lavoro da remoto

Si può lavorare meglio, ovunque ed essere felici al lavoro? Intervista a Giovanni Battista Pozza

Si può lavorare meglio, dovunque ed essere felici al lavoro? È questa la domanda con cui ho deciso di iniziare l'intervista al founder di Be Happy Remotely e co-organizzatore e relatore dello Smart Working Day 2017, Giovanni Battista Pozza (la prossima tappa sarà a Napoli l'8 Novembre nella sede di re.work).

Quindi, si può lavorare ed essere felici? La risposta è si. Il lavoro flessibile è un’opportunità che sempre più imprese e professionisti prendono in considerazione. Secondo una ricerca pubblicata nel 2016 da FlexJobs, il 65% delle persone ritiene che questa modalità di impiego possa migliorare la loro produttività. E nei recenti risultati della ricerca dell'Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, gli smart worker nel 2017, sono al 14% in più rispetto al 2016 e sono in 305.000, cioè l’8% del totale dei lavoratori del campione.

Il lavoro da remoto e lo smart working si stanno imponendo perché sono le persone a volerlo. I vecchi schemi organizzativi sono ormai superati. Le nuove generazioni hanno imparato a capire che il work life balance, il tempo libero e l'essere parte integrante in un'azienda con le proprie responsabilità, è veramente un vantaggio.

Per approfondire questi temi ti consiglio di raggiungerci allo Smart Working Day. Potrai scegliere tra le tappe di Napoli, Treviso e Catania.

Chi è Giovanni Battista Pozza?

Giovanni Battista PozzaGiovanni Battista è un imprenditore, business designer e nomade digitale che lavora esclusivamente da remoto. È considerato uno dei maggiori esperti di felicità al lavoro ed employee experience. Il suo obiettivo è di aiutare le organizzazioni e le persone a trovare la giusta strada nel business, a fare cambiamenti positivi ed a ricreare un ambiente di lavoro migliore e più felice.

Tutto questo lo fa attraverso il progetto behappyremotely.com, insegnando la cultura del lavoro agile, del remote work e del lavoro di squadra.

Giovanni Battista Pozza allo Smart Working Day Roma (SWD17)

Allo Smart Working Day è relatore con l'intervento "Come essere un team collaborativo e produttivo da remoto", tanti consigli per affrontare il cambiamento e raggiungere la felicità lavorativa, anche in relazione ai colleghi. Perché si può collaborare ed essere produttivi da remoto, ed un ambiente di lavoro smart e flessibile in un'azienda, può fare la differenza.

Nel talk Giovanni spiegherà come adottare un modello di lavoro smart per essere performanti anche da remoto, lavorare meglio e con il giusto spirito di squadra.

Una delle slide dell'intervento di Giovanni Pozza "Come essere un team collaborativo e produttivo da remoto" allo SWD17 Roma

 

Ti lascio all'intervista. Giovanni saprà spiegarti meglio di me che per avere successo dal punto di vista personale e professionale, lavoro e felicità devono viaggiare insieme.

Si può lavorare meglio, dovunque ed essere felici al lavoro? La Parola a Giovanni Battista Pozza

Q. “Lavorare meglio, dovunque ed essere felici al lavoro.” Questa è un po’ la tua mission Giovanni. Parlaci un po’ di te e perché hai scelto il nomadismo digitale.

A. Queste semplici parole sottendono alcuni concetti importanti: è possibile lavorare in un modo diverso e migliore, è possibile lavorare dovunque lontano dall'ufficio, è possibile essere felici al lavoro.

C'è un'obiettiva difficoltà nell'attuale mondo del lavoro ad accettare modalità lavorative differenti e flessibili nonostante le opportunità di miglioramento che offrono.
Nel 2014 ho co-fondato un’azienda che si occupa di felicità al lavoro cominciando non molto dopo a lavorare con un team internazionale dove ho sperimentato quali sono gli elementi chiave per realizzarla.

Da quel momento ho approfondito insieme ad altri professionisti come fare in modo che la felicità fosse la regola e non l’eccezione. Nello stesso team c’era Lisette Sutherland, una della massime esperte al mondo di remote working, con la quale ho capito che questa modalità di lavoro permetteva di lavorare in maniera flessibile e raggiungere un ottimo work-life balance.
Da lì ho fatto molta strada.

Il nomadismo digitale offre l'opportunità di avere una grande libertà e la possibilità di lavorare dovunque. Come me, molte altre persone hanno deciso di essere nomadi digitali o più formali remote worker. È un fenomeno globale di proporzioni pazzesche e, sempre di più le nuove generazioni stanno seguendo questo stile di vita e di lavoro.

Q. Dopo aver intrapreso personalmente questa strada, hai deciso di diventare utile agli altri, insegnando che lavoro e felicità possono andare di pari passo. È quello che fai con il progetto Be Happy Remotely, giusto? Raccontaci di cosa ti occupi.

A. Inevitabilmente lavorando sulla felicità degli altri (al lavoro :)) mi sono ritrovato a lavorare sulla mia felicità. Chiaramente il lavoro ricopre una parte importante nella vita per il tempo che ci occupa, per le energie che ci dedichiamo e il valore professionale che può creare.

Negli ultimi anni abbiamo visto tutti emergere prepotentemente temi come il work-life balance, che fino a non molti anni fa non era considerato così cruciale per la qualità della vita. Anche lo stesso termine felicità cozza ancora con il termine lavoro, sembra non volerci essere relazione tra i due.
Con il progetto Be Happy Remotely ho unito due aspetti che ho sperimentato personalmente: quello della felicità al lavoro e quello del lavoro da remoto.

