Smart Working, Roadshow, lavoro agile

Cos'è lo Smart Working secondo te?

Martedì 20 Ottobre ci sarà il convegno: Smart Working: Scopriamo le carte, organizzato dal Politecnico di Milano. Noi di Seedble ci saremo ovviamente. Stiamo, nell'ambito del nostro Roadshow, organizzando dei workshop gratuiti sui temi dello smart working e del lavoro agile. Nei prossimi mesi faremo tappa in diverse località italiane per raccontare le nostre esperienze illustrando il concetto di smart working. La mancanza di conoscenza del concetto di smart worker è uno dei motivi principali che ci hanno spinto a organizzare un roadshow.

 

Per il nostro libro sul tema abbiamo chiesto agli esperti in Olanda e in Italia quale secondo loro fosse la definizione dello Smart Working.

Queste le loro risposte:

«Adottare una politica di smart working significa ridisegnare processi organizzativi, saper fare leva su una flessibilità buona, rivedere modelli di compensation e di valutazione delle performance: in sintesi, ripensare completamente la valorizzazione di ciascuno all'interno dell'azienda. Oltre a essere preparato, serve anche un management che sia coraggioso.» Silvia Zanella, Global Social Media & Online Media Director, Adecco Group

«Fiducia, dare più responsabilità ad ogni worker. Se dai fiducia, i worker possono diventare “proprietari del loro lavoro”. Hanno più libertà nel gestirlo e, in tal modo, riescono a bilanciarlo al meglio con la vita privata.  Sono convinto che libertà e una maggior fiducia siano le basi per creare worker migliori. Se fai in modo che ogni worker possa autogestire il proprio lavoro e, soprattutto, il modo in cui lo fa, aumenterà la motivazione intrinseca.

Secondo me questo è un fenomeno universale» Sandro Ansink, Program Manager Flex4Flex, il programma smart working dell’Autorità dei Mercati Finanziari olandese.

«È la metodologia che ci consente di essere sempre connected con le nostre informazioni e con le persone con cui collaboriamo. Grazie allo smart working abbiamo la libertà di gestire la nostra vita e di migliorare drasticamente il nostro work-life balance. Per me lo smart working è iniziare la giornata in cucina e, mentre fai colazione, pensi a come organizzare e gestire al meglio la tua giornata. Hai la possibilità di restare a casa o fare qualcosa nella zona in cui vivi. Decidi di lasciare il tuo quartiere soltanto quando ne hai un buon motivo, quando hai bisogno di un posto alternativo per ispirarti o per seguire un workshop interessante» Erik Veldhoen, uno dei fondatori dello smart working olandese.

«Lo smart working è applicazione delle discipline digitali, sociali e comportamentali per attivare un “nuovo modo di lavorare” basato sulla condivisione della conoscenza, collaborazione e trasparenza e caratterizzato da un appiattimento delle strutture organizzative ed un alto livello di trust. L'obiettivo dello smart working è l'incremento della performance organizzativa e il miglioramento del work-life balance: accesso alle postazioni di lavoro in mobilità o da casa, rimozione di sistemi di controllo basati sulla "quantità" di ore lavorate, utilizzo di team interdisciplinari, costruzione di "spazi" di lavoro basati su uno scopo (la condivisione, il brainstorming, la concentrazione, etc) e non sulla struttura organizzativa (i.e. smart workplace)» Demetrio Migliorati, Digital Workplace and Innovation Manager Mediolanum.

 

«Per me lo smart working rappresenta un dialogo estendibile a tutti i processi di lavoro. Si caratterizza per l’utilizzo di tool che rendono più flessibile il lavoro e per un nuovo ruolo del manager. Infatti il nuovo tipo di leadership prevede maggiore coinvolgimento da parte dei datori di lavoro» Hermien van Triest, Program Manager smart working del Ministero degli Esteri olandese.

 

Come descriveresti tu lo Smart Working?

 

Questo è un assaggio. Se sei curioso, scarica GRATIS l'ebook The Smart Working Book su www.thesmartworkingbook.com oppure visita il sito www.seedble.com.

L'età del lavoro agile è arrivata. Finalmente!

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Lukas Hartog

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