cosa è l'mvp e come si sviluppa

Che cosa è l'MVP? E come si sviluppa?

Se esiste un concetto fondamentale in materia di startup, questo è sicuramente il concetto di MVP. Ma che cosa significa questo termine e perché è così largamente utilizzato nel mondo startup? Detto in termini semplici, l’MVP (o Minimum Viable Product) è una versione iniziale del prodotto o servizio, che la startup distribuisce, includendo solo le caratteristiche minime al fine di raccogliere da subito i feedback dei clienti.

Tanto per fare un esempio banale: se la nostra startup producesse ciambelle, l’MVP in questione potrebbe essere questo:

La prima ciambella possiede già tutte le caratteristiche minime richieste dal nostro consumatore, può essere subito distribuita e ci permetterà di raccogliere i feedback dei nostri consumatori, utili per arrivare gradualmente ad un prodotto ”completo”; Qualcosa che ha almeno senso di esistere sul mercato.

L’ MVP è infatti il primo stadio di un processo che si basa sul paradigma Build, Measure Learn e viene preso in prestito dalla metodologia Lean Startup.

Perché un MVP è importante?

La metodologia Lean permette di lavorare ad un’idea di startup nella maniera più veloce e performante possibile. Senza questo approccio, rischiamo di agire più o meno così:

  • Settimane per partorire l’“idea del secolo”;
  • Mesi in garage a produrla nella pratica (soldi, fatica, tempo);
  • Classico test "pilota" a porte chiuse;
  • Lancio del prodotto;
  • Grande fallimento.

Puoi crederci o no: la maggior parte delle Startup ha fallito perché ha seguito questo iter fregandosene di una delle metodologie più adatte e sensate che esistono per fare startup: la metodologia Lean.


Se vuoi approfondire l’argomento non c’è inizio migliore del libro di Eric Ries che trovi qui 


Fatta questa necessaria premessa, l’importanza del Minimum Viable Product è lampante: si tratta di costruire gradualmente un servizio o un prodotto iniziando subito, e fare in modo che il fallimento non sia un ostacolo, ma parte del processo.

Se costruiamo il nostro prodotto o servizio nella maniera più veloce possibile, se misuriamo costantemente i dati che otteniamo dagli utenti, se impariamo a migliorare il prodotto e se facciamo tutto questo ciclicamente faremo passi da gigante, non solo con il prodotto, ma anche con la nostra idea iniziale. Fare diversamente significa esporsi a rischi non necessari.

Una volta capito il perché MVP è un approccio importantissimo, la domanda successiva è: Quando e come va fatto?

Prima di sviluppare un MVP

Facciamo chiarezza: non è che se tu sviluppi un MVP e segui alla lettera il metodo Lean Startup allora avrai successo per forza.

Tolte le variabili che potresti non aver considerato, come un’improvvisa e schiacciante concorrenza, o altri motivi di fallimento riconducibili alla semplice "sfiga", c’è una componente imprescindibile: la corretta validazione della propria idea.

L’MVP non fa miracoli, ed è soltanto la risultante. Rappresenta l’inizio della messa in pratica di una buona (e validata) idea di business. Se un’idea non era buona all'inizio, non lo sarà neanche dopo.

C’è un motivo se si dice che la differenza la fa l’esecuzione di un’idea; ma è anche vero che bisogna sempre averne una sensata e valida sul mercato a cui ci stiamo riferendo.

Una lettura interessante ed esauriente su questo aspetto, è il libro "The Mom Test" che offre un aiuto concreto ad affrontare tutta la fase iniziale di validazione di un’idea, fase in cui solitamente l’insicurezza regna sovrana.

Come sviluppare un MVP

Senza una fase di Customer Discovery e di validazione preliminare della nostra idea, sia il concetto di Startup che quello di MVP sono da considerarsi concetti evanescenti; gli approcci suggeriti prima servono proprio ad evitare inutili sprechi di tempo e risorse.

Quindi, se abbiamo una buona idea, validata (numeri alla mano), e si sta procedendo nel dare al mercato una Proof of Concept, stiamo già parlando di sviluppare un MVP che è:

  • Sviluppato sul concetto di build, measure, learn;
  • Testato su una massa critica di utenti ben precisi (personas);
  • Percepito come potenzialmente risolutivo rispetto ad un problema.

Di base un MVP può anche essere un semplice video di youtube, una landing page, un semplice servizio online o un prodotto fisico con caratteristiche minimali. Il punto, non è risolvere completamente il problema, ma capire se a qualcuno interessa realmente risolverlo con la vostra soluzione e come arrivarci passo passo.

Alcuni esempi di MVP che ho raccolto a titolo esplicativo:

  • La prima versione di Dropbox era un video (fatto molto bene) che ne spiegava il funzionamento. Quel video, semplice ed intuitivo, era l'MVP.

 

  • La prima volta che il servizio online Buffer apparve, era una semplice landing page con una headline ed un pulsante verde che invita l’utente a “saperne di più”, lasciando la propria e-mail.
  • Foursquare, social network, ha invece optato per un MVP applicativo, ma solamente con la funzionalità base. Una soltanto, proprio così.

Qualsiasi sia il caso o il canale più adatto al pubblico, le tre caratteristiche espresse sopra sono alla base della riuscita di ogni test che facciamo in questo senso.

Ogni ciclo di test darà dei risultati che serviranno nel processo iterativo raffinando così il prodotto e avvicinandolo sempre più al raggiungimento del product market-fit e quindi alla possibilità di scalare il business e ottenere successo.

In definitiva, un MVP è qualcosa di concettualmente molto potente per la startup. È però, al contempo, uno degli aspetti più delicati, perché si va a concretizzare un’idea e una visione, con tutte le difficoltà che ne conseguono, soprattutto nella corretta interpretazione dei dati.


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Mario Santella

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