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La parola alla startup Watly, attenta a felicità e benessere delle persone

È passato più di un mese dall'esperienza del Web Marketing Festival 2017 e ancora non avevo condiviso il mio racconto. Anche quest'anno ho voluto dedicare l'articolo di chiusura alle startup, una in particolare, la vincitrice della Startup Pitch Competition a cui ho riservato una video-intervista.

Perché proprio la vincitrice? No, non perché fa figo, ma semplicemente perché penso che l'idea di questa startup, possa veramente cambiare qualcosa nel mondo ed aiutare molte persone. Soprattutto nella situazione di siccità in cui ci troviamo in questo periodo.

 

In Sala Plenaria, luogo di appuntamento con l'innovazione del Web Marketing Festival, dove si volge la Competition, quel giorno sono entrata con largo anticipo, un po' per prendere posto per fare foto, un po' per trovare refrigerio; fuori c'era un caldo torrido, il sole batteva con forza contro il pavimento bianco dell'esterno del Palacongressi, neanche gli occhiali da sole riuscivano a riparare il bagliore.

Nell'attesa, ripensavo alla strada percorsa per raggiungere Rimini. Il paesaggio brullo, a causa di piogge assenti e la siccità, era dominante, corsi d'acqua asciutti, prati arsi dal sole. Pensa a come può essere ora, dopo due mesi senza pioggia.

Nel frattempo si accendono le luci sul palco, la Startup Competition inizia. Cosmano Lombardo presenta uno per uno i partecipanti che salgono sul palco e in 5 minuti cercano di spiegare il loro progetto. Ce ne sono di veramente interessanti: Tutored, un’app social in cui gli studenti migliorano la propria vita universitaria nel preparare gli esami e ottenere prime opportunità lavorative; Tommi, il progetto per cure olistiche a bambini oncologici, per creare un luogo sicuro dove ridurre i sentimenti negativi (decretato vincitore dal pubblico); Wenda, l'Internet of Things applicata alle bottiglie di vino; Paladin, app che crea un mercato virtuale di prodotti e mette a diretto contatto i soggetti interessati, garantendo la sicurezza degli scambi grazie ad un deposito precauzionale virtuale; deswag, app che si serve del “fashion game” per offrire un’esperienza d’acquisto originale e divertente.

Ma una in particolare ha colpito la mia attenzione, perché veramente innovativa ed utile: Watly, la startup vincitrice della competition.

Mi ha colpito non solo per il tema trattato e per l'utilità del progetto, ma anche perché il problema a cui vuole trovare una soluzione, interessa un po' tutti: la carenza di acqua. E riguarda me da vicino per un motivo abbastanza complesso.

Ti spiego meglio: nella zona in cui vivo, un bellissimo luogo pieno di verde e natura nella zona della Tuscia, c'è un problema enorme che riguarda gli approvvigionamenti di acqua; l'arsenico è presente in quantità troppo elevate per il limite consentito dalla tolleranza umana e per questo motivo l'acqua non è potabile e non potrebbe essere utilizzata né per cucinare, né per lavarsi.

Perché Watly risolverebbe il problema?

Watly è il primo computer al mondo ad energia solare che purifica l’acqua da qualsiasi fonte di contaminazione, generando energia elettrica e permettendo inoltre la connettività Internet, ovunque è installato.

Quindi, cos'è Watly?

Watly è un innovativo sistema di depurazione, funziona con un sistema di distillazione a compressione di vapore, il più efficace metodo in uso finora per purificare e desalinizzare l’acqua.

L'acqua contaminata da batteri, parassiti e funghi, grazie al calore solare raccolto da tubi sottovuoto, viene vaporizzata e quindi purificata, anche da sostanze come arsenico, piombo, cloro e simili.

I pannelli fotovoltaici collocati nella parte centrale del macchinario generano elettricità off-grid per alimentare l’elettronica interna e per ricaricare dispositivi esterni come smartphone, tablet o computer portatili. Pensa che ogni Watly può offrire servizi ad una comunità di 3000 persone e dà la possibilità di creare una rete integrata tra più impianti, permettendo così di aumentare il numero degli utenti che possono accedervi.

Ogni sistema comunica costantemente con una piattaforma di gestione centrale, che monitora in tempo reale le attività di Watly e le impostazioni di uscita dell’acqua (quantità, ph e livello di mineralizzazione). Ad esempio l’ultimo prototipo del sistema, è stato testato con successo in Ghana, nell’Africa occidentale.

Ascoltando il pitch del CEO di Watly Marco Attisani quel giorno ho pensato: "Potrebbe essere la soluzione per la zona in cui vivo... La rivoluzione italiana contro la scarsità di acqua...". Per questo ho contattato Marco ed ho voluto fargli qualche domanda da condividere con te.

 

Intervista a Marco Attisani, CEO della Startup Watly

Per capire a fondo l’impatto di Watly e le ambizioni del team e del progetto, ascoltiamo le parole del papà di Watly in questa breve video-intervista.

 

Intervista a Marco Attisani della startup Watly

Q. Ciao Marco, piacere di conoscerti e grazie per aver accettato di fare due chiacchiere qui su Spremute Digitali. In cosa consiste Watly? Raccontaci un po’ anche quello che è stato il viaggio di questo progetto.

 

Q. Siete i vincitori della Startup Competition del Web Marketing Festival. Quali sono state le tue sensazioni e come questa vincita apporterà valore a Watly?

 

Q. Cosa ha reso possibile il concretizzarsi di questo progetto? Il tuo background e quello dei tuoi colleghi, quanto hanno influito sulla realizzazione?

 

Q. Vivo in una zona in cui è presente un’alta percentuale di arsenico nell’acqua. Pensi che Watly possa riuscire ad aiutare anche piccole realtà come paesi e città?

 

Q. Come vedi Watly nel prossimo futuro?

 

Grazie mille a Marco e un grande in bocca al lupo per il progetto; Watly è una grande opportunità per chi ne ha bisogno.

Non dimenticarti, Be Watly 😉

 


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Sara Duranti

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