professioni digitali

Quali sono le professioni digitali che servono dal 2017?

Appartengo alla categoria dei “non capisco che lavoro fai”. Mi spiego meglio. Sono una di quelle persone che in alcuni contesti ha difficoltà a far capire il proprio lavoro.

Non sono un commercialista, un avvocato, un medico, un falegname, un apicultore. Semplicemente aiuto organizzazioni e professionisti a crescere e a innovare. Ti sembra poco? Faccio un lavoro in cui non si finisce mai di imparare e si è in continua evoluzione. Sono in versione beta. Siamo tutti in versione beta. Dobbiamo esserlo, perché lo scenario è instabile.

Le organizzazioni sono alla continua ricerca di persone che possano fare la differenza. Talenti. Spesso cercano competenze - sbagliando (ma di questo ne ho parlato in un altro articolo) - piuttosto che attitudini. Cambiano gli stili di vita, cambia il modo di concepire il lavoro e cambiano le professioni, ne nascono di nuove dalle esigenze di mercato.

 

Pensiamo al social media manager (o “social media coso” come piace a molti) che meno di 10 anni fa neanche era immaginabile.
Ti segnalo 5 professioni digitali che VERAMENTE serviranno dal 2017. Prendi nota, potrebbero essere il tuo prossimo ambito di specializzazione.

 

Le 5 Professioni Digitali che dovresti prendere in considerazione dal 2017

Coworking Facilitator

In Italia stanno proliferando spazi di coworking che - per la maggior parte - oggettivamente non sono niente altro che degli “affitta postazioni”. Si parla di community, ma di community c’è ben poco. Manca la condivisione di idee, opportunità, network. Insomma tutto ciò che un coworking dovrebbe offrire.

Perché succede questo? Secondo me è semplice: non c’è ancora una cultura aperta (forse a Milano si riesce a trovare qualcosa di interessante). Manca una persona che faciliti l’inserimento di nuovi professionisti, che organizzi eventi e alimenti la socializzazione, che comprenda le esigenze dei coworker e pianifichi attività mirate, che trasmetta il brand del coworking al punto tale da trasformare i coworker in “ambasciatori”.

Manca una figura professionale che lavori effettivamente alla community, che sfrutti le social technologies e che vada oltre la prima decina di minuti in cui illustra i vantaggi del coworking e, una volta “incassata” la tariffa si limita a fare attività di segreteria inoltrando sporadicamente newsletter che nessuno mai apre.

Hai presente il portiere di un condominio che conosce tutto di tutti? Bene, allora cosa aspettare?

Workplace Manager

Credo sia una delle figure più interessanti. Forse quanto di più trasversale possibile all'interno di un’organizzazione. Integra le caratteristiche di un HR manager, di un IT Manager e di un Facility Manager.

In altri termini conosce le persone e le sa valorizzare, capisce di tecnologia digitale e promuove solo quella funzionale alla risoluzione dei problemi e, in più, ha particolare attenzione alla cura e alla organizzazione degli spazi. Una figura professionale in grado di poter realmente prendere il “timone” di un progetto Smart Working in cui si integrano - appunto - comportamenti, tecnologie e spazi (Behaviours, Bytes e Bricks).

Per un approfondimento ti consiglio di scaricare l’ebook gratuito qualora non l’avessi fatto. Un risorsa preziosa per il futuro di un’organizzazione, in quanto capace di innovare in maniera trasversale e unire il complesso puzzle di un’azienda in piena fase di cambiamento, che - purtroppo - ragiona per silos e per “orticelli”.

Blockchain Strategist

Blockchain non è solo bitcoin. Blockchain è una tecnologia che può essere molto più dirompente di Internet.
Perché? Perché si basa sulla trasparenza e sulla rete, principi cardine di Internet, applicati a processi per l’ottimizzazione degli stessi.
Lavorare a una rete Blockchain richiede una conoscenza approfondita della tecnologia, ma ancora più delle dinamiche, delle reti sociali e della progettazione dei processi. Una figura chiave per l'efficientamento dei processi e per la riduzione degli errori.
In molti Paesi, tra cui l'Olanda è già realtà. (per un approfondimento leggi come la Blockchain sta rinnovando la Pubblica Amministrazione olandese).

Cyber Security Legal Advisor

Quanti scandali legati alla perdita o fuga di dati e informazioni sono successi ultimamente?
Chi ha la capacità di tutelare, privati e aziende, che sono vittime di questi attacchi di hacker? Cosa succede se il tuo account personale viene hackerato e i tuoi dati vengono diffusi pubblicamente?

Oppure - nel caso estremo - se vieni ricattato? Secondo te un avvocato che si occupa di civile può esserti d’aiuto? No. Ecco perché serve specializzarsi. Anche perché gli avvocati (molti) ancora sono rimasti a standard poco attuali (es: carta e penna).

Di opportunità nel web ce ne sono tante, forse non è tanto buio il futuro per i laureati in Giurisprudenza.

Life Curator

Se volessimo trovare un’espressione per descrivere un life curator direi che la più opportuna è “ti semplifica la vita”. È una figura professionale che nasce da quando i dispositivi mobili hanno stravolto il modo in cui gestiamo l’informazione. Da una parte il sovraccarico delle informazioni, dall'altro la diffusione di tecnologie digitali (applicazioni, piattaforme, device) stanno creando non poche difficoltà a due categorie in particolare: i manager, professionisti e imprenditori “oberati dal lavoro” e quelli, invece, appartenenti a generazioni "poco digitali”.

Il life curator non è un assistente 2.0, ma più una figura vicina al coach che aiuta i professionisti ad utilizzare al meglio le tecnologie, gli strumenti e le tecniche attuali di comunicazione e a sviluppare competenze per essere sempre competitivi sul mercato.

Ad esempio aiuta a creare un personal branding e a promuoversi sul web, a gestire il tempo e i progetti sfruttando le social technologies, Una persona che accompagna lo sviluppo della professionalità in maniera trasversale.

Pensi veramente che il mercato del lavoro è così stabile?

SEOcms 4/5 Maggio Bologna 2017

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Andrea Solimene

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