leve dello smart working

Le principali leve dello smart working

Il concetto di smart working viene spesso definito in modo parziale e con poca chiarezza. Lo smart working va ben oltre il concetto di telelavoro, al fatto di poter creare spazi di lavoro e orari flessibili.

Un valido punto di partenza per definire lo smart working sono le 3B: Behaviours, Bytes, e Bricks. (Clicca qui per leggere l’articolo). La combinazione di questi tre asset consente di lavorare in un ambiente con approccio smart. Tuttavia le principali leve su cui soffermarsi per attuare l’idea di smart working sono quattro:

  1. Cultura aziendale
  2. Gestione moderna
  3. Collaborazione digitale
  4. Ufficio come punto d'incontro

Analizziamole nel dettaglio.

Le principali leve per attuare lo smart working

Cultura aziendale

Il worker ha la possibilità di determinare come, con chi, con quali strumenti, quando e dove svolgere il proprio lavoro.

Il worker riceve e attribuisce responsabilità sulla base di un meccanismo motivazionale che consente di migliorare se stesso e l’organizzazione in cui si inserisce, garantendo una relazione di fiducia reciproca dipendente-organizzazione.

Gestione moderna

Tale cultura aziendale aperta, si nutre incessantemente di manager moderni. Nello smart working il manager moderno guida un team di professionisti e gestisce le risorse coinvolte.

Il manager moderno facilita e aiuta i suoi collaboratori, consapevole che la conoscenza diffusa non è un concetto racchiuso in una sola persona, ma che interessa tutti i membri coinvolti nel progetto.

Il manager gioca un ruolo diverso nell'organizzazione moderna: non è più un mero “controllore”, ma più un coach che lavora sull'unicità dell’individuo cercando di far emergere e rafforzare le sue potenzialità al fine di raggiungere obiettivi sia personali che professionali.

 

smart working, le quattro leve del cambiamento

 

Collaborazione digitale

La condivisione delle conoscenze e delle esperienze, avviene attraverso dei processi e dei modelli più efficaci e trasparenti rispetto al passato. Possiamo anche dire addio alla trinità “email-riunione-word”.

Oramai non usiamo più l’inbox per tutti i lavori. Conoscenze, compiti, news, dati vengono condivisi in modo digitale, sfruttiamo i social media ed il virtuale (es: il visore Microsoft Hololens). L’uso della carta viene ridotto all’osso. Nessuno mette in dubbio la bellezza, la sensazione al tatto e il profumo della carta, ma purtroppo è lenta e poco condivisibile.

Ufficio come punto d’incontro

Grazie agli smartphone e alla possibilità di collegarsi ad internet via mobile, siamo sempre connessi e non è più necessario essere in ufficio e presidiare la propria scrivania ogni giorno dalle 9 alle 18.

L’ufficio si trasforma in un luogo d’incontro in cui andare quando c’è un buon motivo. Gli uffici diventano sempre più compatti (e anche più economici) e non contemplano più la presenza del classico posto di lavoro.

L’ufficio del futuro è un luogo che deve ispirare e pertanto deve esser visto come un posto piacevole da frequentare perché la gente è contenta e invogliata, non obbligata. L’ufficio diventa smart grazie all’Internet of Things che consentirà di misurare il consumo dell’energia, l’usura dell’arredo o anche la distribuzione e l’utilizzo degli spazi.

Il web si evolverà. Internet scomparirà. Ci saranno talmente tanti indirizzi IP, dispositivi, sensori, oggetti da indossare, cose con cui interagire, che saranno parte integrante, continua e crescente della nostra quotidianità. L’ufficio deve esser visto come uno spazio condiviso, “socializzato”, attento alle esigenze di chi lo vive, anche solo due giorni a settimana.

Il concetto smart working si focalizza sul raggiungimento degli obiettivi ponendo attenzione al benessere del worker, piuttosto che al luogo dove egli decida di lavorare.

Cosa aspetti ad introdurlo nella tua organizzazione? Intanto inizia ad unirti alla community su LinkedIn!

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Valerio Lalli

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