PMI leader

Come essere una PMI leader di settore?

Come essere una PMI leader di settore? Non devono mancare innovazione, dinamicità, focalizzazione e internazionalizzazione.

Instabilità geo-politica, volatilità dei mercati finanziari, stagnazione del mercato domestico, iper-competizione internazionale sono oggi temi continuamente dibattuti con notizie ed accadimenti che ogni giorno si susseguono e si accavallano. I loro effetti, interconnessi ed accentuati dalla globalizzazione, si ripercuotono fortemente e quasi immediatamente sull’economia reale, pervadendo la nostra imprenditoria di un crescente stato di insicurezza, incertezza e precarietà. Tali difficoltà si amplificano poi, se rivolgiamo il nostro sguardo alle imprese più piccole e a quelle orientate prettamente al mercato domestico, che nella migliore delle ipotesi riescono a malapena a coprire i costi di gestione.

Beh… Sicuramente lo scenario, appena descritto, non è idilliaco ed incoraggiante, con contrastanti prospettive future, ma diciamolo neanche così tanto catastrofico. La dinamicità nasconde insidie ma anche sfide da prendere al volo per poter crescere ed affermarsi come leader nei vari settori di competenza.

È proprio in questi momenti che bisogna fermarsi un attimo, riflettere, farsi un esame di coscienza e ripartire con maggiore energia e voglia di fare. Non c’è da abbattersi o fasciarsi la testa prima del tempo (tipico di noi italiani). È il momento di svegliarsi dal torpore e dallo stato di inerzia in cui gran parte delle piccole e medie imprese sono cadute, e rimboccarsi le maniche guardando all’estero come una risorsa necessaria e indispensabile da sfruttare. Non si può più rimanere chiusi nei propri confini territoriali; ormai l’Italia è una nazione troppo piccola con mercati saturi.

Più volte mi ritrovo a condividere questi temi con gli imprenditori, vedendo e comprendendo il loro disagio. Le domande più frequenti sono: "Come si può fare?" "Come possiamo vincere l’odierna competizione prevalentemente internazionale e minimizzare i rischi derivanti da mercati sempre più interconnessi tra di loro?"

Sicuramente ripartendo dalle nostre eccellenze e dalla nostra creatività e voglia di fare.

Il “made in Italy” rappresenta il punto di partenza, un marchio di qualità ed una certezza. Le nostre produzioni sono apprezzate e ricercate in tutto il mondo, ma da solo non basta. Per vincere le sfide competitive odierne e future, c’è bisogno di combinare tradizione con innovazione ed essere innovativi, dinamici, focalizzati e sempre più internazionali. Quattro concetti strettamente collegati tra di loro.

Innovarsi continuamente deve essere un obbligo ed un volano per l’internazionalizzazione. È questo uno dei risultati emerso dalle ultime analisi condotte da Nomisma ed Intesa San Paolo sull’imprenditoria nazionale. Innovazione ed export sono due variabili strettamente correlate tra di loro, un binomio vincente (puoi trovare altre informazioni in questo mio precedente articolo).

Inoltre, le imprese, che presentano attività brevettuali, registrano performance economico/finanziarie di gran lunga superiori alla media di settore. Questi dati confermano come sia difficile ormai vendere oltreconfine senza prodotti o servizi innovativi, capaci di soddisfare le esigenze sempre più sofisticate della clientela o indurne di nuove. Lo so che innovare non è semplice. Richiede investimenti e risorse finanziarie difficili da reperire e soprattutto necessita di pianificazione a lungo termine…. Ma è giunto il momento di abbandonare la miopica visione tipica delle PMI italiane se si vuole vincere l’odierna competizione ed affermarsi come leader!

Quindi, come può una PMI diventare leader di settore?

Non è più il tempo di inseguire i trend tecnologici e subirne le conseguenze, ma è il momento di anticiparli. Per farlo anche le PMI devono iniziare a pensare strategico, ad adottare approcci strategic thinking tipici delle imprese di maggiori dimensioni, fissando obiettivi (a breve, medio e lungo termine) chiari e raggiungibili, ed individuando le azioni da implementare per raggiungerli.

Questo vuol dire pianificare e redigere piani strategici aziendali! Magari in maniera dinamica attraverso strumenti come lo scenario planning per anticipare il futuro sfruttando i vantaggi della piccola e media dimensione aziendale. A questo bisogna affiancare una sempre più accentuata focalizzazione delle attività e competenze. Cosa significa? Beh…. Solitamente (nella maggior parte dei casi, di cui ho diretta conoscenza) le PMI per “sopravvivere” e per prendere il maggior numero di clienti fanno o vogliono fare tutto.

Risultato? Fare tanto e male…. E peggio non avere una chiara identity nella mente dei propri clienti, perché ampliano talmente tanto il proprio portafoglio prodotti da assumere dei connotati sfocati e non definiti. Questo è completamente sbagliato. Come visto dagli studi di Nomisma ed Intesa, oggi il mercato premia la qualità e la competenza.

Bisogna focalizzare le proprie energie e i propri sforzi sulle cose che sappiamo fare meglio, sulle nostre core activities e sui nostri core products. Dobbiamo diventare esperti in quello che facciamo, indipendentemente dalla nostra ridotta dimensione aziendale. Solo in questo modo anche se piccoli possiamo diventare indispensabili e leader di mercato nei settori di competenza.

Lo so che è difficile. Prevede un cambiamento culturale ed operativo, e come ogni forma di cambiamento può spaventare. Beh all’inizio forse è il caso di farsi aiutare ed affiancare per muovere i primi passi ma poi bisogna camminare da soli. Non lasciamoci sfuggire questa opportunità, questo treno che forse potrebbe essere l’ultimo.

 

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Alfredo Valentino

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