Twitter ha intenzione di cambiare...

Negli ultimi giorni abbiamo seguito le numerose news su Twitter. Ieri il social network ha comunicato al web che ufficialmente inizia il periodo di testing degli acquisti diretti dai tweet. Per ora “gli invitati” alla prova sono un numero ristretto di aziende e personaggi rientranti nella categoria “star”. Potrebbe essere un’interessante funzionalità a disposizione delle piccole e medie imprese e ovviamente per le organizzazioni senza lo scopo di lucro, come la Croce Rossa. 

 

 
Corre voce anche che Twitter stia pensando allintroduzione di un group chat e di un algoritmo per rendere più rilevante il Timeline. Per ora il social network funziona in modo molto semplice e intuitivo: segui una persona e troverai tutti i suoi tweet nella Timeline. Visto che le persone che segui possono produrre grandi numeri di tweet in pratica non li vedrai mai tutti (impresa riuscita solo a coloro che hanno tempo “infinito”). Su Facebook invece l’algoritmo (Edgerank) ogni volta che accedi il network determina quali messaggi figurano nel flusso delle notizie di ogni utente. Edgerank stabilisce quali delle connessioni è la più importante per te e quindi quale compare più di frequente, ma anche quali tipi di contenuto dovrebbero apparire in testa. 
 

E’ molto probabile che nel futuro prossimo non vedremo tutti i messaggi di una persona che seguiamo ma sempre più quelli più rilevanti, secondo l’algoritmo. Una novità che rischia di cambiare la natura di Twitter, social network che basa il suo punto di forza sulla possibilità di personalizzare la propria Timeline e seguire solo persone e trend di interesse. L’introduzione di un algoritmo andrebbe a snaturare il social network: senza di esso l’utente può costruire il proprio mondo virtuale di news senza nessuna “interferenza”. Cosa che succederebbe in caso di tweet sponsorizzati o catalogati come rilevanti solo perchè scritti da personaggi famosi pieni di follower. 

Le reazioni non sono state molto positive. Su Techcrunch Natasha Lomas ha scritto che l’idea di Twitter fa parte di uno sviluppo più generale e articolato dei social network che coinvolge altri interessi: si pensa principalmente agli investitori (alla continua ricerca di utenti) piuttosto che alle esigenze degli utenti, i veri artefici della crescita del network. 
Da non perdere è il blogpost di Zeynep Tufekci che su Medium scrive come un simile algoritmo (come quello di Facebook) potrebbe distruggere proprio la forza di Twitter, il parere umano. Gli algoritmi si basano sulla storia passata, non sono (ancora) concepiti per interpretare e scoprire nuovi contenuti oppure garantire visibilità a utenti nuovi o non conosciuti alla massa. Ci sarebbe il serio rischio che gli algoritmi favoriscano certi tipi di contenuti o che questi vengano sfruttati anche per scopi politici alterando il flusso naturale dell’informazione.
Twitter non è perfetto ma concordo con Tufekci che ci sono altri modi e tecniche per migliorare il network prima di cambiare proprio l’essenza del network stesso. Io non ho bisogno di un secondo Facebook. Non concordo neanche con il fatto che i “big player” (persone famose, grande aziende) sarebbero (ancora) più avvantaggiati e visibili nella mia Timeline. Spero che un eventuale algoritmo non influisca su tutta l’esperienza di utilizzo di Twitter. Nel caso in cui la strada da percorrere fosse quella dell’introduzione di questo algoritmo, spero vivamente che si limiti ai primi (3-5) tweet visualizzati sulla Timeline. Per il resto, mi auguro che il mio network (quello creato in maniera naturale) mi faccia vedere sempre i messaggi da non perdere e gli aggiornamenti dal mondo che seguo. Alle foto di bambini e agli auguri ci pensa Facebook..

 

 
 

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Lukas Hartog

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