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Sloworking: un nuovo modo di guardare alla persona

Ho conosciuto Sloworking circa 3 anni fa quando ero appena uscita dall'azienda e stavo cominciando a muovere i primi passi verso la libera professione.

Una cara amica mi disse che poteva essermi di aiuto in quel momento fare due chiacchiere con la presidente dell’associazione Sloworking di Vimercate: avrebbe potuto darmi qualche buon suggerimento e certamente avrei potuto trovare un contesto collaborativo, accogliente e stimolante.

Sempre più le persone al centro: Sloworking

Ed ora eccomi qui, a tre anni di distanza, ad intervistare con grande orgoglio colei che mi aveva ascoltata e supportata quella calda mattina di Maggio, Vanessa Trapani, Presidente di Sloworking.

Q. Come è nato il desiderio di fondare questa associazione?

presidente sloworking

Vanessa Trapani

A. Nasce da un’intuizione venuta ad un gruppo di persone che stavano condividendo un’esperienza all'interno di un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale). Quel contesto ci ha permesso di capire come la nostra società abbia bisogno in modo consistente di maggior lentezza, sia nei comportamenti di consumo, così come nella vita lavorativa e familiare, per riappropriarsi della propria essenza e dignità.

Il gruppo si assottigliò un po’ ma le tre donne che decisero di proseguire nel nuovo progetto erano ferme e determinate: tutte avevano sperimentato la difficoltà di conciliare la vita personale e familiare con quella con realtà aziendali rigide e spesso non collaborative.

Ecco quindi che l’intuizione, ma anche il bisogno individuale porta alla creazione di Sloworking.

Sloworking è certamente qualcosa di più di un coworking: è un laboratorio per sperimentare nuove strategie ed attività. Ma anche per mettere alla prova sé stessi, con la tranquillità di essere all'interno di un gruppo di professionisti che ti supportano e ti consigliano.

Già, perché qui trovi anche indicazioni pratiche ed utili se stai pensando di metterti in proprio: dal “come si apre la partita iva” al “ho bisogno di un sito”, al “facciamo due chiacchiere perché vorrei condividere un’idea di business”.

All'interno di questo meraviglioso ecosistema composto da un network di professionisti di qualità, e che incarnano i medesimi valori, ciascuno può esprimere liberamente la propria identità a 360, seguendo il proprio ritmo.

Q. Come si coniuga il modello si Sloworking con l’attuale scenario lavorativo?

A. Allo stato attuale “Sloworking” non è ancora un modello in quanto non è mai stato replicato. Si tratta di un progetto, un esperimento che è riuscito negli anni a trovare la sua essenza distintiva e sostenibilità in termini valoriali ed economici.

Ritengo non sia assimilabile in toto al concetto di smart working anche se certamente ha con esso alcuni punti di contatto.

Ad esempio si distacca dall'iperattivismo tipico delle startup: la startup infatti , per sua natura, ha bisogno di crescere velocemente per generare valore sul mercato, meglio e prima degli altri.

Tutto ciò andando incontro ad un alto tasso di mortalità e a scapito spesso del benessere personale ed economico delle persone coinvolte.

Smart working molto spesso significa fare di più ed in poco tempo, grazie anche alla digitalizzazione che ha intensificato questo fenomeno. Lo smart worker spesso lavora da casa, fuori da un network.

Viceversa per chi si sente “sloworker” la crescita personale e professionale è possibile anche e soprattutto se si è inseriti in un contesto socio-culturale che la stimola e la rafforza.

“Sloworking” è quindi agilità e produttività non fini a se stesse, ma per generare senso, significato per la Persona. Significa soffermarsi sui contenuti, esserci meno, ma meglio. L’onnipresenza per noi non è in genere sinonimo di qualità e di benessere.

Sloworking, in un certo senso, è un concetto ed un ideale più ampio e innovativo dello smart working poiché la crescita personale e i tempi del singolo si sintonizzano sulla comunità in cui è inserito, entrano in una logica di benessere organizzativo che ha a che fare, spesso, anche con l’innovazione sociale.

Q. Sloworking e Smart working nelle aziende: ci sono delle connessioni?

A. Lo Smart working ormai è già in gran parte nelle aziende o comunque ci arriverà sempre più capillarmente.

Noi dell’associazione stiamo pensando già da tempo di introdurre lo Sloworking in azienda per raggiungere una sorta di imprenditorialità “Umanistica”.

Vorremmo proporre interventi capaci di rendere l’attenzione alle persone, ai territori, alla comunità tra e gli asset strategici centrali. Pensiamo a delle aziende sempre più Human Centred.

Secondo noi è una visione che andrebbe declinata puntualmente in ogni singolo contesto lavorativo: per implementare lo Sloworking è necessario essere in ascolto della persona, dei suo talenti e bisogni. Significa essere “qui ed ora”, ma con uno sguardo sempre verso la sostenibilità.

Il manager “slow” è in grado di cogliere il “momento”, di interpretare il contesto.


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Q. Qual è la composizione ad oggi di Sloworking e della sua utenza?

A. Con orgoglio ad oggi contiamo quasi 200 iscritti all'associazione (per circa l’80% di sesso femminile) , di cui un centinaio attivi.

Possiamo contare su circa 25 professionalità diverse. In genere i nostri soci sono professionisti che hanno avviato una propria attività professionale o persone che sono in procinto di farlo e cercano l’ecosistema giusto per iniziare.

La nostra struttura, come è intuibile, è assolutamente aperta, accogliente e project oriented: per ogni specifico progetto creiamo dei gruppi di lavoro che permettono di avere relazioni significative, che vanno oltre il concetto di networking classico e valorizzazione dei saperi di ciascuno.

La diversità delle competenze e delle professionalità permette infatti la realizzazione di progetti complessi e con collaborazioni tra enti pubblici e privati: il singolo professionista ha così la possibilità di vedere tutto il flusso del progetto stesso; sono occasioni concrete di apprendimento e confronto.

Con questo approccio siamo riusciti a costruire interventi significativi con comuni, scuole, altri enti e a creare ottime relazioni con il territorio.

Q. E per il futuro?

A. Tante, forse troppe attività! Un nuovo progetto, finanziato da Regione Lombardia per donne lavoratrici e madri grazie anche alla collaborazione del Centro Antiviolenza e del Comune di Vimercate e dell’Associazione Gamma Donna.

Insieme al Comune di Vimercate siamo in procinto di avviare un percorso di incubazione di impresa per donne e giovani, per accompagnare IDEE meritevoli fino all'ingresso e al posizionamento sul mercato.

… Insomma come è facile intuire, abbiamo sempre bisogno di nuovi professionisti che condividano, come noi, il concetto di “Lavoro a ritmo di vita”.

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Monia Cosenza

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