exchange criptovalute italiano

Coinbar: nasce l’exchange di criptovalute 100% italiano

Incontro per la prima volta Antonello qualche mese fa al Blockchain Forum di Milano, viene fuori che abbiamo frequentato la stessa università, e prima di iniziare a chiacchierare di blockchain e criptovalute sorridendo gli chiedo un po' risentito… Come mai non vi conosco?

Mi riferisco al progetto Coinbar, exchange regolamentato italiano di cui Antonello Cugusi è Founder & CEO.

"Finora abbiamo mantenuto un profilo basso" mi confessa, anche se il countdown sul loro sito web indica che manca davvero poco al lancio della piattaforma.

Si, ho un debole per i progetti che nascono low profile, soprattutto se poi si rivelano con basi solide e buone prospettive.

Ed è proprio sulle basi solide e sull'affidabilità che ha puntato Coinbar per differenziarsi dai tanti exchange, lavorando innanzitutto sulla posizione all'interno del quadro normativo e sulla trasparenza, con il fondamentale supporto legale di Coinlex.

"Il nostro obiettivo non è listare tantissime criptovalute o ad esempio competere con Binance" afferma Antonello "bensì diventare un "Coinbase italiano", ovvero una porta affidabile di entrata e uscita dal mercato attraverso lo scambio fiat/cripto".

Ci salutiamo con la promessa di una breve intervista per scoprire i dettagli del progetto, che se vi incuriosisce potrete continuare a seguire su coinbar.it.

Conosciamo Coinbar, l'exchange made in Italy

Ogni promessa va mantenuta, infatti ecco di seguito l'intervista ad Antonello Cugusi founder e CEO di Coinbar, exchange di criptovalute italiano che mira a diventare il Coinbase made in Italy.

Un exchange che si differenzia per affidabilità e trasparenza e per il supporto legale di veri professionisti.

Coinbar team

Il team di Coinbar, l'exchange di criptovalute italiano al 100%

Q. Ciao Antonello! Grazie per avermi concesso un po' del tuo tempo. Ci spieghi meglio il progetto Coinbar e perché è il primo exchange tutto italiano?

A. Grazie a te Eugenio e a Spremute Digitali. Il progetto Coinbar nasce dall'esigenza di creare una piattaforma regolamentata all'interno del quadro normativo europeo e italiano che permetta alle persone che vogliono investire in questo mercato di poter contare su un attore che ha sede legale in Italia. E cosa non meno importante di poter versare o ritirare fondi da un indirizzo IBAN italiano e di avere garanzie per quanto riguarda la privacy e il trattamento dei dati personali.

La scelta di costituire una S.p.A. rappresenta un'ulteriore garanzia per l’utente, in considerazione dei problemi di accessibilità del mercato attuale che molto spesso rappresenta un ostacolo agli investimenti.

Coinbar dunque punta a colmare le principali lacune del mercato delle criptovalute, ovvero la trasparenza normativa e l’accesso allo stesso.


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L’altra novità che il progetto si porta dietro è l’apertura a Roma e Milano di corner fisici dove utilizzatori della piattaforma, appassionati e curiosi possono scambiare idee, opinioni e ricevere assistenza sull'utilizzo della stessa.

Questi spazi serviranno inoltre per promuovere e diffondere la cultura e le conoscenze del mercato delle criptovalute al fine di avvicinare gli utenti e facilitarne l’utilizzo.

Q. Essendo un nuovo exchange di cripto, come verrà garantita la liquidità negli scambi e un livello di commissioni in linea con quelle di mercato?

A. La piattaforma trading di Coinbar è stata progettata con il supporto di sviluppatori statunitensi e abbiamo raggiunto accordi con alcuni tra gli exchange più importanti del mercato delle criptovalute come ad es. Kraken, Bitfinex e Bitstamp per la condivisione della liquidità.

In pratica l’ordine effettuato dall'utente di Coinbar viene elaborato in un aggregatore che contiene anche i book delle altre piattaforme. In questo modo viene garantita non solo la liquidità, ma anche un livello medio di commissioni contenuto.

Q. Sul mercato delle criptovalute avrà un ruolo sempre maggiore la protezione dei dati personali sia in ambito regolatorio che in ambito tutela privacy. Come sarà organizzata Coinbar sotto questo aspetto?

A. Innanzitutto bisogna dire che c’è un doppio aspetto che abbiamo dovuto affrontare, la tutela dei dati personali e il rispetto della normativa antiriciclaggio.

Abbiamo pensato di tenere separate le raccolte dati, collegandole con un sistema di cifratura e raccogliendo i dati personali presso un provider autorizzato.

In questo modo ad un'eventuale segnalazione di una transazione sospetta corrisponderà un codice univoco di riferimento ad un soggetto.

Q. Nel white paper comunicate che l’Iscrizione Albo mediatori è vincolata all'entrata in vigore dei decreti attuativi. Puoi spiegare ai nostri lettori a cosa vi riferite?

A. Siamo in attesa dei decreti attuativi da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze con i quali dovrà essere istituito un registro speciale tenuto dall'Organismo degli Agenti e dei Mediatori (OAM) relativo agli operatori che operano nello scambio, nella conservazione e nella conversione di criptovalute, come gli exchange.

Nel frattempo abbiamo già provveduto a comunicare all’OAM l’inizio dell’attività.

Q. Per concludere, perché per gli investimenti in criptovalute l’utente dovrebbe scegliere Coinbar piuttosto che altri exchange già operativi sul mercato?

A. Come dicevo inizialmente Coinbar, a differenza degli altri exchange, sarà presente anche sul territorio al fine di supportare gli utenti attraverso consulenza tecnica e formazione.

Puntiamo infatti a creare una community di utenti dove si possano sviluppare percorsi di formazione e nuove idee al fine di diffondere la passione per l’argomento.

Infine, ma non ultima per importanza, l’italianità del progetto: gli utenti che vorranno investire in criptovalute non dovranno più necessariamente inviare i propri euro su conti all’estero.

Q. Antonello grazie per il tuo tempo e in bocca al lupo per l’imminente lancio della piattaforma.

A. Grazie a te!

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Eugenio Ciamprone

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