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Fondi europei: sappiamo realmente cosa sono?

Dalla crisi che ha colto l'Italia e più in generale l’intera Europa negli ultimi anni, si è generata una pazza rincorsa ai finanziamenti europei; abbiamo assistito alla nascita di scuole, corsi, seminari,convegni e tanto altro con l’intento di far comprendere cosa siano questi famosi e irraggiungibili fondi europei.

Tutto ciò pare non essere stato abbastanza, tanto che ancora oggi, c’è bisogno di far chiarezza su cosa siano i fondi europei. In questo articolo faremo una prima e importante distinzione: cosa sono i fondi diretti e indiretti.

Per raggiungere gli obiettivi strategici di Europa 2020, l’Unione europea si avvale di diverse tipologie di strumenti finanziari gestiti attraverso un sistema di “responsabilità condivisa” tra la Commissione europea e le autorità degli Stati Membri, la "gestione indiretta"; o a livello centrale, da parte della Commissione europea con la "gestione diretta" e sono organizzati in Programmi tematici dedicati a specifici obiettivi (cultura, innovazione, imprese, agricoltura, etc) e si sviluppa su periodi di 7 anni.

Quali sono i fondi europei diretti e quali gli indiretti?

I fondi europei diretti sono una tipologia di fondi che finanzia progetti di respiro europeo che devono riguardare un’idea innovativa e meritevole di applicazione industriale, ossia remunerativa e coinvolgere almeno tre partner di 3 Paesi differenti. La domanda di finanziamento deve descrivere il progetto in tutte le sue parti, compreso il budget e le previsioni di spesa, divise tra i partner. La Comunità non rimborsa le spese già sostenute all’atto dell’approvazione del finanziamento.

Questo significa che il progetto e le spese vanno descritte nella domanda, ma potranno essere rimborsate solo le spese sostenute dopo l’approvazione del progetto, dietro presentazione della necessaria documentazione. Normalmente, la Comunità non finanzia la totalità del progetto, ma solo una sua quota parte (anche se Horizon2020 tende a finanziare percentuali vicine al 100%). Alcuni bandi richiedono un cofinanziamento da parte del richiedente.

I Fondi diretti sono gestiti dalla diverse Direzioni Generali (DG) della Commissione europea (ricerca, istruzione, ambiente, trasporti, etc.) o da Agenzie da essa delegate. Si tratta di sovvenzioni o versamenti di natura non commerciale, che devono essere integrati da risorse proprie dei beneficiari. Questo tipo di finanziamenti richiedono la costituzione di partenariati transnazionali. Nei fondi diretti la Commissione europea trasferisce gli importi direttamente ai beneficiari del progetto.

I fondi diretti si dividono in:

  • Programmi Intracomunitari, che coinvolgono i Paesi membri dell’Unione e riguardano politiche interne di interesse europeo (ad esempio le politiche giovanili, la giustizia, l’ambiente, ma soprattutto l’innovazione).
  • Programmi di Cooperazione Esterna, che promuovono la cooperazione dei Paesi membri con Paesi terzi rispetto all’Unione.

 

I Fondi Strutturali o Indiretti finanziano progetti più specificamente legati al territorio. Nei finanziamenti indiretti il budget viene speso attraverso un sistema di “responsabilità condivisa” tra la Commissione europea da una parte, e le autorità degli Stati membri dall’altra. Nei fondi indiretti il rapporto con il beneficiario finale pertanto non è diretto, ma mediato da autorità nazionali, regionali o locali che hanno il compito di programmare gli interventi, emanare i bandi e gestire le risorse comunitarie.

I bandi sono perciò decisi e indetti dalle singole Regioni sulla base dei risultati dei cosiddetti Tavoli di Partenariato, ai quali vengono invitate le parti sociali locali per raccoglierne le esigenze. Le somme erogate sono più modeste rispetto ai fondi diretti, perché pensate per progetti più semplici. I bandi relativi ai Fondi Strutturali sono normalmente reperibili sui siti delle singole Regioni.

Nei fondi strutturali e di investimento europei i programmi sono in pratica gestiti dalle autorità nazionali e locali, ma finanziati dalla Commissione europea attraverso la seguente modalità:

  • La Commissione UE negozia e approva i programmi di sviluppo proposti dai singoli Stati Membri e stanzia le risorse finanziarie;
  • Gli Stati Membri e le Regioni gestiscono i programmi, li attuano attraverso la selezione, il controllo e la valutazione dei progetti;
  • La Commissione viene coinvolta nella fase di monitoraggio, si impegna nel pagare le spese approvate ed effettua verifiche attraverso un sistema di controllo.

Nell’ambito dei Fondi strutturali le proposte di progetto vanno presentate a livello locale e regionale alle Autorità regionali e nazionali.

I fondi indiretti si dividono in:

  • Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR): finanzia i settori della comunicazione, dell’energia, dell’istruzione, della sanità, della ricerca e dell’evoluzione tecnologica ed in generale progetti che abbiano riflessi occupazionali sul territorio.
  • Fondo Sociale Europeo (FSE): finanzia interventi in campo sociale e, in particolare, dell’istruzione.
  • Fondo di coesione (FS) (l’Italia non rientra tra i beneficiari di questo fondo).

Insieme al Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) rappresenteranno la gran parte dei finanziamenti comunitari, e la maggior parte del totale della spesa dell'UE.
Da questa prima anali si nota come ci siano molte fonti di finanziamento e conoscerle tutte richiede un impegno che solo una figura esperta può sostenere. Ed ecco che la professione dell’europrogettista è più che mai importante.

Nella prossima uscita andremo ad analizzare questa professione e a capirne il vantaggio per le aziende.


Se sei interessato all'argomento Fondi Europei ti consiglio di andare a leggere anche su questo sito o l'editoriale mensile sui Bandi Europei curato da Seedble s.r.l. per Spremute Digitali.


 

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Lucrezia Cicchese

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