Smart Working

Migliora il rapporto con il digitale. Lavora smart!

Lo scorso settembre in occasione del Digital Smart Working Day organizzato da DoLab ho avuto il piacere di conoscere Alessio Carciofi, appassionato di innovazione, di digitale, simpatico e soprattutto alto quanto me (quasi!). A parte ciò, è un Digital Marketing Strategist e si occupa di comunicazione innovativa e strategie di marketing con una forte esperienza soprattutto nel settore turistico. È, soprattutto, fondatore del progetto “Your Digital Detox” motivo per il quale abbiamo parlato di come sta cambiando il modo di lavorare e di come lo Smart Working sta impattando su aziende e persone.

 

La nostra frenetica vita, non solo professionale, è condizionata dalle tecnologie. “Il digitale è un’occasione per crescere, non una gabbia”. Questa tua osservazione nasce soprattutto dalla mancata consapevolezza degli strumenti digitali. Esiste una spiegazione a questo fenomeno?

Siamo passati dal digital addiction alla distraction addiction, dove le distrazioni digitali sono sempre più frequenti nella nostra giornata.

Digital Detox è il metodo di gestione per migliorare la qualità del tempo lavorativo, personale e interpersonale, aumentando la produttività, riducendo lo stress. Ci tengo a sottolineare che il nostro approccio è letteralmente diverso dal modello americano, dove quest’ultimo consiglia dei veri e propri “allontanamenti” da PC e smartphone per un week end o periodi più lunghi. Noi ci basiamo sulla cultura mediterranea che per caratteristiche socio antropologiche “abbraccia” più culture trovando un modello di equilibro che passa per l’inclusione e non esclusione della tecnologia. Per questo dico che

Non possiamo permetterci il lusso di pensare che il digitale sia una trappola, bensì un’occasione per crescere sia dal punto di vista personale che professionale.

 

Lo Smart Working promuove un approccio più intelligente al lavoro quotidiano, dove c’è efficientamento delle attività, ottimizzazione delle risorse a disposizione e, soprattutto, del tempo. Secondo te siamo pronti per cambiare il nostro approccio tradizionale? E se si, come?

Lo Smart Working è una delle  più grandi rivoluzione in abito lavorativo che stiamo vivendo e che  vivremo. Secondo me non tutte le aziende (pubbliche e/o private) sono pronte a vivere questo cambiamento ed è per questo che nasce Your Digital Detox, per accompagnarle nella gestione di questo passaggio radicale.

Noi riteniamo opportuno che il nuovo approccio debba passare per due grandi leve:

  1. la diffusione di consapevolezza al management/imprenditori dando poi una nuova visone strategica
  2. formazione per le figure chiave coinvolte nello shift di pensiero e lavorativo

Solo trasferendo nuovi valori aziendali potremmo cambiare il modello di lavoro ma sopratutto aumentare il benessere aziendale.

 

Il manager moderno si trova di fronte a una grande sfida: trovare il giusto equilibrio tra produttività aziendale e benessere del personale. Ciò richiede un’estrema flessibilità e una visione nuova rispetto al passato. Cosa consiglieresti a un manager che deve cambiare il suo approccio lavorativo.

Abbiamo elaborato un modello che chiamiamo Digital Felix dove andiamo a migliorare la qualità di vita della persona, aumentando gli standard qualitativi del benessere aziendale. Esso prende in riferimento il work-life balance ma soprattutto i nuovi bi-sogni del lavoratore postmoderno.

Al fianco dei bi-sogno ci sono delle problematiche legate al “multitasking always on”  come :

  • diminuzione della performance,  
  • diminuzione della concentrazione e creatività
  • aumento dello stress/ burnout
  • diminuzione del sonno
  • diminuzione salute psico fisica

Non per forza per andare incontro al progresso dobbiamo andare più forte di prima, anzi ritengo che il giusto equilibrio tra senso del dovere e amore per se stessi e per i propri dipendenti poterà un aumento significativo in termini di business.

 

Nella promozione del tuo approccio immagino che ti scontri spesso con l’avversità al cambiamento che mostrano i vari manager e imprenditori con cui ti relazioni. Ci racconteresti un aneddoto particolare in cui sei riuscito a cambiare il punto di vista di un manager spingendolo verso l’adozione di un modello di lavoro più produttivo e agile?

Di solito un manager è più facile che ti ascolti quando porti dei numeri alla mano oltre alla filosofia di lavoro, poi se a questi numeri fai gli fai comprendere i costi legati al calo della produttività del dipendente e l’aumento della spesa media in “sanità” il dato è tratto.

Per forma mentis noi non spingiamo in quanto cerchiamo di lavorare sul concetto di “attrarre a noi “ le aziende che credono nel cambiamento e fino ad oggi sembrerà strano ma i nostri primi clienti sono davvero molto consapevoli sul cambio di paradigma del well-being aziendale.

Noi crediamo in un futuro migliore che parte in primis dai nostri “comportamenti” e quando andiamo in riunione con loro “silenziamo” gli smartphone e cerchiamo di sintonizzarci sulle stesse frequenze energetiche. Il nuovo manager non dovrà gestire le risorse ma “energie” per le risorse.

E l’aneddoto?

Il manager X (per ovvi motivi non citerò il suo nome) aveva la mania di fare “invia/ricevi” sul suo Outlook e si caricava di stress se non riusciva a rispondere alle mail, al punto tale da “portarsi ” a casa il lavoro, sottraendo del tempo ai suoi figli.

Facendo notare i suoi comportamenti, siamo giunti alla considerazione che i dipendenti non sono altro che uno specchio dei nostri comportamenti e, pertanto, l’ho invitato a prendere consapevolezza in primis della sua situazione. Dopodiché abbiamo fatto della formazione sul digital felix per alcune figure “chiave” del suo team. Inizialmente il manager ha partecipato timidamente, confessando (dopo tempo) che il suo approccio alla vita lavorativa e familiare stava riscontrando dei miglioramenti. Aveva compreso che l’unica cosa che conta nella vita è la gestione del tempo, e le distrazioni non sono altro che dei pop-up che ci vengono trasmessi da programmazioni che risiedono nel DNA per colmare dei “vuoti” che non vogliamo vedere 😉

 

Smartworking, lavoro agile

Commenti

commenti

Andrea Solimene

Leave a reply