Manager moderno

I 4 principi del manager moderno

Oggi, sempre in ambito smart working, illustreremo la figura del manager moderno.

«Rispetto al passato, spendo molto più tempo con il mio team per sviluppare una strategia e una visione comune. Ciò significa anche che riusciamo a metterci d’accordo sui risultati da raggiungere nel prossimo periodo. In questo modo tutti lavorano consapevoli dell’obiettivo comune e con massima libertà». Hermien van Triest, Project Manager smart working del Ministero degli Affari Esteri olandese).

Il nuovo manager gioca un ruolo fondamentale sia per la gestione delle attività basate sui risultati sia per il passaggio a una nuova cultura aziendale. Secondo l’Osservatorio smart working del Politecnico di Milano, sono quattro i principi di leadership che è necessario adottare:

1. Sense of community, un modo di relazionarsi più aperto e collaborativo della cultura funzionale e gerarchica tradizionale;

2. Empowerment, un percorso basato su una progressiva delega e responsabilizzazione tra manager e worker.

3. Flexibility, adattare in modo dinamico le modalità di lavoro in funzione delle esigenze del singolo worker e dell’organizzazione a cui si appartiene;

4. Virtuality, poter scegliere dove e quando lavorare grazie alle tecnologie scelte.

Il nuovo manager cambia drasticamente grazie allo smart working, diventando più un coach che un controllore spietato. E ciò richiede anche altre competenze. Serve una visione chiara, una direzione fluida definita spesso in collaborazione con il team. Il manager si occupa sempre meno del “come svolgere un lavoro e sul cosa fare”: questo spetta al singolo worker.

Il manager deve concentrarsi sulla progettazione e definizione degli obiettivi in collaborazione con il worker. Grazie a un approccio comune, i worker si sentono co-proprietari del loro lavoro, comprendono in profondità i compiti e ne definiscono al meglio le priorità all’interno del quadro complessivo del progetto.

Una domanda sorge pertanto spontanea: «Dunque, cosa resta da fare al manager?» Semplice. Il manager assume un nuovo ruolo. Un ruolo più in linea con le esigenze attuali. Diventa consigliere del suo staff, facilita la condivisione delle informazioni, pone domande.

Non è necessario il controllo. Il manager cerca di comprendere dal personale se è necessario o meno il suo intervento. Garantendo maggior autonomia al personale riesce a ottenere worker (al posto di dipendenti) molto più disponibili e motivati.

«La paura più comune nell’implementare il concetto di smart working è che un aumento di libertà spinga a un impegno lavorativo minore. Questo non deve succedere e non è stato per noi il caso. Anzi, abbiamo dovuto rallentare alcuni worker e, ogni tanto, proteggere coloro che non avevano ancora trovato il giusto equilibrio tra vita privata e vita professionale. È stato fondamentale ed esseziale comprendere e gestire il mutamento in atto» Sandro Ansink (Program Manager di Flex4Flex, il programma smart working dell’Autorità dei Mercati Finanziari (AFM) olandese).

Fare degli errori? Actions speak louder than words

La gestione degli errori è un aspetto importante per il manager. Spesso se le cose vanno male si tende a lasciar perdere e non affrontare il problema, aspetto in contrasto con lo smart working.

È proprio nei momenti di difficoltà che occorre mostrare fiducia e proteggere i worker. Dare fiducia quando tutto va bene è molto semplice. Il vero test è quando invece qualcosa va storto. Proprio in quel momento il manager deve dimostrare leadership e ampia fiducia al suo staff.

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Andrea Solimene

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