Bricks: Il Valore degli Spazi nella Rivoluzione Smart Working

Ri-pensare i luoghi di lavoro in modo flessibile non può essere un percorso autonomo, deve essere una riflessione che si innesta nel processo di cambiamento dell’azienda. Percorso organico di cambiamento che vede coinvolti Behaviours (i comportamenti), Bytes (la tecnologia), Bricks (lo spazio fisico).

In generale questo discorso è valido per tutto il panorama dell’architettura, intesa come disciplina deputata all’organizzazione degli spazi (sarebbe impensabile, ad esempio, progettare una casa senza tenere conto di esigenze, stili di vita e peculiarità di chi la deve vivere), ma nel tema specifico assume particolare valore poiché la scelta di soluzioni non in armonia con il processo di cambiamento delineato, l’adozione di soluzioni semplicistiche o la ripetizione di cliché rischiano di causare un danno all’azienda.

Un esempio di errore del passato: l’ultima seria riflessione che i progettisti hanno fatto sui luoghi di lavoro è quella che ha portato all’open space. In sé l’idea non è né buona né cattiva, il problema è che questo schema spaziale è stato applicato a un’infinità di situazioni senza preoccuparsi di capire che non bastava riorganizzare gli spazi per rendere più efficace il lavoro. I risultati li conosciamo tutti.

Nonostante quanto appena detto, che sembrerebbe aprire le porte alla necessità di un approccio caso per caso senza un preciso metodo, esiste un fattore comune che entra in gioco in tutte le situazioni e rappresenta il perno attorno a cui costruire i nuovi spazi. Il worker.

Il worker deve ricevere il giusto, elevato, grado di comfort dall’ambiente lavorativo. Per rispondere a questa esigenza, che non è solo etica ma anche economica - perché chi è a proprio agio nel posto di lavoro lavora meglio - bisogna entrare nel campo delle scienze specialistiche.

Va subito chiarito però che affinché il risultato sia efficace è necessario che le singole componenti specialistiche siano coordinate in modo unitario.

 

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I principali ambiti specialistici che necessitano di un accurato approfondimento qualitativo (scelte progettuali) e di un attento controllo quantitativo (verifiche tecniche) sono tre:

 

  • Comfort acustico

I nuovi spazi andrebbero suddivisi secondo quattro esigenze specifiche del lavoro agile: collaborazione, concentrazione, comunicazione e contemplazione. Ognuna di queste esigenze necessita di una caratterizzazione acustica differente e peculiare, approfondita per ottenere elevate prestazioni e fondamentale per garantire la corretta fruizione dello spazio.

 

  • Comfort ambientale

In questo ambito rientrano gli interventi di efficienza energetica sull’involucro e una corretta progettazione degli impianti. L’obiettivo è quello di garantire un alto comfort termo igrometrico unito ad un risparmio di energia primaria utilizzata. È fondamentale in quest’ottica pensare il sistema edificio-impianto in modo non rigido, ma coinvolgendo l’utente nella gestione dello stesso. Il worker deve essere responsabilizzato sui consumi di energia aziendali ma deve anche poter comunicare in tempo reale la propria percezione di comfort in modo da rendere realmente efficiente l’edificio.

 

  • Comfort visivo

Ogni attività necessita di una illuminazione dedicata e specifica. Sembra scontato, ma troppo spesso si vedono uffici con un’illuminazione sbagliata o studiata al solo fine di rispondere alle esigenze normative. In questo ambito assume particolare rilievo l’utilizzo della domotica che permette una progettazione più attenta ai consumi garantendo un risultato ottimale.

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In conclusione possiamo affermare che bricks può essere il valore aggiunto di un processo integrato di cambiamento affrontato in modo multidisciplinare, i cui risultati sono la conseguenza di un processo attentamente pianificato.

Carlo Gonnelli, DNARCH, Spremute Digitali, Magazine Online

Carlo Gonnelli

Architetto. Manager. Cofounder e CEO di DNARCH società di architettura e ingegneria. Progettazione energetica, pragmatico sognatore.

E-Mail: c.gonnelli@dnarch.it

Roberto Ferabecoli, DNARCH, Spremute Digitali, Magazine Online

Roberto Ferabecoli

Architetto. Docente di Tecnologia. Tecnico Acustico Competente. Cofounder di DNARCH società di architettura e ingegneria. Convinto assertore della contaminazione tra competenze per aprire nuove vie di ricerca.

E-Mail: r.ferabecoli@dnarch.it

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