Startupper o imprenditore?

Da quando il termine startupper è entrato nel vocabolario comune si è forse persa la distinzione tra fare impresa (e quindi essere imprenditore) e costituire un'impresa innovativa (e quindi essere startupper).

È evidente che lo startupper è anche imprenditore, però credo sia utile chiarire alcune differenze, senza con questo voler entrare nella disputa terminologica intorno al significato del termine startup.

Chiarire la differenza, a mio avviso, è anche utile per individuare alcune caratteristiche comuni (visto che non c'è startup senza impresa, ma non è vero il contrario).

Lo scopo è presto detto: nell'immaginario collettivo è fico dire “faccio lo startupper”, mentre non è altrettanto cool dire “sono un imprenditore”. Inoltre, parlando soprattutto con i giovani, è comune percepire l'idea che fare lo startupper sia un lavoro, ma spesso senza la consapevolezza di cosa comporta questo lavoro (che poi è sempre il lavoro dell'imprenditore).

Partiamo dalle conclusioni: se lo startupper è un imprenditore, le basi comuni di entrambi sono i fondamenti del creare un'impresa. Mentre tutti le caratteristiche “speciali” della startup (o dello startupper) devono essere considerati degli accessori, da aggiungere al modello/progetto di impresa tradizionale.

Se è vero che non c'è startup senza impresa, è utile capire prima cosa significa creare un'impresa e poi approfondire cosa serve per trasformare un progetto di impresa in startup.

Cosa serve per fare un'impresa?

Normalmente chi vuole fare impresa pensa che siano necessari:

  1. un progetto
  2. persone e mezzi per portare avanti il progetto
  3. soldi

Solo dopo aver elaborato il progetto, che normalmente è confrontabile con progetti simili nello stesso settore, e dopo aver individuato il luogo dove iniziare – studiando i possibili competitor presenti  in quel luogo ed in quel mercato - il potenziale imprenditore comincia a cercare le risorse economiche.

Cosa serve per fare una startup?

Il potenziale startupper pensa che per fare impresa serve:

  1. una idea innovativa
  2. un team per svilupparla
  3. soldi

In genere gli startupper attribuiscono molto valore all'idea e pensano che, se essa è valida, trovando i soldi si riuscirà nell'impresa.

Apparentemente tra le due situazioni cambia poco, se non i nomi usati per definire quanto sopra:

  1. per l'imprenditore il progetto è il business plan, per lo startupper si chiamerà business model canvas
  2. l'imprenditore pensa a soci e/o dipendenti, lo startupper pensa al team (founder e partner)
  3. l'imprenditore immagina il capitale sociale (prestato dalle banche), lo startupper pensa al capitale di rischio (in genere messo a disposizione da business angels, venture capitalist etc)

Qual è la differenza tra impresa e startup?

Sembra banale dirlo (e ovviamente è una generalizzazione, ma basata sulla mia esperienza di startupper e consulente di progetti innovativi), ma ciò che distingue l'imprenditore dallo startupper è l'approccio e lo spirito:

  • l'imprenditore è consapevole del rischio, pensa di mettere in gioco prima di tutto una parte delle proprie risorse (perchè diffida della possibilità di ottenere finanziamenti senza garanzie personali e patrimoniali)
  • lo startupper, soprattutto se è giovane e magari la sua futura impresa è anche il suo primo lavoro, è spinto dalla passione per il progetto, è convinto che la sua idea (speso gelosamente da custodire, per non farsela rubare o copiare) spaccherà il mondo e crede che, se riuscirà a farsi finanziare la sua impresa avrà successo.

In alcuni casi, proprio perchè fare startup è cool, lo startupper pensa anche che sia sufficiente dire che “faccio una startup”, invece che dire “mi sto creando la mia impresa, che spero sia in grado di pagare il mio lavoro”, per metterlo al riparo dalle critiche che, in altri tempi, i genitori avrebbero fatto di fronte al figlio che non vuole studiare o smette di studiare per fare il musicista o aprire un pub (col massimo rispetto per entrambe le attività).

La lista della spesa per startupper e imprenditori

La verità, senza volerla tirare per le lunghe, è che spesso non si considera che:

  • fare impresa o fare una startup richiede lo stesso approccio, le stesse risorse, la stessa propensione al rischio
  • fare startup è più difficile di fare un'impresa tradizionale

Possiamo cambiare i nomi, gli strumenti, i punti di riferimento, ma in entrambi i casi chi vuole avviare un progetto di impresa deve essere consapevole che ciò significa:

  1. studiare (il mercato, i competitor, i rischi legali/regolamentari etc) e dotarsi delle competenze giuste (siano esse interne al team, per quelle “strategiche”, siano esse comprate sul mercato, per tutti i servizi normalmente resi da professionisti specializzati nello sviluppo di progetti di impresa)
  2. impegnarsi a tempo pieno, con passione e dedizione assoluta (non conosco imprenditori part time, soprattutto nella fase iniziale)
  3. rischiare (soldi, reputazione etc)

In tutti e due i casi, occorre sempre tenere davanti quella che io chiamo la lista della spesa (ovvero, per chi li conosce, riempire tutti i blocchi del business model canvas) che contiene

  1. costi ovvero elenco risorse necessarie  per creare il prodotto e venderlo (competenze, strumenti, risorse economiche)
  2. team ovvero elenco delle persone necessarie a gestire il progetto e loro relativo “costo” (ovvero stipendio)
  3. ricavi ovvero elenco dei guadagni attesi, che devono essere uguali o superiori alle due voci che precedono

Allora forse l'imprenditore e lo startupper non sono tanto diversi..... o forse si 🙂

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Stefano Toro

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