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Co-Innovazione fa rima con... #OpenItalyELIS in Azione! Parliamone in Smau

Tempo fa, in un articolo, ho condiviso delle riflessioni sulla parola innovazione. Sono partita dai lati oscuri di questo termine, così abusato negli ultimi anni da aver perso quasi il suo vero significato. 

Sono arrivata all’essenza: fa innovazione chi introduce un modello di business che prima non esisteva. E questa innovazione non solo fa la fortuna di chi la inventa, ma migliora la vita delle persone”.

Dunque parliamo di processi, servizi, prodotti nuovi che portano un vantaggio reale e quantificabile. La stiamo perseguendo se c’è cambiamento, modifica, mutamento, novità, apertura, progresso, rinnovamento, rivoluzionamento e/o rivoluzione. Quanto di più lontano, quindi, da abitudini, costumi, tradizioni, usanze o pregiudizi.

Oggi mi trovo di nuovo qui, con una variante - o meglio - con un arricchimento della parola: Co-Innovazione.

Allearsi con altre imprese, integrando risorse interne ed esterne per generare nuove idee e beni condivisi. Un concetto di grande valore se si pensa che l’innovazione non è solo per i creativi ed è un lavoro di team.

Ho pensato di farmi spiegare la parola dai giovani che sono dentro a progetti di questo tipo.

La co-innovazione secondo te...

“Prima di dare una descrizione sulla co-innovazione, bisogna rispondere al perché innoviamo.

Noi genere umano innoviamo perché è una necessità umana, l’innovazione è una risposta intelligente ad una problematica non comune, che implica quindi anche una azione/risposta nuova e differente dalle altre per distinguersi e per migliorarsi. Rafforzando quindi così noi stessi, se non uccide fortifica.

Spesso però, le sfide che ci troviamo difronte ci impongono uno sforzo maggiore rispetto a quello delle nostre capacità, spingendoci quindi a riunirci per risolvere una problematica comune.

Questo principio di co-innovazione ci dà però, possibilità di vivere un fenomeno naturale (e sociale) di società, inteso come l’insieme di persone che hanno piacere nel discutere su certe tematiche, risolver problemi, e passare del tempo insieme ‘’divertendosi’’.

Questo principio non è molto distante dallo stare seduti insieme in un tavolo, come durante le grandi cene di famiglia o di popoli differenti, che per risolvere problemi comuni hanno creato la società civile dove abitiamo.”

Andrea Russo (28 anni, master II innovazione tecnologica.

Sogna di diventare un ricercatore e/o di creare un’azienda che aiuti il più possibile la società mediante tecnologie come la robotica).


“Co-innovazione significa unione, contaminazione e generazione di valore. Mettersi in gioco uscendo dai propri schemi, dalle proprie rigidità strutturali, e abbracciare la collaborazione con soggetti diversi da noi, con diversi background, diverse competenze. Significa fiducia nell'altro.”

Alessia Borzacchelli (28 anni, master in Open Innovation & Intellectual Property.

Ha vari sogni tra cui quello di gestire le strategie di innovazione di grandi imprese italiane e gestire il go to market delle start up. In futuro si vede fondatrice di un incubatore).


“Co-innovazione è un processo che integra approcci, sistemi e modalità di lavoro appartenenti a diversi settori aziendali per la realizzazione di un obiettivo comune, offrendo la possibilità di aprire nuovi orizzonti nel mondo delle scoperte tecnologiche."

Giuseppe Chiofalo (27 anni, corso di laurea in economia aziendale e studente al master in banca e finanza.

Ha diversi sogni tra cui quello di brandizzare prodotti tipici - cibo - della sua terra poco conosciuti, o rivalutare tutti i terreni incolti in Italia dando la possibilità ai turisti, o a chi ne ha bisogno, di coltivarci qualcosa dividendosi il raccolto/guadagno col titolare del terreno).


“Co-innovazione è la capacità di abbattere i ruoli, di sentirsi parte di un ecosistema che va oltre il ruolo ricoperto, i titoli di studio e gli anni di esperienza...

È un momento in cui ognuno di noi ha l’opportunità di dare un contributo, di esprimere la propria idea... Perché anche le più bizzarre possono diventare le migliori”.

Chiara Caracciolo (23 anni, master in Banking and Finance.

Le piacerebbe realizzare progetti ad impatto sociale, attraverso la valorizzazione del ruolo dei bambini come risorsa per il futuro. In particolare i bambini stranieri, accompagnandoli e supportandoli nel percorso di crescita personale e professionale, affinché possano sentirsi parte integrante e presenza fondamentale nel nostro paese).


