Zapier: automatizza come se non ci fosse un domani

tool growth hacking zapier logoIl secondo tool di questa mia rassegna su come implementare un Lean Growth Hacking per il tuo business online è Zapier.

Si tratta senza dubbio di uno dei miei servizi digitali preferiti.

Puoi chiedere al tuo assistente virtuale, figura cara al buon Tim Ferriss, di cui ne elogia l’utilità nel suo best-seller “The 4-Hour Workweek” ("4 ore alla settimana" per chi cerca la versione italiana), di fare manualmente delle azioni al posto tuo, dietro ad un esiguo compenso (su upwork bastano 3/4 $/h, se cerchi sudamericani o indiani), oppure puoi fare in modo che ci pensi Zapier.

Zapier è un potentissimo strumento di Marketing Automation che permette proprio di automatizzare certe operazioni che vengono innescate da determinati eventi.

zapier zap tool

Quindi, esattamente come si definiscono in Zapier (“We’re just some humans who think computers should do more work. Join us!”), perché dovremmo fare tutto il lavoro manualmente, quando se ne può occupare una macchina?!

Il meccanismo è molto semplice e, come detto prima, potente allo stesso tempo.

Basta iscriversi al servizio, accedere alla pagina iniziale e creare i propri automatismi, detti Zap.

 

editor zap zapier tool

 

Per creare uno Zap, selezioni uno o più servizi connessi a Zapier e scegli quali condizioni e operazioni integrare nei tuoi automatismi.

Ad esempio, se hai mai avviato una campagna di Facebook Advertising di tipo Lead Ads, cioè con obiettivo la raccolta dei contatti integrata direttamente tramite form su Facebook, sai perfettamente quanto sia fastidioso andare a prelevare i dati nella sezione “nascosta” Publishing Tools del Business Manager.

Con Zapier puoi fare in modo che ogni volta che si genera un nuovo contatto da Lead Ads di Facebook, le sue informazioni vengano importate direttamente nella lista mail del tuo servizio di Mail Marketing.

Per completezza d’informazione, ti informo che per creare Zap con Fb Lead Ads ci vuole la versione Premium, ma era solo a titolo d’esempio.

Comprendi quanto sia potente questo strumento?

Te ne ho citato solo uno, ma se ne potrebbero menzionare tantissimi altri esempi, tra cui:

  • salvare i nuovi iscritti al tuo evento di Eventbrite su un Google Sheet;
  • salvare gli allegati delle mail di Gmail su Dropbox;
  • pubblicare le tue nuove foto di Instagram sul tuo blog WordPress;
  • creare nuovi eventi su Google Calendar dai reminder di Evernote;
  • condividere i post dalla tua Pagina Facebook alla timeline del tuo account Facebook personale.

 

zapier ricetta tool automazione

 

Questi sono solo alcuni delle possibili combinazioni che trovi su questo sito.

Ah, quasi dimenticavo. Puoi creare zap multi-fasi, cioè con più di due operazioni sequenziali, connettendo quindi due o più servizi insieme.

Che dire... Amazing! 😉

Prima di concludere, analizziamo brevemente (ci vorrebbe un articolo intero) il terzo tool della strategia.

 

Mixpanel: il comportamento dei tuoi utenti ai raggi X

tool growth hacking mixpanel logoA differenza di Analytics come quello di Google, Mixpanel è un Event-based o Behavioral Analytics.

Un po’ come fa Sumo nel suo piccolo, questo servizio digitale permette di avere una visione completa di come gli utenti si comportano all’interno del tuo sito web.

Conoscere parametri come Page Views, Bounce Rate, Tempo medio per Sessione è certamente importante per capire se nel complesso il sito attira del traffico o meno.

Ciò però non basta perché con questi dati non possiamo rilevare quale sia precisamente il grado di coinvolgimento e soddisfazione degli utenti.

Ci servono altre metriche, più umane: le azioni.

Ecco perché grazie a Mixpanel puoi monitorare ogni singolo pixel del tuo sito: basta associare un piccolo snippet di codice (in realtà, non più perché ora puoi fare anche automaticamente, senza toccare l’aspetto di coding) per ogni evento che vuoi tracciare.

Alcuni esempi sono:

  • il click su un pulsante;
  • il completamento del caricamento della pagina web;
  • lo scrolling;
  • andare con il mouse sopra un determinato elemento (il cosiddetto hover).

 

 

Nella dashboard di Mixpanel troverai una sezione relativa alle azioni live, cioè quelle che accadono in tempo reale, e ogni evento avrà associato più di una decina di informazioni predefiniti e altre personalizzate che puoi aggiungere tu (ad esempio, se uno clicca su uno dei tre pulsanti della sezione pricing, potrai aggiungere tra i dati dell’evento del click anche la voce “price” con il prezzo corrispondente al pulsante selezionato).

Un’altra importante funzionalità è quella relativa ai funnel.

Ti risparmio la definizione di funnel che immagino saprai già (o altrimenti nessun problema, c’è questa pagina di Wikipedia!).

La sezione Funnel di Mixpanel ti consente di individuare la fase debole del funnel, cioè quella in cui perdi la maggior parte dei tuoi utenti.

In questo modo, attraverso la cosiddetta Funnel Analysis, capirai dove devi concentrarti per migliorare l’esperienza utente e far si che il CTR, cioè il tasso di conversione, migliori notevolmente.

Altre funzionalità molto utili ed interessanti sono:

  • la sezione Retention: per capire quanto sono fedeli i tuoi visitatori;
  • la sezione People: per scoprire chi sono davvero i tuoi utenti;
  • la sezione A/B Testing: per trovare l’esperienza ottimale sul tuo sito web;
  • la sezione Notifiche: per fare in modo che i tuoi clienti tornino da te grazie alle notifiche.

 

mixpanel tool analytics funzionalità

 

3 tool per un Lean Growth Hacking efficace: conclusioni

Siamo giunti alla fine di questo articolo che mi auguro tu abbia trovato interessante.

In questo post, ti ho prima spiegato che cosa si intenda per Lean, attribuendogli la doppia valenza di sistema leggero e agile, e che segue i principi della metodologia Lean.

Successivamente, ho analizzato gli aspetti principali e più importanti dei 3 tool di supporto per poter aumentare il traffico di un sito web e migliorare il suo prodotto relativo, misurando i feedback più o meno espliciti degli utenti.

Sumo è una collezione di app che consentono di fare Lead Generation, monitorare alcuni aspetti comportamentali dei visitatori e supportare le attività di ottimizzazione del tasso di conversione.

Zapier è uno strumento molto potente per integrare logiche di Marketing Automation nei processi del tuo business.

Infine, Mixpanel ti offre un valido aiuto per un’analisi in profondità dell’esperienza utente sul tuo sito web.

E tu hai mai provato questi tool? Come ti sei trovato?

Ne aggiungeresti qualche altro in questo meccanismo Lean o sostituiresti uno dei tool citati con uno di tua fiducia che reputi migliore? Scrivi qui sotto nei commenti!

Se ti è piaciuto questo post, condividilo sui tuoi social! Sarebbe per me grande motivo d’orgoglio. Grazie!

Alla prossima,
Gerardo

 

SEOcms 4/5 Maggio Bologna 2017

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Gerardo Forliano

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