blockchain regolamentazione

Blockchain Forum Italia 2018. Parola d'ordine: Regolamentazione!

"Poche idee, ma confuse" riportava una citazione forse erroneamente attribuita ad Ennio Flaiano.

Così, nelle molteplici conferenze ed eventi che si sono susseguiti in Italia nel 2018 sull'argomento blockchain, le idee sono state moltissime, ma appunto, confuse.

È il 7 Novembre 2018 e al primo Blockchain Forum italiano si immagina e si discute su cosa potrà accadere nel 2019, ma soprattutto, si cerca di definire qualche punto fermo.

Sono moltissimi gli speaker che si alternano sul palco del Talent Garden Calabiana di Milano che ospita l’evento. Tutti (chi più, chi meno) concordi sull'affermare che sarà la regolamentazione a chiarire idee e azioni, e per questo motivo sarà il futuro motore del mercato.

L’accesso alla tecnologia

Mettendo per un attimo da parte l’aspetto legato al valore finanziario di mercato della blockchain, parliamo invece dell’altro valore intrinseco alla stessa, ovvero la condivisione e l’immutabilità del dato veritiero e corretto, qualunque esso sia.

Ma come si può immaginare di regolamentare qualcosa che nasce per democratizzare ed eliminare la presenza di qualsiasi intermediario?

La necessità non sarà certo quella di regolamentare la tecnologia, bensì di definire le regole di accesso ad essa, facendo in modo che i dati di input dei blocchi siano essi stessi veritieri e corretti.

Solamente in questo modo e dunque garantendo la veridicità del dato sin dalla sua origine, si può immaginare di costruire un’infrastruttura basata sulla fiducia, così come ci è stata sempre presentata.

È quello che si sta implementando ad esempio nell’agrifood e nel wine, settori dove l’Italia la fa da padrona, non a caso tra i primi ambiti di applicazione della blockchain nel nostro paese e tra i temi maggiormente affrontati al Forum.

Il tracciamento dell’intera filiera produttiva, della storia di un prodotto “dal campo alla tavola”, inizia con la trasmissione sulla blockchain di dati provenienti direttamente da un sistema di sensori. Nessuna o, più realisticamente, poca intermediazione, così come il creatore di questa tecnologia aveva immaginato.

L’accesso al mercato

Un giorno farò un articolo sulla blockchain riuscendo a non parlare di criptovalute, ma tranquilli non è questo. D'altronde sono il vero e proprio carburante del sistema, oltre che un argomento caldissimo del Forum, ma questa non è una novità.

Anche in questo ambito il nuovo anno porterà con ogni probabilità numerose novità riguardo la regolamentazione e anche qui la fiducia dovrà essere garantita dalla veridicità del dato di origine.

Una maggior diffusione del KYC (Know your customer) per l’accesso agli exchange sarà necessaria alla luce del quadro normativo che si sta delineando in Europa con la V Direttiva UE sull'antiriciclaggio che verrà applicata anche ai “prestatori di servizi di cambio tra valute virtuali e valute legali”. Ad oggi circa due terzi degli exchange non lo richiede ai propri utenti.

Ma non ci sono solamente gli exchange, ma anche tantissimi progetti che hanno l’obiettivo di unificare in unico portafogli valuta reale e virtuale per semplificare l’utilizzo e la diffusione della stessa.

Un ruolo che potrebbero giocare anche le banche qualora, secondo le opinioni di molti addetti ai lavori e complice un nuovo quadro normativo, decidano di allentare i freni ed entrare a far parte dell’ecosistema delle sempre più numerose imprese blockchain.

Commenti

commenti

Eugenio Ciamprone

Leave a reply