“Co-innovazione è un processo imprescindibile per l'esistenza delle aziende. Essa non si limita a creare un prodotto o un servizio che miri a soddisfare il cliente, ma crea un ecosistema all'interno del quale si genera valore.

Le aziende hanno la possibilità di studiare e sviluppare nuove tecnologie e tenersi aggiornate sui nuovi bisogni; le startup possono crescere e immergersi in nuovi mercati.

Può sembrare un concetto banale, ma co-innovazione vuol dire eliminare le gerarchie, evidenziare i problemi e fare squadra per il bene di tutti gli stakeholders”.

Roberto Bonsignore (24 anni, master in banking and Finance.

Si iscriverà a breve al secondo anno di scienze economiche e finanziarie, dopo aver fatto una triennale in scienze politiche e relazioni internazionali. Un sogno per lui sarebbe dare un contributo per le regioni del sud - Sicilia in primis - in campo innovazione e trasformazione digitale, più in particolare avvicinare giovani ad un mondo quasi sconosciuto cercando di limitare anche la loro "fuga").


“Co-innovazione significa: incentivare un approccio alla crescita non uni-settoriale. Prevedendo, tutt'al più, la generazione di nuovi settori.

In pratica è mettersi intorno ad un tavolo, portare i propri strumenti e la propria visione, condividere il tutto con un atteggiamento Open e generare valore in ogni fase. Questo permette alle aziende di crescere in direzioni non convenzionali, ma di crescere esponenzialmente”.

Gabriele Barbalace (24 anni, laurea triennale in economia aziendale e master in banking e finance in corso.

Sogna di creare un grande centro di investimenti che finanzi e porti avanti iniziative/imprese volte a creare un mondo migliore, perché purtroppo ci sono troppe cose che non vanno bene).


Co-innovazione: una vera opportunità

Per i più giovani quindi co-innovare è una bella opportunità perché, come sostenuto da Alessia Borzachelli:

fa toccare realmente con mano la collaborazione e seguire l'innovazione; permette di essere un piccolo, ma importante tassello di un progetto su cui le aziende puntano e investono e così sentirsi parte di qualcosa che non avresti mai pensato.

Consente loro di entrare in contatto con tante persone, di stare allo stesso tavolo con gli innovation manager delle grandi aziende italiane.

Alessia mi ha raccontato anche i vantaggi che secondo lei hanno le startup:

diventi la soluzione ad un problema di una grande azienda, quando da sola non ce la fa. Cresci tantissimo perché probabilmente per la prima volta collabori con dei big, ti riadatti.

Lato corporate, a suo avviso, l’azienda riesce a sviluppare un prodotto che da sola realizzerebbe in anni, perché dovrebbe trovare al proprio interno persone che si verticalizzano su quella strategia innovativa per risolvere lo specifico problema interno. E per chiunque, dal lato umano al lato professionale, c'è crescita, cultura e contaminazione, conclude Alessia.

Nei prossimi giorni ci sarà l’opportunità di avvicinarsi a questo mondo grazie a Smau, “la principale piattaforma di business matching in Italia nei settori dell’innovazione e delle tecnologie digitali per imprese e pubbliche amministrazioni locali. L’appuntamento di riferimento per tutte le imprese che vogliono avvicinarsi al mondo della ricerca e dello sviluppo di prodotto e di processo per portare sul mercato la vera innovazione.”

All’interno dell’evento anche OPEN ITALY, il programma di Open and Collaborative Innovation del Consorzio ELIS, di cui avevo parlato sempre nell’articolo sopra citato e di cui fanno parte i ragazzi che ho intervistato.

Cosa fa OPEN ITALY in concreto?

Open Itay fa co-operare corporate e startup, due realtà completamente opposte che, mettendo a disposizione i loro strumenti, soddisfano un bisogno e, allo stesso tempo, apprendono reciprocamente tecniche e processi lavorativi che possono portare benefici ai loro business.

Progetti di co-innovazione, quindi, portati avanti con una metodologia sprint, in 12 settimane, in cui i team di ELIS facilitano i lavori tra Startup e Corporate, sviluppando e customizzando nuovi prodotti rispondenti alle esigenze delle organizzazioni.

Detto con le parole di una dei tanti giovani che lo vive da vicino, Chiara Caracciolo:

OPEN ITALY è l’inaspettato che si realizza. La consapevolezza di un mondo in continua evoluzione e il sentirsi parte integrante del cambiamento.

