Business Intelligence

L' importanza di "riordinare i cassetti". L’attività di Business Intelligence per una crescita sostenibile

Nel mio lavoro capita spesso di consigliare fondatori di startup e CEO con gli stessi problemi: un budget limitato (o nullo) progetti di espansione del business pregressi incredibilmente falliti.

Raramente, infatti, sono sufficienti solo le ottime intenzioni e il duro lavoro. Idee brillanti e un business model chiaro necessitano dunque di un supporto esterno (finanziario o risorse umane) come soluzione per uscire da un’impasse che impedisce la scalabilità del business.  La mia soluzione inizia con la solita domanda: “Prima di ampliare il guardaroba, hai riordinato i cassetti?”.

Per buona prassi, quando vogliamo ampliare o rinnovare il nostro guardaroba, cerchiamo prima di capire quali capi di abbigliamento abbiamo e possiamo ancora utilizzare, quali dobbiamo dismettere, cosa possiamo far riparare (spesso scopriamo capi abbigliamento ottimi ma dimenticati ed inutilizzati). Non tutti amano passare il pomeriggio a sistemare il guardaroba come non tutti hanno la stessa capacità o tendenza naturale a mantenerlo ordinato. Eppure è un’operazione fondamentale, soprattutto quando non si dispone di budget illimitato.

Molte aziende, così prese dalle scadenze di ogni giorno, dimenticano l'importanza di mantenere ordinato il proprio "guardaroba", ovvero raccogliere, processare, analizzare (e se necessario condividere con terze parti) informazioni interne.

A ciò si aggiunge la diffusa convinzione che vuole il "caos" - e la mancanza di ordine - come “componenti naturali” di una Startup, destinate a risolversi con il tempo e le adeguate risorse economiche.

Ci si ritrova con manager ansiosi di ottenere investimenti, di assumere nuovo personale, o di entrare in nuovi mercati senza però avere un set di informazioni tangibili su cui basare le proprie decisioni.

La raccolta e l’analisi dei dati di performance è spesso inserita tra i lavori tediosi e non di rado i dati chiave del business sono sparsi in maniera disordinata nel team.

E così, mentre accedere agli investimenti inizia a diventare un incubo per la difficoltà ad aggregare e presentare in tempo le informazioni necessarie sia a consulenti esterni che a potenziali investitori (Approfondimento: le metriche fondamentali per un round di finanziamento), anche assumere nuovo personale non sembra dare i risultati sperati: non avendo infatti informazioni precise su come e perché il business funziona (o perché qualcosa non funziona), si bruciano le risorse umane in attività che spesso si rivelano poco produttive. È per questo fondamentale, fin dai primi giorni di vita della società, impostare delle metriche per misurare la performance di ciascuna area di attività ed essere così in grado di identificare cosa funziona, e cosa bisogna migliorare, oltre a garantire un’ottimale ed efficiente allocazione delle risorse.

Dotarsi del software adatto allo scopo è un ulteriore step verso un accurato processo di business intelligence. I più grandi player IT hanno individuato questa esigenza delle Startup e stanno lanciando sul mercato prodotti che non richiedono ingenti investimenti in risorse umane e training (ad esempio il recente Power BI della Microsoft, sviluppato proprio per le piccole medie imprese).

Infine, se necessario per mancanza di competenze interne, è meglio rivolgersi a consulenti esterni nelle fasi di impostazione dell’attività piuttosto che in fase di impasse. Oltre al risparmio economico, si possono porre in maniera strutturata le basi per una espansione sostenibile e un business interessante per gli investitori.

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Valerio Sudrio

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