intervista Marco Gay Smart Cities

Due parole con Marco Gay in attesa dell'evento Smart Cities

Mancano poco più di 12 ore all'inizio dell'evento organizzato da Digital Magics, Smart Cities, quinto incontro del GIOIN (Gasperini Italian Open Innovation Network), network dedicato all’innovazione delle imprese italiane.

In attesa di questa giornata che aprirà le porte di Rovereto alla Digital Transformation e all'Open Innovation, grazie a startup impegnate in interessantissimi pitch e a tanti esponenti dell'ecosistema, ho voluto fare due chiacchiere con Marco Gay Vicepresidente Esecutivo di Digital Magics, ed ascoltare il suo punto di vista sull'innovazione in Italia.

Buona Intervista 😉

Due parole con Marco Gay: L'intervista

Q. Ciao Marco, grazie per avermi dedicato il tuo tempo. Hai da poco tenuto un evento sulla Open Innovation molto incentrato sulle startup. Ma cosa deve avere una startup per far sì che sia pronta ad affrontare un’innovazione aperta, l’esternalizzazione ed il mercato internazionale?

A. All’Open Innovation Summit 2017 del GIOIN, organizzato da Digital Magics a Saint-Vincent, abbiamo selezionato 8 startup italiane – Macingo, Indigo AI, Metaliquid, Pedius, Qapla', Dynamitick, Peekaboo e Checkout Technologies – che hanno presentato i loro progetti davanti ai principali protagonisti del mercato digitale in Italia, durante il più importante incontro nazionale dedicato all'innovazione focalizzato sul Made in Italy.

Sicuramente oltre ad avere un modello di business originale e innovativo, le neo-imprese digitali devono pensare a livello globale ed essere “scalabili”: avere cioè un prodotto o servizio che possano essere “replicati”, con i dovuti adattamenti, su tutti i mercati internazionali. Prima di poter affrontare un programma di Open Innovation o di aprirsi ai mercati internazionali, è necessario per le startup iniziare dall'Italia, ottenendo risultati, numeri e KPI che dimostrino la qualità e le potenzialità del proprio business.

Ultimo, ma che per noi di Digital Magics è il fattore più importante nella valutazione di una startup, è il fattore umano: occorre che ci sia un team determinato e visionario con la voglia di crescere.

Q. Qual è il ruolo degli incubatori, in relazione all’Open Innovation, per aiutare realmente una startup?

Gli incubatori hanno un ruolo fondamentale all’interno del modello dell’Open Innovation, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Realtà come Digital Magics, anche grazie ai propri soci e partner, diventano e creano un vero e proprio ponte strategico fra le imprese e l’ecosistema delle startup innovative, ad elevato potenziale di crescita.

Lavorano insieme alle neo-imprese digitali e alle aziende, mettendole in comunicazione e sviluppano un programma strutturato e ad hoc di Open Innovation, in modo da sviluppare sinergie virtuose per entrambe le parti. Da un lato recepiscono le richieste e i desideri delle imprese e dall’altro selezionano le startup che rispondono alle domande delle imprese, proponendo contenuti ad alto valore tecnologico. Questa collaborazione a tre ha lo scopo di innovare processi, prodotti e servizi aziendali grazie alle tecnologie innovative delle startup.

Q. Domanda a bruciapelo. Se ti dico Digital Transformation, cosa rispondi?

A. A bruciapelo ti rispondo che la Digital Transformation e la digitalizzazione del Made in Italy rappresentano il futuro per l’industria e le imprese italiane di tutti i settori.

Q. E se invece ti dicessi Smart City?

A. Smart City è l’evoluzione naturale delle nostre città: centrale in un Paese come l’Italia dove si contano più di 8000 comuni. Tecnologie e startup digitali trasformeranno i centri urbani italiani – dai piccoli paesi alle grandi metropoli – rendendoli intelligenti, condivisi, conviviali, resilienti e a zero emissioni, uno straordinario laboratorio di innovazione scalabile.

Q. Oggi terrai un evento veramente interessante dedicato proprio alle Smart Cities a Rovereto. Quali sono le opportunità che una Città Smart può offrire dal punto di vista economico per imprese, startup e professionisti?

Ne parleremo proprio durante il quinto incontro del GIOIN (Gasperini Italian Open Innovation Network) il primo network dedicato all’innovazione delle imprese italiane, grazie alle startup. L’evento a Rovereto (NDR: qui il programma), che Digital Magics organizza in collaborazione con Gruppo Intesa Sanpaolo e Trentino Sviluppo, approfondirà appunto l’impatto che la tecnologia avrà sull’ambiente condiviso: neo imprenditoria digitale, scuola 2.0, sanità, urbanistica, solo per citare alcuni aspetti.

Una città smart non solo è in grado di migliorare la qualità della vita dei propri cittadini (e di conseguenza anche il loro rendimento a livello lavorativo) – pensiamo a un’efficiente gestione dei rifiuti e alla circular economy, alla mobilità dei mezzi pubblici, al comfort di case e uffici – ma offre una serie di opportunità incredibili, come la creazione di nuovi posti di lavoro e di nuovi lavori che nasceranno grazie al digitale e ai Big Data.

La possibilità di ottimizzare i processi produttivi, risparmiando in termine di tempi e costi (ad esempio la pubblica amministrazione), ma soprattutto l’interazione e la contaminazione fra imprese, startup e professionisti che insieme possono collaborare e innovare i loro business, innovando la città.

Q. Qual è la più grande sfida che l’Italia deve affrontare per rimanere al passo con l’innovazione?

A. Cambiare e non avere timore del cambiamento. Per vincere la sfida dell’innovazione l’Italia deve puntare anche sul digitale e tutti gli attori – dal Governo, istituzioni, università, banche, PMI, imprese, industria fino ad arrivare ai talenti e alle startup, incubatori, fondi di investimento e la Borsa – devono lavorare con alleanze di sistema per far sì che il nostro Paese continui a essere competitivo a livello internazionale.

In Italia abbiamo un enorme GAP a livello digitale, 25mo posto nella classifica DESI in Europa, e questo ritardo può rappresentare – se colmato con rapidità – un volano eccezionale per il nostro sviluppo. Il digitale vale oltre 4 punti di PIL in Italia e a livello europeo creerà oltre 500.000 posti di lavoro nei prossimi anni. La tecnologia non solo riesce a connettere le aziende tradizionali e le aziende innovative, le grandi imprese e le piccole imprese, ma è in grado di valorizzare i punti di forza dell’eccellenza manifatturiera e industriale che abbiamo in Italia.

L’Italia deve affrontare la quarta rivoluzione industriale che tutto il mondo sta vivendo con Industria 4.0 e con l’Open Innovation. È possibile innovare processi, servizi e prodotti aziendali interni grazie alle tecnologie esterne delle startup innovative e per farlo noi di Digital Magics abbiamo appunto applicato il modello dell’“innovazione aperta”. Nel 2016 abbiamo sviluppato 10 programmi di Open Innovation e nel 2017 ne lanceremo altri 15.

Dobbiamo proprio cambiare e accelerare la nostra cultura di fare impresa, di essere lavoratori e imprenditori.

Commenti

commenti

Sara Duranti

1 comment

Leave a reply