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Le Persone alla base della trasformazione negli Studi Professionali

La materia di HR Management è largamente diffusa in ambito aziendale. Se ne sente parlare molto raramente in riferimento agli Studi Professionali.

Probabilmente perché la dimensione degli Studi nella maggior parte dei casi è ridotta, ma la complessità delle attività che si svolgono all'interno dovrebbe portare a riflettere su una strategia di gestione dei propri collaboratori, indipendentemente dal loro numero, per ambire a costruire uno studio over the top.

 

Cosa significa per gli studi professionali, approcciare ad una gestione innovativa delle proprie risorse?

Il punto di partenza è comprendere la necessità di avviare una trasformazione organizzativa osservando i mutamenti del contesto sociale ed economico e gli effetti che essi generano all'interno dello studio.

Se apriamo per un momento la finestra e guardiamo fuori, che scenario vediamo? Il paesaggio è molto complesso.
Osserviamo le Persone. Chi sono? Quali sono i loro bisogni e le loro ambizioni?
Potrebbe essere interessante fare una prima analisi e comprendere che nello studio potrebbero coesistere collaboratori appartenenti a classi generazionali differenti:

  • I veterani (1929 – 1945): potrebbe ancora esserci qualche titolare attivo;
  • I baby boomers (1946 – 1964): nella figura di titolare o consulente senior;
  • La Generazione X (1965 – 1979): consulenti senior o junior;
  • La Generazione Y o Millennials (1980 – 2000): consulenti junior;
  • La Generazione Z (Post 2000): stanno per arrivare.

Ogni classe è tendenzialmente caratterizzata da comportamenti e atteggiamenti tipici che impongono approcci comunicativi e relazionali diversi. Ad esempio, i Veterani preferiscono ancora la scrittura manuale, i Baby boomers le chiamate, la GenX le email, i Millennials i messaggi di testo, la GenZ.. chissà!

Diventa faticoso comprendersi in un luogo di lavoro in cui coesistono membri appartenenti a generazioni così diverse.
Se dalle Persone spostiamo lo sguardo sul contesto, ci accorgiamo che c’è un legame tra tutte queste generazioni: ognuna è testimone e erede di una straordinaria evoluzione sociale ed economica, iniziata meno di un secolo fa e che oggi ci ha fatti atterrare nell'era digitale.

Il digitale ha sconvolto il nostro modo di vivere: ha ridotto drasticamente il nostro tempo, in ogni ambito, personale e professionale; ha stravolto il nostro modo di comunicare e di connetterci agli altri; ha modificato la scala di priorità dei nostri bisogni, rafforzando la sfera dei bisogni “alti” di appartenenza, stima e auto-realizzazione.

Se vogliamo costruire una relazione produttiva e innovativa con i nostri collaboratori, dovremmo iniziare a modificare l’organizzazione del nostro studio, allineandola all'evoluzione del contesto che viviamo e alle necessità emergenti delle nostre Persone.

Oggi la maggior parte dei collaboratori tende a pensare al proprio lavoro in termini di azioni da svolgere, non in termini di valore fornito grazie alle stesse attività. Comprendere il valore che si offre ai clienti, modifica l’approccio al lavoro, orientandolo al risultato.

Diventa fondamentale individuare chiaramente il valore che lo studio intende offrire ai propri clienti e condividerlo con i collaboratori affinché questi possano sentirsi parte attiva di una sfida comune all'interno della quale si contribuisce mettendo in campo le proprie competenze e capacità nello svolgimento di un determinato ruolo.

Oltre alla condivisione del valore è importante definire uno schema di gioco, individuando:

  • le attività fondamentali da svolgere per costruire la nostra offerta di valore;
  • le responsabilità per evitare disorientamenti e conflitti;
  • i ruoli e le competenze per identificare i campi di azione di ognuno e visualizzare il livello di performance individuale e dello studio;
  • i processi per aumentare l’autonomia dell’organizzazione e definire dei requisiti di qualità ma anche per garantire una conservazione della conoscenza e una continuità nel tempo delle attività.

Un disegno dell’organizzazione permette una fluidità del lavoro a livello individuale e di gruppo, ma per quanto possa essere chiaro, da solo non è sufficiente a garantire la costruzione di una relazione positiva e vantaggiosa con i nostri collaboratori.

I rapporti lavorativi sono prima di tutto relazioni umane che vivono di scambi, compromessi ed equilibri. Noi selezioniamo i nostri collaboratori, ma sono loro a scegliere dove andare e rimanere.

Se si ambisce a creare un luogo di lavoro in grado di attrarre e fidelizzare talenti, non dovrebbero mancare cinque elementi fondamentali:

  1. CULTURA
    La condivisione di valori e regole, non per imposizione, ma per scelta, facilita la convivenza negli spazi di lavoro, riducendo i conflitti. Per questo motivo è importante individuare e dichiarare i principi dello studio, affinché i nostri collaboratori possano riconoscersi nella stessa immagine.
  2. LEADERSHIP
    Non esiste avventura senza un capitano. Il titolare dello studio dovrebbe rivestire questo ruolo e guidare i propri collaboratori verso una stessa direzione, mantenendo alta la motivazione.
    Chi è per noi un leader? Esistono tanti libri che dispensano ricette su come diventare un leader. A mio avviso, dovrebbe essere una persona in equilibrio con se stessa, fonte di ispirazione, competente nella sua materia, disponibile all'ascolto e al confronto, coraggiosa, leale, credibile, ma allo stesso tempo autorevole.
  3. FORMAZIONE
    Non si può puntare all'eccellenza delle prestazioni dello studio se non si prevedono piani di crescita personale e professionale dei propri collaboratori.
  4. WELFARE
    Il benessere di ognuno di noi è il risultato del giusto equilibrio tra vita personale e lavoro. Prestare attenzione alle esigenze private dei nostri collaboratori pianificando e realizzando azioni di welfare, favorisce il benessere individuale quindi la produttività.
  5. RETRIBUZIONE
    Certamente la retribuzione rimane l’elemento principale di scambio nella relazione con i nostri collaboratori. Stiamo pagando correttamente i nostri collaboratori? Si, se il compenso pattuito garantisce una vita dignitosa ed equità rispetto alle mansioni svolte e alla media di mercato.

Oggi, oltre il disegno dell’organizzazione e l'impegno a costruire un luogo di lavoro stimolante e gratificante, è essenziale prevedere anche investimenti che permettano allo studio di realizzare una trasformazione digitale ovvero una evoluzione che renda lo studio agile e funzionale attraverso gli strumenti digitali.

In particolare, si dovrebbero considerare interventi in tre ambiti:

Social, per rafforzare la comunicazione e la cooperazione; Cloud, per ridurre i tempi; Mobile per abbattere gli spazi.

Mettiti in gioco ed evolvi ad un livello superiore per il tuo Studio Professionale… over the top.

 


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Francesca Celidonio

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