innovare settore horeca

Rendere efficiente e digitale il settore Ho.Re.Ca. La Parola a Giovanni Tufani

Oggi all’interno della nostra rubrica la Parola alle Startup ho voluto dedicare un’intervista a Giovanni Tufani che, oltre ad essere uno dei founder di Seedble e contributor di Spremute Digitali, è uno degli ideatori di Myhoreca, una startup che vuole innovare il mondo dell'Ho.Re.Ca.

Cos'è e cosa significa Ho.Re.Ca?

Ho.Re.Ca è un termine commerciale che sta ad identificare il macro settore formato da Hotel (Ho), Ristoranti (Re) e Catering (Ca) che a sua volta comprende al suo interno settori merceologici, categorie e sottocategorie affini al segmento hospitality.

Con oltre 400.000 imprese presenti in Italia, il comparto dell’Ho.Re.Ca. sviluppa oltre 50 miliardi di volume d’affari. Può essere considerato uno dei settori più rappresentativi del nostro Paese, e che ha sperimentato negli ultimi 10 anni la più alta crescita in Europa.

Durante la chiacchierata  con Giovanni sono uscite fuori quelle che sono le problematiche di questo settore, ed ecco perché è nata MyHoreca, per rendere più efficiente ed efficace il settore dell'Ho.Re.Ca in Italia.

Buona intervista 😉

Innovare e rendere efficiente il settore Ho.Re.Ca con una startup

La parola a Giovanni Tufani, founder di MyHoreca

Q. Ciao Giovanni per prima cosa dicci qualcosa di te?

A. Ciao Sara per prima cosa grazie per questa intervista. Non voglio tediare troppo i lettori di Spremute Digitali per cui cerco di farla breve. Sono Giovanni Tufani ho 31 anni e sono uno dei founder di Seedble, azienda che ha nel suo DNA l’innovazione dei modelli di Business, all’interno della quale acceleriamo startup e accompagniamo le aziende in percorsi di Trasformazione Digitale.

Ho un background di studi in ambito Economico datomi dalla laurea magistrale in economia alla Luiss che poi ho ampliato orizzontalmente con studi ed esperienza sul campo in ambito di nuovi modelli di business ed innovazione tecnologica.

Oltre ad aiutare gli altri e le aziende ad evolvere, mi piace anche portare avanti in prima persona dei progetti che ritengo potenzialmente disruptive. E questo è proprio il caso di MyHoreca, startup nata con l’obiettivo di rendere più efficiente e digitale l’esperienza di acquisto degli esercizi Ho. Re. Ca della quale sono il fondatore.

Q. Raccontaci un po’ Come è nata l’idea MyHoreca?

A. Il progetto MyHoreca inizia ad essere vecchiotto, tra qualche mese infatti compirà 5 anni; parlandone con gli amici e i colleghi mi piace dire che è un po’ come l’araba fenice: è morta e rinata molte volte nel team e nell'esecuzione.

L’idea è nata nel modo più semplice possibile: da un bisogno personale provato sulla mia pelle.
Dal 2011 al 2017 affiancavo all'attività primaria con Seedble, un’altra attività imprenditoriale in ambito Ho.Re.Ca.; con il mio migliore amico lanciammo un Ristorante - Urban Bistro nel nostro quartiere.

Fin dai primi mesi mi accorsi subito di come il mercato dell’Horeca soprattutto nella parte legata all’approvvigionamento di materie prime fosse tremendamente inefficiente e scevro dall’avvento delle tecnologie digitali.

Se da un lato per incrementare l’affluenza di clienti nel nostro locale, potevamo contare su portali di booking online, adv targettizzata, portali di couponing, dal lato di efficientamento gestionale e di approvigionamento di materie prime ci trovavamo a combattere con agenti e fornitori, il cui unico strumento comprensibile era ancora la carta e la penna.

Q. Cosa fa nel concreto MyHoreca per i suoi clienti e in che fase di sviluppo si trova e cosa farà in futuro?

A. MyHoreca vuole posizionarsi come la prima Community Online di esercizi del mondo Ho. Re. Ca e vuole fornire loro una serie di strumenti propedeutici alla semplificazione e all’efficientamento delle loro attività.
Ovviamente siamo in fase di beta continua. Sulla base delle risposte che abbiamo dal mercato, modifichiamo e miglioriamo il nostro modello di business e la nostra strategia di go-to-market.

Ad ora abbiamo lanciato da poco il primo dei nostri servizi: il Collective Buying. Come potrete capire dal nome, il suo funzionamento è molto semplice: facciamo in modo che le attività horeca possano accedere a dei prezzi da ingrosso, senza però dover acquistare grossi quantitativi e senza dover fare magazzino.

Lo facciamo aggregando insieme più esercizi ed occupandoci noi di fare da garanti del buon esito dell’operazione. Un funzionamento tanto banale quanto efficace.
Prima di lanciare il servizio abbiamo confrontato i prezzi degli attuali fornitori delle attività e ci siamo accorti che con il Collective Buying in molti casi i risparmi sono veramente interessanti.
Nei prossimi mesi lavoreremo in parallelo spingendo sul mercato il servizio di Collective Buying e al contempo proseguendo con lo sviluppo degli altri.

Q. Da chi è composto il team di MyHoreca?

A. Come già detto in qualche riga sopra il progetto Myhoreca è mutato molte volte, e quindi anche il team ha subito nel tempo cambi ed evoluzioni. Finalmente ora penso di aver trovato la giusta quadratura e le persone giuste per il progetto.

Insieme a me nella conduzione strategica si è aggiunta una figura con esperienza pluriennale nel mondo della distribuzione Horeca, che ha dato il boost finale al lancio. Il suo Nome è Andrea Florio, attualmente ha una distribuzione su Roma di Birra  che prende il nome di Le Birre di Policarpo 
Dopodichè c’è uno sviluppatore, un esperto di User & Ineraction Design, e un’azienda che ci supporta nel Marketing digitale.
E poi per fortuna posso contare, ogni volta che ne ho bisogno su tutte le competenze e le expertise di Seedble.

Ho un grande rimpianto per essermi fatto sfuggire dal team una risorsa dalle comprovate esperienze, con la quale però si sono generate alcune incomprensioni che non sono stato in grado di ricucire.

Q. Quali sono stati gli errori che hai commesso in questi anni di sviluppo di Myhoreca?

A. Se dovessi elencarli tutti penso che non basterebbero 10 pagine di intervista… Parto quindi dai più gravi:

  • Sottovalutare l’importanza della validazione del mercato: avrei dovuto dedicare più tempo fin dall’inizio a parlare con altri esercizi. Il mio punto di vista seppur valido e suffragato da un bisogno reale non è la verita assoluta.
  • Malagestione delle dinamiche interne al team: Se nel tempo il progetto ha visto cambiare più volte squadra, sicuramente una buona fetta di colpa è mia. Non sono stato in grado di gestire al meglio le risorse che lavoravano al progetto, ho fatto molti sbagli nel coordinamento e ho dato troppe cose per scontato.

Q. Come vedi il mondo Horeca tra qualche anno?

A. Il mondo Horeca così come tutti gli altri settori, dovrà innovarsi e completare il percorso di trasformazione digitale. Per cui se non riusciremo noi con Myhoreca a farlo lo farà qualcun altro… Per cui rimbocchiamoci le maniche e testa bassa a lavorare.

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Sara Duranti

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