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Perché in tanti parlano di Mindfulness? L’importanza del QUI e ORA in un mondo digital, a velocità esponenziale

Si parla sempre di più nelle organizzazioni, e non solo, di Mindfulness, ovvero, della capacità di portare attenzione intenzionalmente alla propria esperienza presente — fatta di pensieri, emozioni e sensazioni fisiche — senza giudizio e con un atteggiamento accogliente.

Ho deciso di approfondire il tema con Valeria Degiovanni - psicologa e psicoterapeuta rogersiana (Approccio Centrato sulla Persona), già manager della multinazionale Accenture (area Talent & Organization), consulente e formatrice in ambito Benessere Organizzativo e Leadership; oggi co-founder e Partner di MindfulVision.

Qui e ora: la mindfulness il super potere che ti rende felice

Valeria DegiovanniQ. Ciao Valeria, ti descrivi in modo informale?

A. Ciao Valentina, si. Qui e ora: sono un cielo che gioca a nascondino con le nuvole.

Q. Se dovessi spiegare ad un bambino cos’è la Mindfulness cosa diresti?

A. È un super-potere che ti aiuta a essere più felice!

Q. Condividi con noi la definizione di Mindfulness che preferisci? 

A. Mindfulness è vivere pienamente, intensamente, profondamente e intimamente la vita, senza timore, con passione e con coraggio, ogni istante, a partire da questo, qualunque colore abbia.

Q. Ti faccio una domanda strana, ma che credo possa essere utile a tanti. Quali sono i punti di contatto e quali le differenze tra la Mindfulness e lo Yoga?

A. Stessa matrice orientale, focus sul qui e ora e riscoperta del corpo e del respiro come via per sviluppare consapevolezza.

La Mindfulness ha poi incontrato l’Occidente attraverso la creazione di un protocollo medico-scientifico (MBSR Mindfulness Based Stress Reduction). Sottoposto a numerose ricerche, ne è stata dimostrata la validità per la riduzione dello stress e dell’ansia, il miglioramento dello stato generale di salute psico-fisica, il potenziamento dell’intelligenza emotiva, della resilienza, della creatività e della responsabilità sociale.

Q. Quali sono i vantaggi delle pratiche della Mindfulness per una persona?

A. Oltre a quanto già indicato, la Mindfulness migliora i rapporti interpersonali, la qualità del sonno, la relazione con il cibo e con la tecnologia.

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Q. Perché a tuo avviso è utile portare la Mindfulness nelle organizzazioni?

A. Le organizzazioni sono fatte di persone e investire sulla loro felicità e benessere è una strategia vincente da tanti punti di vista: fa bene al singolo, ai team, all'azienda e alla comunità.

La pratica di Mindfulness aumenta la capacità di focalizzazione, riduce le distrazioni e gli errori, migliora la sicurezza, il clima interno, la qualità delle relazioni con tutti gli stakeholder, favorisce i processi di cambiamento e supporta lo sviluppo di una leadership consapevole, responsabile, innovativa e autentica.

Q. Qual è il valore della Mindfulness nei progetti di cambiamento organizzativo all’interno delle imprese?

A. Praticando la Mindfulness al lavoro coltiviamo alcune qualità fondamentali per gestire il cambiamento. Per citare le 3 più importanti:

  • innanzitutto l’attenzione aperta che ci fa cogliere più velocemente l’esigenza di cambiamento;
  • la centratura sul presente che riduce le resistenze legate ai condizionamenti del passato o alle aspettative sul futuro;
  • la capacità di stare nell'incertezza e nel non sapere, qualità fondamentale per muoversi in un contesto VUCA (volatile, incerto, complesso e ambiguo).

Q. Sai che ho particolarmente a cuore il digitale e le tante opportunità che nascono grazie a questo. Io stessa, però, sono consapevole della costante attenzione parziale alla quale molti strumenti digitali ci portano. Quali consigli regaleresti nel quotidiano per limitare questa deriva? 

A. Esistono percorsi di Digital Mindfulness che allenano la nostra capacità di fare un uso più consapevole della tecnologia, meno frutto di condizionamenti culturali e automatismi personali.

Q. Ti chiedo di scegliere la citazione che più preferisci e legata ai temi della Mindfulness

A.Tenete le mani aperte, tutta la sabbia del deserto passerà nelle vostre mani. Chiudete le mani, non otterrete che qualche granello di sabbia” (Dogen).

Grazie Valeria per questi spunti. Io ho vissuto un’esperienza intensa a Lucca con te, che è stata molto importante per diversi aspetti, tra i quali prendere consapevolezza di alcuni “effetti collaterali” del mio essere “ONLIFE”.

Sto approfondendo e prendendo atto di come ogni volta che vediamo apparire una notifica sul cellulare, che sia un messaggio o una nuova e-mail, salga il livello di dopamina (conosciuta come l'ormone dell'euforia, in quanto la sua presenza è legata alla sfera del piacere e al meccanismo della ricompensa).

Questo perché pensiamo – o speriamo – che ci sia in serbo per noi qualcosa di nuovo e interessante e di come da questo derivi un problema: non possiamo sapere in anticipo se accadrà davvero qualche cosa di bello; così si ha l’impulso di controllare in continuazione (ecco perché quando si riceve un messaggio si prova una bella sensazione oppure, se da qualche ora non si accende alcuna notifica, si inizia a vedere se per caso non sia accaduto qualcosa di catastrofico).

Allo stesso modo si va in stress se si sente il suono di una notifica e passano più di tre minuti senza riuscire a vedere di cosa si tratta.

In uno scenario, quindi, che può spingerci sempre di più verso:

  • il “PHUBBING”, l’atteggiamento di trascurare una persona con cui si è impegnati in una qualsiasi situazione sociale controllando compulsivamente lo smartphone;
  • la “NOMOFOBIA”, letteralmente: “no-mobilephone phobia“, ovvero la paura incontrollata (fobia) di non avere accesso alle rete di telefonia mobile;
  • la “Fomo – Fear of Missing Out”, la paura di essere tagliati fuori da tutto, da quello che di interessante potrebbe essere nel mondo e a cui noi non si può partecipare;
  • il sovraccarico cognitivo (information overload), la sensazione di faticare a gestire, elaborare e memorizzare le grandi quantità di informazioni che si ricevono contemporaneamente tramite questi strumenti;
  • l’“apnea da e-mail (o messaggio)”, che riflette l’ansia che molti provano controllando se ci sono messaggi in casella, non sapendo quali nuovi incendi dovranno spegnere o quali problemi saranno chiamati a risolvere…

…io sto cercando di fare dei passi avanti e per questo consiglio a tutti di provare a fermarsi ogni tanto, magari proprio con la Mindfulness*.

*La prima occasione utile (corso intensivo di tre giorni) potrebbe essere a Luglio, guarda qui 😉

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Valentina Marini

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