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La startup Coderblock e l'ufficio virtuale per i remote workers

Il coronavirus ha messo a dura prova tutte quelle organizzazioni e quei lavoratori che, fino ad oggi, non hanno mai provato interesse a comprendere, approfondire, applicare modalità di lavoro flessibili. Un evento che ha costretto a fare un passo avanti nella "modernità", ad entrare in un mondo lavorativo fluido, fatto di uffici virtuali, di non uffici, e dove ognuno ha la possibilità di svolgere attività professionali anche se non "va al lavoro" (espressione che purtroppo ci conferma come il lavoro è sempre stato concepito come un luogo) e non è all'interno di un edificio di N piani.

Il mio amico e collega Andrea qui su Spremute Digitali qualche giorno fa scriveva "Serviva veramente il coronavirus per svegliarsi ed approcciarsi allo smart working?" sottolineando un problema che in Italia è purtroppo ben radicato, e cioè che sono le urgenze e le crisi a farci muovere il deretano per cambiare mentalità e abitudini. Altrimenti perché affaticarsi?

Come dargli torto...

Un numero consistente di persone in Italia non è a conoscenza neanche di cosa sia lo smart working, o il remote working... Per molti sono terminologie tutte uguali e spesso vengono accomunate erroneamente a lavoro da casa.

E magari quando dici "Svolgo la mia professione da remoto" ti si figurano sempre in pigiama sul tuo divano o letto, con il pc sulle gambe.

remote working

Remote working non è sinonimo di smart working. I quali non sono sinonimi di home working o telelavoro.

Esistono spazi di lavoro condivisi che si chiamano coworking o working coffee, in cui dipendenti in smart working, freelance e lavoratori in remote working lavorano alla stessa scrivania o nella stessa stanza, magari scambiandosi informazioni, competenze, talenti e due sane chiacchiere.

Esistono home office in cui chi lavora in smart working o da remoto può farlo mentre vede i suoi figli giocare.

Esistono gli uffici virtuali: luoghi online che possono essere vissuti insieme ai colleghi e collaboratori, accedendo semplicemente da un pc o da uno smartphone, ovunque ci si trovi.

E mai come adesso dovremmo esserne tutti a conoscenza e imparare quali sono i vantaggi che ne scaturiscono per essere felici al lavoro.


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Avrai un ufficio virtuale per lavorare da remoto grazie alla startup Coderblock

Coderblock è la startup innovativa italiana che nasce come marketplace per connettere aziende e professionisti. Il loro obiettivo? Migliorare il matching dei candidati e ottimizzare le collaborazioni digitali da remoto.

Coderblock nasce dal siciliano Danilo Costa, ora CEO della startup, in seguito alle esperienze avute da collaborazioni da remoto con diverse realtà in Italia e dalla voglia di aiutare le persone a svolgere attività professionali in remote working, soprattutto da un territorio abbastanza difficile come la Sicilia.

Gli strumenti di collaborazione digitale utilizzati da Danilo con le aziende che incontrava (ad esempio Trello, Asana, Jira o Basecamp) erano per alcune realtà troppo complessi, e questo minava la serenità nella collaborazione.

Ed ecco che la lampadina si accende: Coderblock oltre ad un marketplace avrà al suo interno Workspace un ufficio virtuale 3D a portata di click.

Ho voluto intervistare Danilo Costa per farmi raccontare la storia di questo ufficio virtuale del futuro per il remote working, lo smart working, per le persone.

La parola a Danilo Costa CEO di Coderblock la startup dell'ufficio del futuro

workspace ufficio virtuale coderblock

Workspace, l'ufficio virtuale di Coderblock

Q. Ciao Danilo, grazie per avermi dedicato il tuo tempo. Raccontami della startup di cui sei CEO: perché hai deciso di aprire Coderblock? Il luogo da cui provieni ha influito su questa tua scelta?

A. Grazie a te per l’invito, è un piacere. La storia di Coderblock è fortemente legata alla mia storia professionale ed alle esperienze svolte in precedenti startup.

