Ediliziagile Pubblica Amministrazione smartworking

EDILIZIAGILE, per una Pubblica Amministrazione smart in tempo di crisi

La crisi è qualcosa di cui sentiamo parlare tutti i giorni. Anche la pubblica amministrazione non ne è esente, per molti motivi.

I soldi a disposizione sono sempre meno, i servizi richiesti sono molti, la qualità del servizio viene definita pessima a priori. Lo sport nazionale sembra essere il tiro ai fannulloni, che dall'eco dei media paiono milioni (non è così).

Per quanto riguarda il personale a disposizione della pubblica amministrazione, lo sa bene chi ci lavora, la possibilità di assumere nuove persone è molto limitata e i dipendenti invecchiano.

Tuttavia da poco è stata approvata la riforma Madia, che se letta con attenzione, qualche spunto di rinascita ce lo dà.

Mi soffermo sull'articolo 14 (anche se vi consiglio anche l’art 14 ter comma 1, che parla di conferenze dei servizi telematiche):

Art. 14. Promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle amministrazioni pubbliche

Le amministrazioni pubbliche, nei limiti delle risorse di bilancio disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, adottano misure organizzative volte a fissare obiettivi annuali per l’attuazione del telelavoro e per la sperimentazione, anche al fine di tutelare le cure parentali, di nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa che permettano, entro tre anni, ad almeno il 10 per cento dei dipendenti, ove lo richiedano, di avvalersi di tali modalità, garantendo che i dipendenti che se ne avvalgono non subiscano penalizzazioni ai fini del riconoscimento di professionalità e della progressione di carriera.

 

Come ogni legge delega che si rispetti, ha necessità di decreti attuativi per essere compresa e applicata pienamente, ma su questo argomento nulla è ancora definito. Su Spremute Digitali ce ne eravamo già occupati.

Perché riparlarne ora? Perché ci sono amministrazioni che, letto l’articolo 14, si sono tirate su le maniche. Ad esempio la Provincia di Trento o il Comune di Torino.

Quest’ultimo, di cui già abbiamo parlato, ha deciso di scrivere un’Agenda Smartworking, cioè una serie di cose concrete da fare, per intraprendere il viaggio verso un'amministrazione smart.

Da poco a Milano si è tenuto il convegno (SMART) WORK IN PROGRESS, organizzato dall'Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano e in quella sede uno dei progetti dell’agenda EdiliziAgile, è stato premiato con una menzione speciale.

Ma in cosa consiste il progetto EdiliziAgile?

Il professionista che debba ricevere una consulenza dal servizio dell’edilizia privata, può collegarsi da dove preferisce in diretta Skype con un esperto della Città, con un notevole risparmio di tempo e denaro.

Il servizio è da tempo attivo ed è stato sin dall'inizio seguito con un completo questionario di customer satisfaction su base volontaria. I risultati di soddisfazione dell’utenza sono ottimi.

E ora, grazie al pluriennale lavoro per la digitalizzazione dell’archivio edilizio e grazie alla piattaforma MUDE (che gestisce informaticamente le pratiche di edilizia privata), anche il luogo di lavoro dei dipendenti può essere diverso dall'ufficio.

Da Lunedì 26 Settembre i primi due colleghi dell’Area Edilizia Privata hanno iniziato a svolgere parte della loro prestazione lavorativa in luoghi diversi dall'ufficio.

È un progetto a tutto tondo, cioè prima di tutto si e’ migliorato il servizio al cittadino, poi è stata incrementata l’efficienza e l’efficacia della pubblica amministrazione, ora si migliora la conciliazione vita-lavoro del lavoratore.

 

Ma ora darei la parola ai protagonisti della storia

Innanzi tutto sentiamo cosa ci racconta chi ha reso possibile dal punto di vista organizzativo il progetto: Elena Miglia e Claudio Sciaraffa, responsabili dell’ufficio Smartworking del Comune di Torino.

“Il progetto è nato da un concorso di idee rivolto ai dipendenti, indetto in occasione della terza giornata del lavoro agile

Le migliori idee sono state presentate durante il convegno del 17 febbraio 2016 Telelavoro e Smartworking nella PA organizzato dalla Città. L’idea proposta dai colleghi dell’Edilizia Privata era già matura e avanti nella sua attuazione.

Mancava la parte riguardante i lavoratori, cioè bisognava individuare un accordo che permettesse a loro maggiore libertà su dove quando svolgere la loro mansione. Per i lavoratori è stato individuato un monte ore massimo da svolgere presso la loro abitazione o presso un coworking.

Il progetto verrà ampliato, sempre su base volontaria a più persone nel medesimo servizio. Alcuni dirigenti di altri servizi ci hanno già contattato per individuare anche da loro modalità di lavoro flessibile nello spazio e nel tempo, proprio per cercare di migliorare sia i servizi al cittadino, che la soddisfazione del lavoratore, due fattori strettamente correlati.”


E cosa ne pensa Roberto Coletto, funzionario in posizione organizzativa presso l’edilizia privata della Città di Torino, del suo nuovo modo di lavorare.

Q. Quando hai pensato la prima volta che avresti potuto lavorare ovunque?

A. Quando nell'anno 2003 mi è stata assegnata la responsabilità organizzativa di alcuni servizi dell’Area Edilizia Privata, ho potuto orientare l’organizzazione dei servizi verso un modello di fruibilità alternativa da parte del Cittadino, indipendente dagli orari e svincolata dall'accesso fisico agli uffici.

Nel 2011 la procedura del servizio Certificazioni Urbanistiche è stata, prima in Italia in tal genere, completamente digitalizzata con richiesta, emissione e acquisizione telematica del documento con firma digitale. Nello stesso anno è divenuto operativo il Sistema EdificaTO, che consente di gestire da remoto la ricerca e la prenotazione in modalità digitale dei fascicoli in conservazione.

Nel 2014 ha preso avvio la sperimentazione dell’interazione telematica con l’utente attraverso la piattaforma Skype.

Durante tutti questi anni, in parallelo all'evoluzione dei servizi verso l’utente, ho iniziato a rendere progressivamente possibili in modalità telematica le fasi interne di istruttoria e quindi, potenzialmente eseguibili indipendentemente dalla presenza presso la sede di lavoro definita.

Q. Come sono stati questi primi giorni fuori ufficio?

A. Da alcuni anni la mia attività lavorativa è di fatto parzialmente svincolata dalla presenza presso la sede lavorativa, operativamente in relazione anche al ruolo, seguo da tempo le fasi dei processi e la collegata interazione con i colleghi e con l’utenza esterna con strumenti telematici. Ora tutto ciò ha una veste istituzionale riconosciuta.

Q. Cosa ti auguri per il futuro?

A. Trovo gratificante mi sia data la possibilità di partecipare alla creazione di un gruppo di lavoro che si dispone a valicare il modello classico “presenza in ufficio = lavoro”.

L’augurio è di poter portare compiutamente a sistema un’organizzazione di lavoro modulata sui risultati, correlata ad una gestione auto responsabile del proprio tempo.

Se volete rimanere aggiornati sui progetti Smartworking della città di Torino seguite il link: http://www.comune.torino.it/smartworking/

 


EdiliziAgile: Non importa il dove ma il come ed entro quanto tempo


 

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Laura Ribotta

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