Smart&Start: ritorna il bando per le startup innovative

16 febbraio 2015.

Si avvicina il giorno della riapertura. Il pubblico è sempre lo stesso: i giovani. Non si tratta nè di un locale, né tantomeno di un vecchio negozio affezionato. Incuriositi? Ebbene due giorni dopo San Valentino riapre il bando Smart&Start, dopo il successo dell’edizione 2014.

 Il Ministero dello Sviluppo Economico mette a disposizione fondi per circa 200 milioni di euro al fine di finanziare startup innovative su tutto il territorio nazionale. È rivolto sia a progetti in fase embrionale, che a società già costituite e che stanno intraprendendo un percorso di crescita e sviluppo.

Il bando garantisce la copertura di spese (che devono rientrare tra quelle “ammissibili” stabilite nel bando) comprese tra i 100 mila e 1,5 milioni di euro per singola domanda accettata. I team vincitori del bando, avranno la possibilità di usufruire di importanti agevolazioni finanziarie: potranno richiedere infatti un mutuo senza interessi. Stabilito il piano delle spese necessarie per intraprendere il progetto, il Ministero garantisce la concessione di un mutuo per un importo pari al 70% del totale dei costi stabiliti (quindi fino ad un capitale massimo concesso di € 1.050.000); il team dovrà garantire la copertura del 30% restante tramite risorse proprie o altre forme di finanziamento esterne al bando. Il bilanciamento tra le percentuali sopra indicate, può variare arrivando all’80% (spesa massima € 1.200.000) qualora vi siano donne, dottori di ricerca che rientrano dall’estero o, più in generale, giovani all’interno della compagine societaria.

Soffermiamoci velocemente sul quadro normativo di riferimento: non soddisfare i requisiti formali di accesso, equivale a non presentarsi!

In primis è bene chiarire quali siano i punti affinché una società possa configurarsi come startup innovativa e potersi iscrivere nella sezione dedicata del Registro delle Imprese. L’attività:

  • Deve avere come oggetto esclusivo o prevalente lo sviluppo, produzione e commercializzazione di beni e servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • Non deve risultare il frutto di scissioni, fusioni, cessioni di azienda o rami di azienda;
  • Deve essere costituita o svolgere attività di impresa da non più di 48 mesi;
  • Deve avere la sede dei propri affari o interessi in Italia;
  • Deve avere un valore di produzione annua non superiore a 5 milioni di euro;
  • Non deve distribuire e non deve aver distribuito utili.

Oltre a soddisfare i requisiti sopra esposti, la società deve possedere almeno uno dei seguenti ulteriori requisiti:

  • Le spese R&D devono essere pari o maggiori al 15% del maggior valore fra costo e valore della produzione annua;
  • Almeno 1/3 dei dipendenti o collaboratori deve possedere o svolgere un PhD presso un’università;
  • Almeno 2/3 dei dipendenti o collaboratori devono possedere una laurea magistrale in materie tecnico-scientifiche;
  • La società deve essere titolare o depositaria di almeno una privativa industriale;
  • La società deve essere titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario (SIAE).

L’agevolazione proposta nel bando Smart&Start, nel caso in cui venga richiesta da team o società con sede nelle regioni del Sud Italia o nel territorio aquilano, si allarga ulteriormente: prevede infatti una restituzione solo dell’80% delle somme finanziate, per cui il restante 20% è da considerare un’erogazione a fondo perduto!

È opportuno sottolineare alcuni punti su cui è bene focalizzare l’attenzione. Innanzitutto mettiamo in risalto che, per partecipare al bando, non vi è la necessità di essere già costituiti in una forma societaria. Tale costituzione potrà avvenire anche successivamente all’accettazione della domanda. Basti pensare che, nella vecchia edizione 2014 di Smart&Start, circa l’80% delle domande presentate consideravano imprese non ancora costituite.

Inoltre evidenziamo che le domande, per essere valutate positivamente, dovranno possedere un alto carattere innovativo, dovranno dimostrare una solida sostenibilità economico-finanziaria e una concreta fattibilità da un punto di vista tecnico. Il team proponente dovrà essere quindi ben assortito: al suo interno sarà bene inserire un mix di risorse che copra l’area di sviluppo tecnologico, finance, marketing, grafica e user interface.

Se la vostra idea o attività risponde a tutti i requisiti richiesti, non perdete questa occasione!

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Giovanni Tufani

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