adempimenti legali nelle campagne di marketing

Campagne di marketing e adempimenti legali: siamo sicuri di sapere?

Quali sono gli adempimenti legali da tener conto nel momento in cui si decide di avviare una campagna di marketing, nei confronti dei propri utenti?

In questo articolo cercherò di illustrare le principali linee guida da rispettare.

  1. Redigere una corretta Privacy Policy. Come noto la Privacy Policy (più precisamente, l’informativa sul trattamento dei dati personali di cui all’art. 13 del Codice della protezione dei dati personali) è un documento obbligatorio in cui il soggetto che tratta dati personali (il “Titolare”), deve fornire una serie di informazioni sul perché, come ed in che modo tratterà tali dati.
  2. Determinare il corretto flusso dei “consensi”. Richiamando un mio precedente contributo sul tema, colgo l’occasione per ricordare che, alla luce del consolidato orientamento del Garante della Privacy (es. provvedimento n. 568770) il consenso per la finalità di marketing deve essere “specifico, libero ed informato”. Ciò si traduce, quanto meno, nella necessità di una ulteriore check-box nell’eventuale form di raccolta dati.
  3. Inviare le comunicazioni solo agli utenti che abbiano dato il consenso alla ricezione di messaggi pubblicitari.
  4. Inserire in ogni comunicazione la specificazione che l’Utente potrà opporsi alla successiva ricezione di messaggi pubblicitari e/o promozionali (cd. opt-out).

Ma cosa accade se queste regole sono violate?

In primo luogo, si rischiano sanzioni (anche salate) da parte dell’Autorità Garante. Potrebbe essere contestato un trattamento illecito di dati personali che può comportare una sanzione pecuniaria fino a 120.000 euro.

In secondo luogo, è anche possibile che si subisca un’azione civile per risarcimento del danno da spam.

Alcune pronunce giurisprudenziali (G.d.p. di Napoli, sentenza del 26.06.2004 e sentenza del 29.09.2005, Trib. Terracina, sent. n. 252/2006) avevano riconosciuto la risarcibilità del danno non patrimoniale, derivante dalle comunicazioni commerciali indesiderate.

Tuttavia, la Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 3311/2017, ha invece affermato che il danno da spam può essere risarcito solo se supera la soglia della normale tollerabilità. Nel caso di specie, un avvocato aveva intrapreso un giudizio per ottenere un risarcimento danni di 360 euro a fronte della ricezione di 10 email indesiderate provenienti da una società.  

La Cassazione, tuttavia, ha respinto la domanda dell’avvocato, sul presupposto che non ci fosse un vero e proprio “danno”.

E quindi?

Dal mio punto di vista, l’orientamento espresso dalla Cassazione, anche se favorevole alle imprese che effettuano campagne di marketing, non modifica i termini del problema. Ritengo che l’invio di comunicazioni commerciali, in assenza dei presupposti di legge (informativa e consenso) comporti il serio rischio di incorrere in sanzioni del Garante, piuttosto che una condanna in sede civile.

Perché affermo questo?

Per una serie di ragioni pratiche:

  1. Un giudizio civile costa. Occorre pagare i contributi unificati, le spese dell’avvocato... Mi risulta difficile che si sia pronti a spendere migliaia di euro a fronte della ricezione di qualche mail indesiderata (sebbene l’Italia sia un paese molto ligitioso).
  2. La segnalazione al Garante è gratuita: si riceve una mail indesiderata? Si può inviare una segnalazione al Garante. Sarà l’Autorità a decidere se procedere, senza costi per il segnalante.
  3. Il giudice civile deve determinare il danno effettivamente subito, da chi propone la domanda; il Garante, invece, si limita ad applicare una sanzione già prevista dalla legge (se il fatto sarà meno grave, la sanzione potrà essere di minore entità, ma siamo sempre nell’ordine di migliaia, se non decine di migliaia di euro).

Per queste ragioni, Vi consiglio caldamente di verificare se la vostra campagna di marketing sia compliant con la normativa in materia di protezione dei dati personali. Gli errori possono costare cari!

Stay tuned!

SEOcms 4/5 Maggio Bologna 2017

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Roberto Alma

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