come creare un team affiatato

Il segreto del successo? Creare un team affiatato

Inizio questo articolo per Spremute Digitali con un ricordo. Il ricordo delle parole di un collega e di un piccolo aneddoto che mi ha raccontato. Questa persona ha lavorato per diversi mesi in trasferta presso una ditta che produceva macchine utensili. Ebbene, mi ha parlato di una cosa che non avevo mai sentito: tutti i giorni il titolare della ditta (ovviamente non grandissima, ma con circa una trentina di dipendenti) portava ai suoi collaboratori cornetti caldi ed offriva il caffè a tutti. Può sembrare un aneddoto un po' scontato… Certamente non è questa la soluzione unica su come creare un team affiatato. Ma la storia fa comunque riflettere.

Secondo te cercare di valorizzare al massimo un lavoratore, magari anche talvolta “rimettendoci” qualche spicciolo in più, può portare vantaggi? E se sì, quanto sono quantificabili?

Sono sempre stato convinto che creare un ambiente di lavoro che sia il più sereno possibile sia una strategia assolutamente vincente, se non addirittura la strategia vincente per antonomasia.

Ma oltre che un ambiente di lavoro sereno, è necessario creare un team che sia coeso. La serenità e la coesione del team vogliono significare se non l’assoluta certezza del successo aziendale, quantomeno le principali carte in regola per poterlo raggiungere.

Come creare un team affiatato? Alcuni spunti.

Quali potrebbero essere le migliori strategie per creare un team affiatato? Ci ho pensato a lungo anche nelle mie dirette esperienze di lavoro ed in qualche consulenza che ha potuto toccare in piccola parte l’argomento.

Riassumiamo un po’ per punti.

  1. Essere un buon leader. Mi risponderai: lo sappiamo tutti, quale grande segreto ci stai rivelando? Ebbene essere un buon leader non è una cosa semplice. Gli aspetti che un buon leader deve possedere sono due:
    1. Saper delegare. Un buon leader è in grado di individuare con esattezza le caratteristiche del suo team ed assegnare i compiti giusti
    2. Saper risolvere i conflitti. Se due persone sono in conflitto in un gruppo, la coesione del team è fortemente a rischio. Un buon leader è colui che risolve con disinvoltura qualunque tipo di attrito.
  2. Concentrarsi sui punti di forza di ciascun membro del team. È assolutamente sbagliato far svolgere compiti e mansioni di un certo tipo a chi ha tutt'altre caratteristiche. Anche questa sembra una regola banale, ma è difficilissimo applicarla. Ognuno deve svolgere i compiti che meglio sa svolgere. Il capo del team deve essere uno, diciamo psicologo mancato. Deve capire quali sono i punti di forza e portarli a favore del lavoro e del risultato aziendale.
  3. Porre degli obiettivi con conseguente “premio”. Creare degli obiettivi precisi è assolutamente fondamentale. Se a questo obiettivo mettiamo un piccolo premio (che può essere di qualunque tipo, monetario, una cena aziendale, qualcosa strettamente legata alla persona) stiamo pur certi che tutti sono motivati a raggiungere il risultato con una marcia in più. Il premio di risultato è uno strumento potentissimo che deve essere utilizzato in maniera intelligente.
  4. Organizzare eventi di gruppo. Mi è capitato di sentire di aziende che organizzavano gare sportive tra uffici ed enti diversi. Vi sembra una banalità? È così che si crea lo spirito di squadra.
  5. Aiutare chi è in difficoltà coinvolgendo anche gli altri membri del gruppo. A tutti capita di avere momenti difficili (lavorativi, personali o di altro tipo). È molto importante aiutare chi è in difficoltà, ma ancora più importante saper coinvolgere l’intero team nell'aiutare chi ha bisogno. Ci si sentirà parte di una squadra e si lavorerà per una giusta causa collettiva.

Ho cercato di elencare solo pochi punti salienti. Per qualcuno possono essere scontati, ma vi assicuro che per esperienza personale non lo sono affatto. A volte si hanno in mano strumenti molto potenti (vedi premio di risultato collettivo) che non si sanno o non si vogliono utilizzare.

E se utilizzassimo questi punti in un progetto di smart working? Che cosa ne pensi? ☺

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Fabrizio Orlando

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