flessibilità del lavoro

Le due T della flessibilità del lavoro: Trust & Technology

Lavorare in un’epoca in cui flessibilità e adattabilità sono due pilastri fondanti della nuova concezione del lavoro, ha chiari e, ormai noti, benefici: muoversi in libertà e sperimentare luoghi, conoscere professionisti e accedere a nuovi network; mantenere la qualità del lavoro, trovare il giusto equilibrio tra vita personale e professionale.

Un recente studio commissionato da Polycom (puoi scaricarlo qui), azienda multinazionale statunitense specializzata in tecnologie per la collaboration (video, voice e content), riporta che il 98% degli intervistati (oltre 25 mila lavoratori in 12 differenti paesi), sostiene che lavorare in modo agile impatta positivamente sulla produttività.

Come Polycom, anche altri studi hanno sottolineato questa tendenza, e a dirlo sono le nuove generazioni che preferiscono contesti di lavoro sempre più flessibili e dinamici. Fin qui tutto fantastico!

Tuttavia, quanto descritto richiede - senza mezzi termini - un elemento imprescindibile e sempre attuale: la fiducia (Trust, la prima T). Tra colleghi, con il capo, con il cliente.

Prima T della flessibilità del lavoro: Trust, la fiducia nelle organizzazioni

Il tema della fiducia nelle organizzazioni è qualcosa che torna sempre a galla e, ancora di più oggi, che la flessibilità del lavoro spinge a rivedere il paradigma su cui si è fondato il nostro modo di lavorare: controllo e presenza fisica.

Le persone lavorano in modo flessibile, gli uffici si svuotano, il modo di relazionarsi e collaborare cambia. "Come posso fidarmi di qualcuno che mi dice che sta lavorando se neanche lo vedo?"

 


Scarica lo studio Changing World of Work"


 

Considerando che la fiducia non è qualcosa che si può creare facilmente (lasceresti guidare la tua nuova auto a una persona appena conosciuta? Io decisamente no, a meno che non mi dovessi trovare in una situazione di estrema emergenza... ), occorre far leva su quegli elementi che, secondo la mia esperienza, ritengo chiave in una relazione trustful:

  • Trasparenza, ossia la capacità di esser chiari, sinceri e d’ispirazione in una relazione;
  • Immediatezza, la facilità e la velocità nello scambio di informazioni e idee in una relazione;
  • Partecipazione, la possibilità di coinvolgere in maniera attiva gli altri;
  • Condivisione, la possibilità di metter facilmente a fattor comune la conoscenza.

Dunque, cosa fare? Qui entra in gioco la seconda T: Technology.

La tecnologia "sblocca" tutto ciò, riducendo quelle distanze, non solo fisiche, che si generano e si moltiplicano nel nuovo modo di concepire la collaborazione in team. Ti racconto la mia esperienza in Seedble.


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Seconda T della flessibilità del lavoro: la Tecnologia

Ho scritto diversi blogpost sulla collaborazione attraverso le tecnologie digitali. Quando parlo di tecnologie mi riferisco sia a piattaforme software sia a device che facilitano la creazione, la condivisione e la comunicazione di informazioni.

Ho di recente testato alcune tecnologie (device) che mi hanno aiutato a gestire meglio sessioni di lavoro con il mio team e condividere i contenuti in maniera così rapida, sorprendente e collaborativa, che quasi non mi sembrava vero. Lo scambio di informazioni è stato immediato, tutti sono stati coinvolti in maniera attiva e abbiamo condiviso documenti con una facilità impressionante.

La tecnologia ha giocato un ruolo chiave e, in questo caso, ti parlerò di due dispositivi che abbiamo utilizzato a lavoro: Pano e Trio 8800, tecnologie progettate da Polycom per migliorare la collaborazione in team.

Pano ci ha aiutato nel proiettare sul monitor tutti i display dei nostri laptop, visualizzare i contenuti e collaborare in maniera più facile ed immediata. Non abbiamo dovuto collegare nessun cavo, utilizzare adattatori o altro, ma semplicemente associare in wireless, Pano ai nostri pc.

In ufficio non abbiamo ancora un monitor touch o una lavagna interattiva. Ma credo che l’esperienza di lavoro potrebbe essere ancor più completa se potessimo utilizzarli.

Immagina di prendere appunti direttamente sui documenti visualizzati, condividerli con le persone coinvolte anche in video conference.

Capitolo Trio 8800. Hai presente il famoso "ragno" al centro dei tavoli delle sale riunioni? Bene, il Trio 8800 è praticamente l’evoluzione di quel telefono per le conference call. L’audio è semplicemente fantastico e l’integrazione con Skype for Business ne fa uno strumento ancora più produttivo (qui trovi 3 modi per perfezionare la tua esperienza di lavoro).

La sperimentazione ha avuto grande successo e oggi queste due tecnologie fanno parte del nostro framework collaborativo. Possiamo ritenerci molto soddisfatti ma, attenzione. Ci tengo ad evidenziare un fattore critico di successo: la tecnologia da sola non risolve tutti i problemi, se alla base non c’è un terreno fertile su cui coltivare e costruire fiducia!

Prima Trust e poi Technology.


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Andrea Solimene

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