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Criptovalute: quale l'evoluzione nel futuro in relazione all'ambiente?

Le criptovalute, tematica ultimamente molto presente e gettonata sul web, sono finite recentemente nel mirino ambientalista per l'eccessivo consumo energetico. Da poco tempo è stato avviato uno studio per conoscerne il reale dispendio energetico e impatto ambientale.

Negli ultimi mesi si è sentito molto parlare di criptovalute, soprattutto di bitcoin, il cui valore è stato moltiplicato per 14 nel corso del 2017 (come descritto in questo articolo del New York Times).

L'ascesa del fenomeno finanziario e mediatico dei bitcoin, ha portato con sé una serie di tematiche discusse tra gli appassionati di finanza e non, e non poche polemiche sul loro utilizzo.

Il funzionamento delle criptovalute, influirà sull'impatto ambientale?

Prima di entrare nello specifico, dedichiamo qualche riga al funzionamento della criptovaluta più osservata ed analizzata dell'ultimo periodo, per capire meglio il discorso del dispendio energetico.

Prendiamo come esempio il bitcoin. Alla base della produzione dei bitcoin c'è il mining, un complesso processo che consente di generare nuove criptovalute e di accrescere il portafoglio virtuale.

Questa attività di mining, implica un'elevata potenza di calcolo che comporta anche un alto dispendio energetico.

Ed è proprio per questo motivo che, in molti, hanno puntato il dito contro questa moneta elettronica, accusandola di consumare più elettricità di alcuni paesi del mondo, come il Marocco o l'Irlanda, e di avere, quindi, un impatto ambientale poco sostenibile.

Ma quanta energia consumano davvero i bitcoin?

Per valutarne l'effettivo dispendio energetico, Selectra, Gruppo leader in Europa dei comparatori di offerte di energia, ha realizzato uno studio sul costo energetico del mining svolto dalle server farm; vere e proprie "fabbriche informatiche" che generano la criptovaluta.

Per poter generare bitcoin, il server deve avere un'elevatissima capacità di calcolo, caratterizzata dall'hash rate.


L'hash rate è l'unità di misura della potenza di elaborazione della rete Bitcoin. Per fini di sicurezza la rete Bitcoin, deve eseguire delle operazioni matematiche intensive. Quando la rete raggiunge un hash rate di 10 Th/s, significa che può realizzare un trilione di calcoli al secondo. Definizione da Glossario di Bitcoin.org


L'hash rate praticamente misura la potenza di calcolo delle macchine, utilizzate per minare bitcoin.

Il profitto atteso è direttamente proporzionale all'hash rate: più il calcolatore è potente, maggiore sarà la sua capacità di risolvere i calcoli necessari a creare i blocchi e quindi il profitto.

L'analisi di Selectra è basata su quattro dati fondamentali:

  1. l'hash rate totale della rete, misurato in hash per secondo;
  2. la potenza elettrica dell'Antminer S9, il calcolatore più moderno ed efficiente sul mercato;
  3. la potenza di calcolo dell'Antminer S9;
  4. il numero di transazioni effettuate giornalmente.

Con questi valori è stato possibile stimare il consumo energetico totale della rete ogni anno, e il consumo unitario relativo a ciascuna transazione.

I risultati della ricerca Selectra

I risultati della ricerca hanno messo in luce che l'utilizzo dei bitcoin in tutto il mondo, richiede ogni secondo una potenza elettrica di quasi 1,5 miliardi di Watt, ed un dispendio annuale di ben 13 TWh, corrispondenti alla metà della quantità di energia utilizzata dall'Irlanda.

Paragonabile alla somma dei consumi di alcune regioni italiane, come Calabria (circa 5 TWh), Umbria (circa 5 TWh), Basilicata (circa 2,5 TWh) e Molise (circa 1,5 TWh).

Al livello della singola transazione è emerso che, ad ogni transazione in bitcoin corrisponde un consumo di 100 kWh, l'equivalente di quasi 2 settimane di consumo elettrico di una famiglia-tipo italiana.

La nostra analisi si basa su ipotesi piuttosto ottimistiche, in quanto presupponiamo la creazione di cripto valute partendo dalla strumentazione informatica più efficiente disponibile oggi sul mercato - ha dichiarato Antoine Arel, co-fondatore di Selectra Italia. - Alla luce di quanto emerso, viene da chiedersi se, dal punto di vista ambientale ed energetico, il sistema Bitcoin è in grado di sopportare la sua crescita.

 

Tu cosa ne pensi in merito? Lascia pure le tue considerazioni nei commenti!

 


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