Partita quasi come una considerazione personale è poi diventata un’esperienza condivisa con altre persone che avevano trovato in questa modalità un piccolo segreto.
In particolare Be Happy Remotely aiuta persone, team a lavorare meglio da remoto ed essere felici al lavoro. Le aziende sono aiutate in un percorso di evoluzione verso il lavoro da remoto come un valido sostituto del lavoro in ufficio.
Si può lavorare da remoto come in ufficio o anche meglio.

Q. Quali sono i migliori tool che consigli per il lavoro da remoto?
A. Ti suggerisco alcuni tool che a mio parere sono essenziali per diventare dei grandi remote worker e un grande team remoto.

Il video è essenziale per comunicare e Zoom.us è semplicemente uno dei migliori tool di video conferenza sul mercato: puoi vedere tutti i tuoi colleghi in una schermata, condividere lo schermo e prendere annotazioni, dividere i colleghi in gruppi e registrare.

Anche se alcuni pensano che i brainstorming debbano essere fatti di persona, consiglio realtimeboard.com per avere una lavagna bianca dove far crescere idee o appiccicare i post-it sopra ad un canvas. Essenziale per tanti processi come il design thinking.

Infine un tool che mi piace molto e che utilizzo nel mio coworking virtuale, si chiama sococo.com. Sococo è un ufficio virtuale dove puoi incontrare e lavorare con i tuoi colleghi online, davvero semplice da usare e collaborativo.

Q. Rompere i vecchi schemi lavorativi ed inserire la metodologia agile, è un grande passo verso l’innovazione. Quali saranno i benefici a livello personale ed organizzativo? 


A. Il maggior ostacolo al cambiamento è la difficoltà a rompere i vecchi schemi lavorativi. Sono così forti che le persone continuano a lavorare nello stesso modo, anche dopo un cambiamento degli spazi di uffici.

Quanto siamo influenzati dai comportamenti, dalle abitudini, dalla cultura in un’organizzazione?

L'innovazione è anche aprire le persone e l'azienda a nuovi approcci, al passo con i tempi e in grado di rendere il lavoro più agile.
La metodologia agile è un buon esempio di quanto l’introduzione di un nuovo approccio, possa portare notevoli benefici ad un’organizzazione. Non sto parlando solo di vantaggi economici legati ad un miglioramento dei processi e un’ottimizzazione nella gestione.
Le nuove metodologie permetto di guadagnare tempo e potersi dedicare ad altro, alla propria vita al di fuori dell’ufficio oppure all'innovazione, investendo quel tempo nella ricerca all'interno dell’azienda.
Fare innovazione sulle persone vuol dire prendersi cura dei propri collaboratori.

Q. Sei uno dei relatori dello Smart Working Day. Cos’è lo Smart Working per te e perché hai deciso di intraprendere questo viaggio con Andrea Solimene e Samuel Lo Gioco, co-organizzatori dell’evento?

A. È nato tutto per un intreccio imprevisto di intento e visione, così 3 persone che non si conoscevano fino a poco tempo prima, si sono messe a viaggiare insieme per parlare di Smart working.
Condividiamo la voglia di fare innovazione e nello stesso tempo portare un cambiamento positivo.

Lo smart working è l'opportunità per tutti di fare un passo verso un modello di lavoro moderno, in grado di portare tanti vantaggi. È un modello di lavoro flessibile dove le persone sono al centro.
Siamo in un momento storico in cui le persone stanno cercando un nuovo equilibrio per la vita e il lavoro, i vecchi modelli cedono il passo, le nuove generazioni non li accettano.
La risposta è lo smart working nella sue innumerevoli sfaccettature.

Q. Lo Smart Working Day Tour è un evento per aiutare le persone ad abbracciare l’innovazione ed il cambiamento del paradigma lavorativo. 3 buoni motivi sul perché è indispensabile partecipare, secondo te.

A. Vado diretto ai motivi se me lo chiedi così 🙂

Abbiamo cercato di mettere insieme la miglior esperienza possibile per chiunque sia interessato a capire di più dello smart working  con un approccio olistico. Lo smart working è un cambio di paradigma che è importante da più punti di vista: le persone, la tecnologia, il digitale, gli spazi, la cultura, le normative. Abbiamo cercato di mettere insieme tutto questo nel miglior modo possibile.

Una delle chiave del successo di un’azienda sono i propri collaboratori. Ciò che fa accadere davvero ogni cosa in azienda sono le persone. Lo smart working è un modello di lavoro che aumenta il benessere delle persone, le fa essere produttive, più felici al lavoro, più motivate e soddisfatte.

È un evento con più punti di vista, tante testimonianze durante il salotto live, ottimi workshop dove imparare. C’è tutto quello che serve per creare una strategia smart, ed è gratuito.

 

Grazie mille Giovanni per avermi dedicato il tuo tempo. Il lavoro da remoto, lo smart working sono paradigmi lavorativi che aiuteranno le persone a vivere meglio ed a lavorare meglio. Perché non è un orario o una postazione fissa che fanno il lavoro migliore, ma il benessere e la felicità con cui si lavora.

E il lavoro da remoto non è un'utopia, si può fare. Guarda Giovanni 🙂


Ti interessa lo Smart Working anche dal punto di vista normativo? Leggi l'intervista all'avvocato Sergio Alberto Codella, relatore allo Smart Working Day di Roma.


 

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Sara Duranti

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