L'Innovation Village a Napoli, in my humble opinion

Sono stato invitato a Napoli, al primo Innovation Village, 150 mq nel padiglione 5 della Mostra d’Oltremare, in contemporanea con Energymed, mi fa piacere riportarvi alcuni dati e osservazioni in merito ai tavoli e workshop cui ho assistito sui quali riflettere per capire l'interesse che un polo come Napoli suscita nel mondo startup e in tema di innovazione.

Sono state migliaia le persone che hanno animato la tre giorni di lavori dell'Innovation Village, tanti addetti ai lavori ma soprattutto giovani professionisti e startupper.

Le nuove opportunità sono state, senza ombra di dubbio, il motore  dei 20 workshop che hanno caratterizzato l'evento.

Gli approfondimenti sul passaggio dall’idea, dalla sperimentazione alla produzione, all’impresa ha caratterizzato i numerosi talk di Innovation Village con la presentazione di numerose novità.

Tra questi, ho trovato particolarmente interessanti la prima tappa del roadshow sull'Agenda Digitale, la consultazione pubblica relativa alla Strategia di Specializzazione Intelligente (RIS3).

La manifestazione programmata in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che – assieme al nodo campano ENEA della rete Enterprise Europe Network - ha favorito numerosi tavoli di lavoro e incontri one-to-one fra la ricerca e le imprese. Tra queste, la creazione del distretto della digital fabrication della regione Campania a Città della Scienza, D.RE.A.M. (Design and research in advanced manufacturing) che si potrà contare di partner d'eccellenza come il CNR, l'Istituto Italiano di Tecnologia, il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, le università e molti altri.

All'Innovation Village si è parlato anche dei possibili sviluppi dei modelli economici legati ai FabLab e ai maker.

Italia lavoro ha presentato la propria esperienza finalizzata a promuovere un sistema di “Botteghe di Mestiere e dell’Innovazione”, sfruttando i finanziamenti per i “Progetti di Bottega” e percorsi di tirocinio.

Aster, società consortile della Regione Emilia-Romagna, ha portato l’esperienza del network dei FabLab emiliani Mak-ER, aprendo un dialogo con con la rete campana, per creare massa critica utile a rendere più chiaro conosciuto e potente il movimento dei FabLab anche nei rapporti con la pubblica amministrazione per favorire sviluppi di politiche e normative che vadano a facilitare processi di crescita territoriale e imprenditoriale.

Ho trovato molto interessanti e decisamente innovativi i workshop per la biomedica digitale open source presentate da Open Biomedical Initiative, come reali sviluppi di frontiera in campo medico.

Volendo dare un giudizio complessivo su Innovation Village è, nonostante siano molti i punti e gli aspetti su cui migliorare, decisamente positivo soprattutto guardando alle opportunità che si sono aperte per il futuro.

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Lucio Manocchio

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