Il confronto continuo con esperti, realtà aziendali consolidate e startup mi ha fatto comprendere l’importanza della collaborazione per il raggiungimento degli obiettivi. Fare un progetto in 12 settimane sembravano impossibile, ad oggi ho imparato che è certamente sfidante, ma realizzabile solo INSIEME.

Gabriele Barbalace ha integrato il suo racconto di OPEN ITALY:

Scelgo Open Italy, perché è il cuore pulsante dell’Open Innovation Italiana. Un’ecosistema iper dinamico, che concilia bisogni reali delle Corporate con tecnologie Startup in grado di risolverli.

Il risultato? La risoluzione del Need sì, ma a contorno l’apertura di mercati completamente inaspettati che nascono dall’unione di più tecnologie emergenti e più tecnologie consolidate.

Da Junior, scelgo OPEN ITALY perché ti permette da un lato di avere la visione personale di un AD (o comunque dei massimi vertici d’azienda) dall’altro di organizzare il lavoro di co-innovazione in maniera attiva.

Così da poter entrare nel vivo del processo di co-innovazione, potendo apportare il tuo valore durante l’intero progetto. Cumulando giornalmente esperienza, derivante da genio e competenza emanata dai vari attori coinvolti nei progetti.

open italy

Luciano De Propris

OPEN ITALY Elis, la finale 

Il 23 Ottobre, dalle 14 alle 17 nel padiglione 4 di Fieramilanocity, si terrà la giornata di celebration: la finale 2019, dove verranno presentati i progetti realizzati e il loro impatto*.

Sarà l’occasione di vedere il termine della prima fase di creatività, dove i 10 team eterogenei, composti da Corporate, Startup e Junior Talent, presenteranno il prodotto realizzato sulla base delle esigenze delle aziende.

Un’opportunità per le Startup che hanno partecipato alle 12 settimane di co-innovazione, di accelerare le vendite vincendo importanti commesse.

Saranno presenti tutti i protagonisti, a partire dagli Amministratori Delegati, coinvolti nei progetti che hanno contribuito a generare valore per la community: l’obiettivo è infatti la condivisione di esperienze e conoscenze per avviare progetti concreti e d’impatto sociale.

Luciano De Propris, Program Manager di OPEN ITALY, introdurrà l’evento con alcuni insight sull’edizione corrente del programma, ed anticiperà tante novità ed idee, risultati di brainstorming svolti negli ultimi mesi dal Team ELIS per l’edizione 2020.

Un’occasione importante per chi vuole avvicinarsi a questo mondo: Corporate, Junior Talent e Startup.

Si parlerà di diversi ambiti innovativi, tra cui:

- Intelligenza Artificiale

- Computer Vision

- Efficienza Energetica

- Smart Recruiting

- Smart City.

I progetti che saranno presentati sono:

  • ChaTrail – smart knowledge management di Trenord e Pigro, alla presenza di Marco Piuri*
  • ContAct di Sky e Pigro, alla presenza di Massimo Bertolotti*
  • D.E.oS. di Italferr, Sirti, Difly, Studiomapp e Tolemaica, alla presenza di Gianluigi Vittorio Castelli*
  • Energy Efficiency 4.0 di ANAS e Smart Domotics, alla presenza di Massimo Simonini*
  • LEAP di Eni Gas e Luce e Milano Multiphisycs, alla presenza di Alberto Chiarini*
  • S.I.M.B.A.S. (Smart Innovative Model Based System) di RFI e Syenmaint, alla presenza di Maurizio Gentile*
  • Urban Intelligence di ACEA, Minsait e Studiomapp alla presenza di Stefano Antonio Donnarumma* e Pedro Garcìa*
  • AI Computer Vision di SNAM e Studiomapp, alla presenza di Marco Alverà
  • Man Down Warning System di SNAM e Agesic, alla presenza di Marco Alverà
  • Smart Recruiting di SNAM e MYCO, alla presenza di Marco Alverà

*presenza da confermare.

Non è bello che tutti si debba pensare allo stesso modo, è la differenza di opinioni quella che rende possibili le corse dei cavalli.

Mark Twain 

#InnovationToImpact #InnovationTogether 

*Appuntamento a Fieramilanocity, Viale Lodovico Scarampo, 2, Milano, il prossimo 23 Ottobre.

Unica modalità di accesso all’evento è tramite la registrazione VIP che garantisce un accesso al giorno gratuito per tutti e 3 i giorni della fiera.

Per registrarsi, cliccare sul seguente link: https://bit.ly/2LG03j

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Valentina Marini

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