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Freelancecamp: collaborazione, networking e formazione. La parola ad Alessandra Farabegoli

Inizia il countdown per il Freelancecamp che si terrà a Roma il 10 Ottobre 2018 per la sua seconda edizione capitolina. I biglietti per questo nuovo appuntamento sono andati a ruba e purtroppo esauriti in pochi giorni. Sui gruppi social e sulla pagina dedicata all'evento, è iniziata una sorta di "caccia al ticket", nella speranza di vedere riproporne alcuni.

Fortunatamente per coloro che non riescono o non possono essere presenti, l’organizzazione dà la possibilità di seguire il Freelancecamp in streaming e di rivedere gli interventi della giornata.

Ad ogni edizione del Freelancecamp si respira energia e positività: tra speech ed incontri di fronte ad un cocktail, è facile trovare nuovi spunti, confrontarsi, ricaricarsi e capire.

Cos'è il Freelancecamp?

Il Freelancecamp è un evento veramente interessante, in cui i freelance italiani si incontrano, fanno networking, insegnano e si formano. Un appuntamento immancabile per il libero professionista, ma anche per tutti coloro che hanno voglia di entrare a far parte di questo mondo.

Un evento particolare, un barcamp dedicato alla realtà del lavoro indipendente che non punta alla quantità di iscritti, ma alla qualità della formazione trasmessa. Proprio per questo il programma del Freelancecamp, è formato grazie alle proposte di speech dei partecipanti.

Ideato e fondato da Miriam Bertoli (puoi leggere qui l'intervista), Gianluca Diegoli e Alessandra Farabegoli, i quali dopo anni di lavoro in proprio, hanno deciso di creare un evento di condivisione e di auto-formazione collettiva, nato da una semplice chiacchierata informale e diventato un momento centrale per
fare rete.

Qui oggi potrai scoprire il Freelancecamp dalle parole di una delle organizzatrici. Ospitiamo su Spremute Digitali l'intervista ad Alessandra Farabegoli, scritta ed ideata in collaborazione con Valeria Amendola e Chiara Tavazza di Oh my Content, media-partner dell'evento.

La parola ad Alessandra Farabegoli, freelance e co-founder del Freelancecamp

Alessandra è nel marketing digitale da quasi vent’anni e si occupa dell’uso strategico dell’email marketing. Se cerchi aiuto su MailChimp, è la persona giusta, essendo una delle maggiori esperte italiane di questa piattaforma, da seguire è il suo video corso online e da acquistare il suo libro "Email marketing con MailChimp".

Conosciamola in questa intervista.

Q. Ciao Alessandra, il tuo “Email marketing con MailChimp” è stato il primo libro in italiano sull'argomento. Come è avvenuto il colpo di fulmine con questa piattaforma imprescindibile per chi sceglie di usare le newsletter per il proprio business?

Alessandra Farabegoli

Alessandra Farabegoli, ideatrice e co-founder Freelancecamp

A. Uh sono passati così tanti anni che non ricordo mica come li ho scoperti! Era il 2009, io lavoravo ancora in agenzia; devo aver trovato il link a un post del loro blog, e sono stata conquistata dal fatto che riuscissero a mettere un sorriso dentro all'interfaccia di un'applicazione.

Allora la quasi totalità dei software, aveva un approccio serioso da CED aziendale; e in quel panorama, Freddie che ti dà il cinque dopo che hai spedito una newsletter, era una ventata d'aria fresca.

Ho iniziato ad utilizzarli su un po' di clienti e di progetti miei, e circa un anno dopo ho scritto nel mio blog un lungo post, in cui spiegavo per sommi capi le funzionalità principali di MailChimp e dichiaravo di essermene innamorata.

Il post ha generato una quantità di traffico, commenti e domande enorme, tanto che dopo un po', col mio editore, abbiamo capito che valeva la pena scriverci un manuale vero e proprio.

Q. Qual è stata la CTA più sorprendente creata per il Freelancecamp? Quella che ha dato risultati inattesi, in positivo o in negativo?

A. Per il progetto Freelancecamp, la mailing list è un asset fondamentale. La curiamo con attenzione, cercando di eliminare i doppioni e tenere sempre aggiornati i profili di tutti i partecipanti alle varie edizioni. Decliniamo gli invii e i contenuti in base a ciò che stiamo scrivendo, a chi ha il pass per la prossima edizione o chi invece non verrà, ma ci segue comunque.

Silvia negli ultimi anni ha fatto un lavoro meraviglioso sulle newsletter, e le sue CTA ironiche e a volte surreali, sono delle vere e proprie chicche; fra le ultime, quella che mi ha fatto più ridere è "chi non risponde all'intervista è un terrapiattista". Le newsletter sono divertenti e utili dalla prima riga all'ultima GIF animata.

Q. Come si è modificata la comunicazione negli anni per la promozione del Freelancecamp?

A. Via via che l'evento è cresciuto, e con lui la community, abbiamo aggiunto nuovi strumenti e si è anche evoluto il modo in cui li utilizziamo. All'inizio era solo newsletter e Twitter, poi è arrivato il gruppo Facebook per gestire gli scambi di biglietti e il carpooling per andare e tornare dal barcamp.

L'anno scorso su Facebook il gruppo non ci bastava più, ed è arrivata la pagina, che è cresciuta moltissimo ed ha assunto un ruolo diverso da quello del gruppo, permettendoci anche di attivare delle campagne sponsorizzate quando necessario.

Dalla nascita dell'evento, abbiamo sempre cercato di far conoscere fra loro i partecipanti dando a tutti, non solo a chi avrebbe parlato, delle occasioni per raccontarsi, e una delle idee più felici che abbiamo avuto è stata quella delle interviste, che col tempo hanno generato un meraviglioso inventario di storie e competenze all'interno del sito; a queste, si sono aggiunte dal 2015 i video degli speech, grazie al supporto di Vudio che ci permette anche di trasmettere ogni edizione in streaming.

Così, quest'anno il sito è andato incontro a un re-design totale, ormai davvero improrogabile perché proprio il vecchio blog non ce la faceva più 😀

C'è voluto un po', ma siamo molto felici del risultato.

Attimi di Freelancecamp

Q. La vostra è una comunità molto attiva, attenta e partecipata. Qual è stata la formula vincente?

A. Credo che non ci sia una formula semplice e riassumibile in breve, è stato un insieme di scelte a volte lungimiranti, a volte magari solo fortunate.
Sicuramente la location dell'edizione "storica", il Boca Barranca di Marina Romea, ha da subito dato quell'impronta informale e rilassata che ha favorito la creazione di tante amicizie; poi la scelta di non puntare ad un evento enorme, ma di mantenere il numero dei partecipanti sotto una soglia che ci permette, ogni volta, di avere il tempo per salutare e scambiare due parole con tutti.

Ecco, un Freelancecamp da 1000 persone non sarebbe un Freelancecamp, e io preferisco pensare a come moltiplicarlo in tante edizioni "locali" che mantengano quello spirito per cui torniamo a casa più ricchi, umanamente, di quando siamo arrivati.

Grazie Alessandra!

In concomitanza con l’European Freelancers Week, l’evento si terrà all’Opificio RomaEuropa, nel
quartiere Ostiense. Per chi non potesse essere presente l’organizzazione dà la possibilità di
seguire il Freelancecamp in streaming e di rivedere gli interventi della giornata.

Nella pagina Facebook dedicata all'evento o sul canale YouTube, puoi seguire gli aggiornamenti.


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