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Innovazione, imprese e startup: al via la terza edizione di “OPEN ITALY”

Innovazione è una parola così abusata negli ultimi anni da aver perso quasi il suo vero significato. Personalmente, prima di leggere una recente riflessione di Paolo Iabichino, ero quasi arrivata ad odiare questo termine inflazionato.


"Innovare significa sparigliare il mazzo, innova chi costruisce qualcosa che non c’era prima, non chi fa un "make - up" a qualcosa di pre - esistente…

… L’innovazione, quella vera, è quella che cambia uno Status - Quo.

In concreto, fa innovazione chi introduce un modello di business che prima non esisteva, e questa innovazione non solo fa la fortuna di chi la inventa, ma migliora la vita delle persone.”


Questo è il significato della parola innovazione che mi piace ed è ciò che si manifesta in una forma concreta quando si incontrano imprese e startup. Un incontro che rappresenta una reciproca opportunità: le aziende sperimentano nuove possibilità e strade; le startup, invece, hanno un’occasione importante di sviluppo business.

La collaborazione riesce ad arricchire entrambi i mondi, caratterizzati per definizione da un diverso approccio culturale rispetto all'innovazione: la grande azienda ha dei processi interni che non le consentono di essere veloce come una startup. Per contro, la startup ha una dinamicità più elevata e pur essendo molto preparata sul prodotto/servizio manca di know-how specifico sull’intero sistema di business di riferimento.

Una costruttiva collaborazione tra grandi aziende e startup, come sostenuto da Luciano De Propris, prevede però fiducia da entrambe le parti:

Credere in quello che si sta facendo insieme e riconoscere che dall'interazione tra gli stakeholder può essere generato qualcosa di valore.

La cosa fondamentale è però che la corporate comprenda che lavorando con la startup non sta comprando un prodotto a scaffale. La startup non offre “la soluzione” al business need dell’azienda. Non è questo l’obiettivo del programma. La startup offre delle chiavi di lettura, offre dei “pezzi” di visione, degli scenari tecnologici.

Questi devono essere visti come un’opportunità per la corporate su cui lavorare per capire dove si può arrivare e disegnare insieme con la startup una parte del percorso verso l’obiettivo.

In questo percorso, la corporate può complementare tutte le nozioni di business e commerciali che mancano alla startup, mentre la startup può contribuire con l’entusiasmo e la passione del suo team impegnato day-by-day sullo sviluppo dell’idea.

 

Tra le occasioni di confronto produttivo tra i due mondi, c’è il progetto OPENITALY, oggi alla sua terza edizione, che nasce proprio per coniugare le esigenze di innovazione delle grandi imprese, che devono mantenere la propria competitività, con la necessità di crescita di startup, PMI innovative, centri di ricerca, spin-off universitari e giovani talenti.

OPEN ITALY il progetto che unisce il mondo delle corporate e quello delle startup

Un programma per creare quindi una alleanza tra le imprese e, allo stesso tempo, sviluppare la cultura dell’Open Innovation, ovvero una modalità organizzativa in grado di valorizzare l’innovazione generata all’esterno del perimetro della propria impresa.

OPEN ITALY è stato sviluppato nel corso del semestre di presidenza del Consorzio ELIS di ANAS (2017), dove il Presidente Gianni Armani - CEO di ANAS -, mediante varie interviste ai CEO delle aziende consorziate, aveva registrato un bisogno per le grandi aziende di fare innovazione attraverso meccanismi più efficaci che consentissero di spingere l’innovazione out-of-the-building, cioè fuori dai confini aziendali.

Da qui la necessità di realizzare un programma di Open Innovation che consentisse di stimolare l’ecosistema dell’innovazione italiano attraverso un effettivo coinvolgimento delle aziende del Consorzio.

Tra i principali acceleratori/Venture Capitalist coinvolti in questo grande progetto si hanno: LUISS EnLabs, Gellify, Spinnvest, Mind the bridge, Invitalia Venture, Talent Garden, Industrio, Innogest, Polihub, I3P, Digital 360, Bip, Club degli Investitori, Kilometro Rosso, P101, Intesa San Paolo Innovation Center, Peekaboo, EY, Italia Startup, SMAU e Assolombarda.

Come porta innovazione e connessioni OPEN ITALY

Il programma, attraverso sessioni di audizioni, demo-day, sviluppo business case, porta alla selezione delle migliori startup da sostenere nella loro crescita anche attraverso l’assegnazione di vere e proprie commesse da parte delle grandi aziende partner.

Foto di Cristian Gennari

Il perimetro di applicazione dell’innovazione, individuato dalle corporate che hanno esplicitato i loro bisogni specifici per questa edizione del 2019, è relativo ad ambiti quali:

Le startup candidate vengono valutate da 50 responsabili innovazione di grandi aziende in base a serietà, affidabilità e attinenza ai business need. Per questa edizione si ha tempo fino al 03 Marzo per candidarsi*.

Ho incontrato Luciano De Propris - Program Manager di OPEN ITALY - e a lui, riprendendo lo stimolo critico iniziale legato al significato della parola, ho posto la sfida di darmi una definizione concreta di innovazione, pensando ad Open Italy:

"Partirei dal punto distintivo: in Open Italy l’innovazione è legata alla CONNESSIONE. Bellezza e forza di lavorare e fare innovazione "CON": insieme di tante nuove idee, stimoli, persone, opportunità, riferimenti, ecc. al servizio del business e del Paese.

#innovationtogether e #togetherisbetter sono le parole chiavi che ci contraddistinguono, la capacità di far emergere e valorizzare la “co-petition”, anche dove e quando sembra impossibile; rispolverare la competizione, nel suo significato originale di “chiedere, andare insieme, convergere" verso un medesimo punto, in questo caso verso nuove strade”.

 

La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità. - Lucio Anneo Seneca

 

*Sul sito ufficiale è possibile trovare la lista dei business need in continuo aggiornamento oltre alla piattaforma dedicata alle startup per candidarsi. Ulteriori informazioni si trovano seguendo #OpenItalyELIS.

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Valentina Marini

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