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Banca e impresa: presente e futuro

Gli scandali bancari del nostro passato recente (Lehman Brothers, Mps, Banca Etruria) seppur molto diversi l'uno dall'altro hanno alimentato nella società civile una profonda diffidenza e ostilità verso gli istituti di credito e di intermediazione finanziaria. Per poter sopperire al forte credit crunch degli ultimi anni, si sono cominciati a sviluppare dei sistemi alternativi (legali) di finanziamento fruibili dalle PMI.
Nel presente, salvo rari casi, è impensabile poter avviare e gestire un'attività economica senza rivolgersi a una banca. Durante il ciclo di vita di un'azienda è fisiologico che ci sia un fabbisogno di capitale (per liquidità o investimenti) il che rende necessario ricorrere a un istituto di credito. Di seguito voglio indicarvi delle Best Practice da seguire:

  • Niente improvvisazione

Vi sognereste mai di curarvi dei denti da soli? La risposta è no. Per poter pianificare al meglio la vostra struttura di finanziamento (a breve e a lungo periodo) avete bisogno di farvi seguire da qualche esperto.  La banca è una azienda privata che punta alla massimizzazione del proprio profitto per cui non sempre vi consiglierà il prodotto migliore e più adatto alle vostre esigenze. Non bisogna mai farsi trovare impreparati e soprattutto bisogna muoversi per tempo per evitare di dover accettare soluzioni arrangiate dovendo tamponare delle emergenze.
Inoltre, affidatevi a un consulente finanziario e a un commercialista che vi aiuti nel riclassificare il bilancio nella maniera migliore.

  • Niente servilismo né odio

La banca deve essere considerata un fornitore come tutti gli altri, non si deve temere né si deve demonizzare. È bene impostare sin da subito un rapporto trasparente. Non bisogna dire sempre sì. Soprattutto non si deve cadere in quello che chiamo effetto "televendita": per concedervi un prestito o un mutuo vi obbligano a sottoscrivere dei piani di accumulo o addirittura ad acquistare tablet e cellulari.
Mostratevi forti e consapevoli che fuori da quella porta altre banche sono pronte a darvi fiducia.

  • Il santo in paradiso in banca non esiste più

La banca è una struttura gerarchica piramidale. Alla base ci sono le filiali mentre le decisioni vengono prese sempre più a livello centralizzato. Fino a qualche anno fa, avere un caro amico o un parente in banca era come avere un santo in paradiso. Negli ultimi anni, invece, con l'avvento dei regolamenti europei di Basilea 1-2-3 questo effetto si è di molto attenuato. I direttori di filiale oramai hanno un margine di manovra e decisionale veramente ridotto (nell'ordine delle poche migliaia di euro). Se il vostro progetto non soddisfa appieno tutti i requisiti di bancabilità, una raccomandazione o una buona parola non saranno di grande aiuto. Il mio consiglio è quello di diffidare dalle facili rassicurazioni, non fate affidamento sui soldi promessi dalla banca,  ma solo su quelli disponibili, le insidie sono sempre dietro l'angolo.

E il futuro cosa ci riserva? Come sarà l'accesso al credito tra qualche anno?
Io da sempre sono un profondo fautore della disintermediazione finanziaria svolta dalle banche: ritengo che nei prossimi anni il loro ruolo, soprattutto nei confronti delle aziende, subirà un forte ridimensionamento.
Le nuove tecnologie permetteranno di mettere in contatto in maniera diretta prestatori e richiedenti (peer-to-peer lending)
Ci saranno delle piattaforme Web che fungeranno da garanti e da aggregatore di domanda e offerta.
In Italia una delle prime è www.borsadelcredito.it, che seppur molto lontana da un funzionamento ottimale già può darci un antipasto di quello che verrà.
In America invece sto seguendo con molto interesse la piattaforma KickPay nella quale uno dei membri del team è l'italiano Stefano Bernardi. Questa piattaforma aiuta le aziende a finanziare il proprio cash flow mediante la cessione delle proprie fatture (simil factoring) che hanno termini di incasso posticipati nel tempo.

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Giovanni Tufani

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