Produttività e spazi condivisi. Perché lavorare in un coworking

Il coworking ha aperto le porte ad un nuovo modo di lavorare, un nuovo modello che spopola non più soltanto in America e Nord Europa, ma sempre più anche in Italia.

Roma, Milano, Bologna, Torino sono solo alcune delle città che vedono sempre più veri e propri “imprenditori” del coworking.

Tale modello è basato sulla condivisione di spazi per il lavoro quotidiano comprensivi di un’ampia offerta di servizi di base dell’ufficio “classico”.

Non si condivide quindi soltanto la scrivania, ma anche la stampante, la connessione internet, il wi-fi, i servizi di riscaldamento/climatizzazione, l’angolo relax, la sala riunioni e le aree dedicate alle video/conference call.

Perché lavorare in un coworking e non in un ufficio tradizionale?

Quali potrebbero essere i vantaggi di questo nuovo modello organizzativo?

Il lavoro in coworking può definirsi sempre più “smart” non soltanto per il risparmio conseguente il mancato costo di un ufficio fisso.

Gli ulteriori vantaggi immediatamente tangibili sono due:

  • Il primo è la possibilità di spostarsi velocemente da un ufficio ad un altro e di seguire quindi la propria attività nelle varie collocazioni spaziali senza avere problemi di appoggio.
  • Il secondo vantaggio riguarda l’aspetto relazionale: si ha la possibilità di accedere ad una rete di contatti in maniera immediata e tangibile. Si incontrano persone che operano in tanti campi, si condividono idee, si fa brainstorming, si scambiano consigli e si può addirittura arrivare a nuove idee di business e future collaborazioni con i coworkers.

 

coworking-people

 

Gli ambienti di coworking sono stimolanti, vivaci. C’è la possibilità di conoscere sempre gente nuova, freelance come professionisti affermati che non trovano più né ispirazione né convenienza nel modello di ufficio tradizionale.

Il lavoro inteso in questo spazio condiviso potrà essere una delle conseguenze di una sempre più delineata e nuova rivoluzione industriale dove il modello capitalistico dovrà affiancarsi necessariamente ad una flessibilità non solo lavorativa, ma anche spazio-temporale atta proprio a garantire la produttività tanto ambita dai modelli capitalistici.

L’individuo avrà sempre di più la possibilità di gestire i suoi progetti lavorativi in perfetta sinergia e fusione con la sua vita quotidiana e sarà messo in grado di gestire il suo tempo al meglio per il perseguimento di un obiettivo condiviso.

Non è necessario confinare i lavoratori in spazi definiti sotto il controllo di organizzazioni verticali.

Il lavoratore di questa nuova rivoluzione industriale ha un elevato grado di responsabilità ed autonomia e sarà in grado di arrivare ad obiettivi prestabiliti ambiziosi gestendo il proprio tempo e spazio quando e dove crede.

Ed è in questa prospettiva che trova sempre più “spazio” il coworking.

Commenti

commenti

Fabrizio Orlando

5 comments

Leave a reply