Lo Smart Working e i suoi talenti: dal Knowledge Worker al Learning Worker.

Negli uffici moderni, tra attività frenetiche e nel susseguirsi di progetti sempre diversi, è davvero importante quali sono le conoscenze in tuo possesso e dove le hai imparate? Il modo di valutare i worker sta cambiando (altrove è già cambiato), e si sta enfatizzando sempre più la capacità di apprendimento e di adattamento piuttosto che il bagaglio culturale posseduto al momento dell’assunzione.

Nel vecchio sistema di lavoro, i worker erano catalogati come knowledge worker se il lavoro aveva a che fare con conoscenza e informazione. Essi rientravano sostanzialmente in due categorie: knowledge worker (negli uffici) oppure manual worker (nelle fabbriche). L’assunto alla base del concetto di knowledge worker si fondava sulla vecchia pratica dell’apprendistato. Se volevi fare il contabile, dovevi prima lavorare come apprendista contabile. Se volevi fare il manager, dovevi prima affiancarti ad un manager. Ciò che dava alle persone il potere di essere knowledge worker era proprio la conoscenza specifica ottenuta attraverso l’apprendistato. Nei tempi moderni l’apprendistato si è invece spostato nelle Università e nei contratti di Stage, dove è possibile acquisire conoscenze specifiche richieste dal mondo del lavoro.

C’è però una differenza sostanziale nel mondo del lavoro di oggi: possiamo apprendere istantaneamente qualsiasi cosa, ovunque. La conoscenza è stata sempre considerata una commodity che solo poche persone possedevano e che veniva trasmessa attraverso canali specifici. Oggi invece, la conoscenza è disponibile su internet 24 ore al giorno, tutti i giorni. Vuoi imparare a cambiare il filtro dell’olio nella tua macchina, oppure a organizzare efficientemente il tuo ufficio, o a programmare in C+? E’ tutto disponibile nei social media, su YouTube, e attraverso Google.

Questo spostamento nel paradigma della conoscenza ci porta nell’era dei "Learning Worker". Certo, queste persone hanno lauree e riconoscimenti, ma ciò che davvero permette loro di distinguersi dalla massa è il saper imparare. Non si tratta più di possedere una determinata competenza, i learning worker hanno la capacità di apprendere mentre si adattano a nuove situazioni e risolvono nuovi problemi. Mentre un worker "alla vecchia maniera” sarebbe entrato in azienda solo dopo aver ottenuto le conoscenze necessarie da un predecessore, ai worker di oggi viene chiesto di pensare con la loro testa e di applicare i principi che hanno imparato a seconda della situazione che si pone davanti a loro, in un continuo adattarsi.

Un learning worker è molto più prezioso per un’azienda perché può adattarsi al cambiamento. Possedere competenze specifiche in una determinata industry può aver sicuramente funzionato decenni fa, ma adesso le tecnologie in continua evoluzione cambiano a ritmi troppo alti per permetterci di rimanere su classificazioni statiche basate su competenze specifiche.

Alla crescita dei learning worker si affianca la crescita delle Learning Organization. Queste aziende sono guidate da worker che si adattano ed evolvono di pari passo con il mercato o la industry di riferimento. Le learning organization non hanno strategie statiche e processi ingombranti, ma valorizzano la collaborazione e l’innovazione costante per mezzo dei propri worker. E’ questo tipo di organizzazione che sta scalando la vetta del mondo degli affari, e che lo guiderà nel prossimo futuro.

Articolo di Alberto Rossini -> Profilo linkedin

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