auquacy modello di impresa

Aequacy, per un nuovo modello di impresa

In un futuro non molto lontano le aziende saranno chiamate a riorganizzarsi sia in termini di mindset che di management per adattarsi al nuovo contesto sociale che esige sempre più prepotentemente flessibilità, delega e lavoro per obiettivi. Si può ipotizzare quindi che CEO, imprenditori e board aziendale metteranno sempre più al centro dei loro interessi ed iniziative il dipendente in quanto Persona.

In una società in continua trasformazione l’essere umano si sente destabilizzato e tende a perdere la propria centratura e a vedere offuscato il proprio orizzonte, la motivazione si indebolisce e gli obiettivi sono sempre più labili o vengono a mancare perché viene meno la spinta motivazionale.

È quindi auspicabile che le aziende diventeranno facilitatrici del cambiamento diventando un punto di riferimento stabile e ispirazionale per i propri dipendenti.

Una possibile soluzione potrebbe essere quella proposta dal modello di Aequacy: l’idea è nata da Asterys, azienda internazionale di consulenza che propone programmi dedicati alla leadership, all’executive coaching e al change management.

Un nuovo modello di impresa per il bene delle aziende

L’etimologia stessa del nome (dal latino aequum: uguaglianza, equità) esplicita il valore e la filosofia dominante che stanno alla base del modello: uguaglianza, in quanto assenza di gerarchia, e ugual diritto di partecipare al processo decisionale per tutti i membri dell’organizzazione.

Un’azienda “aequacy” abbandona i classici ed un po’ obsoleti sistemi gerarchici per lasciare posto a team responsabili che si auto-organizzano e disciplinano.

La caratteristica distintiva del modello è proprio quella di esaltare l’individuo in quanto elemento di un gruppo, concedendogli la possibilità di partecipare ai poteri decisionali dell’organizzazione e condividendo idee, progetti, meriti e responsabilità.

Il modello AEquacy: come funziona

Il modello Aequacy trae ispirazione da quattro concetti chiave:

  • l’organizzazione come sistema vivente, ovvero un sistema aperto e auto-organizzato, capace di interagire con l’esterno;
  • il business consapevole, ovvero si enfatizzano gli interessi e i valori di tutti i soggetti coinvolti, affinché ciascuno si senta rappresentato;
  • l’uguaglianza, in quanto laddove la gerarchia viene eliminata, si sviluppano creatività e collaborazione;
  • la trasparenza, poiché quando le informazioni e la conoscenza sono aperte, i dipendenti sono incoraggiati a contribuire al processo decisionale e alla ricerca di soluzioni.

Il framework attraverso cui può svilupparsi Aequacy prevede:

  • Un contesto abilitante, che favorisca le condizioni per sviluppare la nuova organizzazione, in termini di mindset, di team auto-organizzati, di autorità distribuita e di responsabilità finanziaria condivisa.
  • I valori di supporto, ovvero lo sviluppo di alcuni valori essenziali (fiducia, accountability, partnership, apprendimento continuo).
  • Un sistema smart che agevoli i processi burocratici e semplifichi le dinamiche dei team.
  • La padronanza personale e di team, ovvero acquisire una buona auto-consapevolezza ed autonomia e la capacità di integrarsi e interagire in un team.

Vi sembra un’utopia?

Alcune aziende straniere hanno già implementato questo modello; l’ Italia si muove più lentamente, ma ci auguriamo che la fase storica post-Covid 19 possa regalarci un cambio epocale e più a misura d’uomo. Del resto, la recente esplosione dello smart working, ci ha dimostrato che nulla è impossibile.


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Monia Cosenza

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