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Lavoro agile a Torino, tempo di bilanci

La legge sul lavoro agile ha compiuto due anni, ma la città di Torino l’aveva anticipata (non aspettata). Alcuni progetti pilota erano partiti già nel 2016 ed ora è tempo di bilanci.

A Febbraio 2018 ha avuto inizio la sperimentazione di 3 giorni al mese fuori ufficio aperta a tutti i dipendenti, e sono oggi quasi 450 coloro che hanno aderito oltre ai numerosi telelavoratori.

Grazie alla professoressa Annamaria Castellano del Dipartimento di Psicologia dell Università degli Studi di Torino è stato possibile monitorare l’applicazione dello smart working e vedere l’effetto che fa.

Ben 10 studenti della facoltà di Psicologia del lavoro hanno rilevato, con due questionari e specifiche interviste, come i lavoratori e i loro responsabili si sono confrontati con la sperimentazione. Le rilevazioni sono state oggetto di tesi di laurea, ognuna delle quali ha affrontato un aspetto differente del fenomeno, e rappresenta un patrimonio prezioso per la Città di Torino, forse per tutte le pubbliche amministrazioni.

Lo sguardo curioso dei futuri analisti organizzativi verso il mondo della PA ha stupito tutti noi, ma forse di più loro. Con le interviste sono entrati in relazione con le persone, hanno capito meglio il mondo del dipendente comunale, tanto bistrattato dall'opinione pubblica. E hanno dovuto ricredersi.

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Tempo di bilanci: quali temi emergono dall'indagine sul lavoro agile?

Sicuramente la necessità di un rinnovo tecnologico a tanti livelli. I lavoratori agili utilizzano i loro dispositivi personali e alcune prestazioni non possono essere svolte in questa modalità. Il tema del controllo emerge con evidenza. I responsabili sentono una maggiore esigenza di verificare l’operato dei propri collaboratori e i lavoratori percepiscono una sorveglianza eccessiva.

Il miglior controllo è l’autocontrollo” ha affermato Annamaria Castellano, davanti alla platea dei dirigenti della città di Torino, radunati per conoscere i risultati dell’indagine.

Sicuramente infine, lo studio conferma, sono migliorate la conciliazione e la soddisfazione dei lavoratori, ma anche la quantità e qualità del lavoro insieme ad efficacia, efficienza ed autonomia nel lavoro.

I risultati dell’analisi della sperimentazione sono una fotografia preziosa, che aiuterà la Città di Torino, la sua organizzazione a crescere verso il cambiamento culturale, intrapreso da tempo.

Il 22 Maggio insieme ai risultati del monitoraggio è iniziato, non a caso, un nuovo percorso. La città è a bordo del progetto “Lavoro agile per il futuro della PA” e beneficerà di un percorso formativo innovativo per i propri dirigenti e quadri, per mettersi in gioco insieme. Il progetto proseguirà dopo l’estate per la rete dei piccoli comuni dell’area metropolitana torinese che vogliono iniziare il percorso verso lo smart working, cucito su misura sulle loro esigenze.

La Pubblica Amministrazione in Italia ha voglia di cambiamento e tira un vento nuovo. Molti sono i progetti attivi, ma soprattutto c’è una nuova consapevolezza nei dipendenti pubblici.

Vogliono lavorare meglio, con mezzi adeguati, per fornire un servizio migliore ai cittadini, per dare il loro meglio per la cosa pubblica. Sono molti davvero, i risultati del monitoraggio nella città di Torino confermano anche questo, ma non siamo arrivati, siamo sempre in cammino.

 


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Laura Ribotta

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