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Benessere acustico e produttività aziendale

Il benessere acustico ambientale rappresenta ormai per tutti un’esigenza irrinunciabile. Ciò deriva dalla consapevolezza sempre più diffusa che il comfort acustico concorra a migliorare la qualità della vita, oltre ad avere importanti risvolti sulla salute.

È ben noto infatti che il rumore (inteso come insieme di suoni estranei e molesti rispetto all’attività che si sta svolgendo) provoca sia in ambiente interno che esterno effetti negativi sull’uomo, che vanno dal disturbo al vero e proprio danno permanente.    

Nello specifico dell’ambito lavorativo esistono leggi che mirano a garantire la salute del lavoratore, imponendo ad esempio il rispetto di limiti massimi di emissione da parte di sorgenti rumorose e di limiti all’esposizione temporale a determinati livelli di rumore.

Per quanto riguarda gli uffici, considerando che l’open space è la tipologia attualmente più diffusa, nella maggior parte dei casi il tema del benessere acustico viene ridotto all’utilizzo più o meno uniforme di controsoffitti dotati di un alto grado di fonoassorbimento che, minimizzando gli apporti riflessivi e quindi la propagazione del suono nell’ambiente, riducono l’energia sonora entro limiti accettabili.  

Questo tipo di approccio è a mio avviso assolutamente insoddisfacente in quanto, pur avendo il grande pregio di determinare la riduzione del rumore (in termini di livello equivalente e quindi di energia sonora presente nell’ambiente), non entra nel merito dei più complessi aspetti che riguardano:

  • la caratterizzazione acustica degli ambienti

La qualità acustica di un ambiente non esiste in termini assoluti, ma viene definita in termini di risposta positiva allo svolgimento di una determinata attività che deve ospitare, mediante l’utilizzo di diversi indici che descrivono grandezze fisiche misurabili.

  • i risvolti psicoacustici

Gli effetti della percezione acustica e i suoi risvolti psicologici sono dipendenti dalla specifica sensibilità del soggetto e possono ingenerare sensazioni di scontento, di fastidio e di stress vero e proprio.

La complessità del rumore e del suo impatto su di noi e sulle diverse attività che svolgiamo è argomento vasto, di difficile schematizzazione e non può essere risolto in maniera uniforme e generalizzato.

Ad esempio uno spazio appositamente studiato per la concentrazione richiederà un basso rumore di fondo e un ottimo isolamento acustico dall’esterno e dagli ambienti limitrofi per evitare rumori o suoni che possano portare distrazione. Un ambiente destinato alle riunioni deve garantire primariamente una buona comprensione del parlato. Gli spazi della socializzazione devono prevedere un buon fonoassorbimento per scongiurare il rischio di un eccessivo riverbero. E così via.    

Per ogni tipo di attività da svolgere è dunque necessario creare lo spazio adatto, garantendo la soluzione acustica ottimale e progettando la corretta caratterizzazione acustica dell’ambiente.

Il progresso tecnologico ci permette oggi di disporre di nuovi materiali e sistemi costruttivi che garantiscono ottime caratteristiche acustiche e ci ha fornito importanti strumenti come software adatti a indagare e simulare le risposte acustiche degli ambienti.

Inoltre un attento studio preventivo delle attività specifiche da svolgere all’interno dell’azienda e la comprensione di particolare esigenze dei lavoratori è essenziale per aiutare a definire gli obiettivi da raggiungere.

Coniugando quindi progettazione professionale e attenzione al lavoratore è possibile creare spazi che:

  • favoriscono la concentrazione
  • aumentano la privacy;
  • migliorano la comunicazione nel team di lavoro;
  • riducono lo stress;
  • accrescono la percezione dell’efficacia dell’attività che si sta svolgendo.

Per concludere, e rimandando a successivi articoli la trattazione specifica degli argomenti più tecnici qui solo accennati, ritengo dunque che solo attraverso un approccio progettuale critico e focalizzato sulle esigenze del lavoratore sia possibile ottenere il comfort acustico diffuso nell’ambiente di lavoro, trasformando così il benessere del worker in aumento della produttività aziendale.

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Roberto Ferabecoli

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