open innovation lab

Open Innovation Lab. Seedble ci racconta

"Vogliamo creare un luogo di incontro tra aziende e talenti, in perfetta ottica di Open Innovation, in cui coltivare progetti innovativi e risolvere le sfide aziendali”.

Questa è la mission condivisa con la Rome Business School, realtà internazionale con cui Seedble collabora da anni in percorsi formativi, alla base dell’Open Innovation Lab che sarà presentato il prossimo 17 Aprile.

L’occasione è di quelle da segnare in agenda e a cui non puoi assolutamente mancare: il Rome Innovation Summit, il primo evento su Roma che raccoglie una folta community di innovatori, aziende, incubatori e professionisti internazionali.

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Siamo andati a trovare Alfredo Valentino e Andrea Solimene di Seedble, partner dell’Open Innovation Lab, per farci raccontare qualcosa in più sull'ambizioso progetto della Rome Business School sviluppato in collaborazione con il business accelerator.

Open Innovation Lab: un progetto d'innovazione

Q. Perché un Lab con una Business School?

A. Entrambi abbiamo esperienza sia nel mondo business sia in quello accademico collaborando con Università e Business School. Abbiamo più volte notato la "quasi" obbligatoria contaminazione di questi due mondi. Da una parte c’è la disperata necessità di accedere a idee, talenti e novità, dall'altra la voglia e l’energia di sperimentare e mettersi in gioco. Una contaminazione naturale.

Gli studenti di una Business School hanno maturato un grado di consapevolezza circa le dinamiche aziendali sufficiente per fornire un punto di vista differente alla risoluzione di una potenziale sfida. In altre parole, aiutano i manager a guardare i problemi da un’altra prospettiva, libera dagli schemi e dalla routine aziendale.

Abbiamo poi pensato alla Rome Business School (RBS) perché può garantire un valore aggiunto da non tralasciare: l’internazionalità. La RBS attrae studenti provenienti da tutti i continenti. La multiculturalità è un tema che oggi è chiave per il successo di qualsiasi business. Tutto quadra.

Q. Open Innovation è un altro trend che piace tanto alle aziende. Diteci la vostra.

A. In Italia si va avanti a trend. Difficilmente li lanciamo (se non per la moda) e per questo motivo li vediamo come una grande opportunità, soprattutto di marketing e brand awareness.

Sicuramente l’Open Innovation lo è, ma - per essere crudi e spietati - rappresenta una condizione necessaria per la sopravvivenza e l’evoluzione delle aziende. Non è la prima volta che affrontiamo questo tema. Lo abbiamo fatto (e lo continuiamo a fare) con lo Smart Working e con la Trasformazione Digitale e lo stiamo facendo ora anche con l’open innovation.

La sostanza è sempre la stessa: portare innovazione e abilitare le aziende al cambiamento. Se abbiamo lanciato Seedble con l’ambizione di creare i presupposti dell’organizzazione del futuro ed essere protagonisti del cambiamento, un motivo ci sarà?

Q. Cos’è per voi Open Innovation?

A. Fare innovazione andando oltre i confini dell’organizzazione e dare un po’ di colore al "grigiume" aziendale, facilitando la generazione, socializzazione e messa a terra di idee e progetti. Al centro ci sono sempre e solo loro: le persone. Siano esse appartenenti all’azienda, a startup, a università, a enti di ricerca e laboratori non conta.

L’importante è creare quei modelli di Open Innovation in grado di canalizzare il valore apportato dalle persone. E questo è il nostro "mestiere".

Siamo onesti però: non è semplice. C’è ancora tanta rigidità da parte delle aziende che poco si sposa con l’approccio creativo e dirompente delle community esterne. Ma siamo in un’epoca di transizione. Parliamone tra 5-6 anni.

Q. Un’esperienza di Open Innovation che ricordate con piacere?

A. Lo scorso anno abbiamo lavorato alla progettazione e all'organizzazione di un Hackathon per il gruppo Triboo Media focalizzato sull'intelligenza artificiale e il machine learning (anticipando un altro trend che oggi è oramai mainstream).

Un weekend intero di lavoro in cui, oltre 70 tra giovani e meno giovani partecipanti e 10 mentor, hanno generato 13 progetti per risolvere le sfide (challenge) delle aziende sponsor dell'evento. È stata un’occasione per fare brand awareness, recruiting di talenti, raccolta di idee, sviluppo di soluzioni e anche formazione. Dura star svegli 36 ore, ma ci siamo divertiti.

Q. I nostri lettori sono curiosi. Cos’è l’Open Innovation Lab?

A. È un laboratorio per far incontrare aziende e studenti. È l’ambiente in cui le aziende trasformano idee e progetti in startup con l’obiettivo di diversificare il business, innovare i processi interni e accelerare la crescita e il posizionamento su mercati target.

Si vuole offrire l’opportunità di innovare in maniera aperta, facendo leva su idee, soluzioni, strumenti e competenze che arrivano dall’esterno, oltre i tradizionali confini aziendali. Per ora partiamo con 4 principali settori di innovazione: Arte e cultura, Food, Fashion e Agribusiness.

Q. Qualche dettaglio in più?

A. Gli studenti saranno impegnati per 11 settimane a sviluppare un MVP (Minimum Viable Product) per rispondere alle sfide delle aziende che noi di Seedble raccoglieremo nei prossimi mesi attraverso assessment e interview.

Oltre ai settori di innovazione abbiamo individuato gli ambiti: i progetti avranno l’obiettivo di risolvere problematiche legate al miglioramento della customer experience, all'integrazione prodotto-servizio, alla revisione del modello di revenue, allo sviluppo della employee experience, alla valorizzazione di competenze e talenti oppure all’aggiornamento del modello organizzativo.

Nelle varie sessioni di lavoro e workshop si alterneranno professionisti, mentor e manager d’azienda per una sana e proficua contaminazione. A conclusione del percorso ci sarà un pitch day in cui saranno presentati i progetti alle aziende e a potenziali investitori coinvolti per un eventuale sviluppo del progetto.

Vuoi saperne di più? Contatta Seedble scrivendo a hello@seedble.com

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