Alla base di tutto c’è una consapevolezza:

oggi più che mai, il lavoro agile, il remote working e lo smart working, possono fare la differenza in tantissime realtà aziendali.

Sia per ricercare collaboratori (o lavoro) che per collaborare. Oggi lavorare da un ufficio fisico può diventare riduttivo (e talvolta, controproduttivo) per la stessa società.

Dal punto di vista dell’azienda, da remoto si ha la possibilità di attingere ad un bacino di professionisti più ampio e aumentare le probabilità di trovare il giusto collaboratore per il proprio business; dal punto di vista del professionista si ha la possibilità di non dover emigrare in cerca di lavoro e di avere una migliore qualità della vita.

Il luogo da cui provengo ha inciso molto sulla natura stessa del nostro prodotto. Basti pensare che la Sicilia è riconosciuta per la sua alta percentuale di disoccupazione e per i cosiddetti "cervelli in fuga". Già prima di laurearmi vedevo i miei colleghi costretti ad emigrare, e ammetto che la cosa non mi lasciava indifferente.

Non sono contrario all'idea di partire e fare esperienze in Italia e all’estero, ma questa scelta dovrebbe scaturire da un proprio desiderio e non dalla costrizione di doverlo fare per migliorare la propria condizione lavorativa.

Con il motore di ricerca dei lavori prima (e lo spazio di lavoro condiviso dopo) puntiamo a cambiare le regole del gioco.

Q. Infatti ho avuto modo di scoprire che Coderblock, oltre ad essere un ecosistema per freelance, è ora anche uno spazio di lavoro condiviso veramente innovativo grazie alla tecnologia. Ti va di presentarmi Workspace?

A. Esatto, siamo nati 3 anni fa come recruitment marketplace, riuscendo a collegare più di 3000 utenti (fra aziende e professionisti). Oggi il marketplace è ancora attivo, ma diventa una costola del prodotto di punta, l’ufficio virtuale in 3D.

Se guardi sui nostri canali troverai tutti i nostri viaggi in giro per il mondo, dove abbiamo avuto modo di studiare le diverse culture del lavoro (da New Orleans a New York, da Dublino a Londra, a Berlino).

Basta poco per rendersi conto di come fuori dall'Italia il remote working sia ormai diffusissimo e di come, anzi, le società lo riconoscano come un pregio ed un beneficio per aumentare la produttività stessa dell’azienda.

Il problema alla base, qui in Italia, sta nel fatto che le aziende non sono ancora pronte ad approcciarsi a questo mondo, e quando ci provano finiscono per utilizzare uno fra i tanti strumenti esistenti, fin troppo avanzati e ostici per la maggior parte dei casi.

Occorreva trovare un modo per agevolarli nel percorso. Con l’ufficio virtuale di Coderblock ci siamo impegnati (e ci impegniamo ogni giorno) per raggiungere questo obiettivo: grazie ad una struttura 3D accessibile a tutti in cui poter ritrovare il proprio team, gestire le attività, tracciare i risultati e ottenerne un report avanzato.


Leggi anche Si, l'ufficio condiziona la creatività dei lavoratori.


Q. L’ufficio del futuro potrà essere quindi virtuale al 100%. E quali sono le caratteristiche principali che dovrà avere per far lavorare e collaborare le persone con il sorriso?

A. Immagina la possibilità di andare in ufficio semplicemente sbloccando il tuo smartphone o accedendo dal pc. Oppure di essere in ufficio all'interno di un coworking, di una caffetteria, in giro per il mondo.

Il lavoro da remoto fornisce una serie di vantaggi sia per il datore di lavoro che per il collaboratore, ma occorre tanta disciplina per far sì che le cose funzionino. Come in tutto nella vita, occorre impegnarsi per ottenere dei risultati che ne dimostrino le potenzialità, e alla base deve esserci il supporto di tutto il team per creare quel “meccanismo ben oliato” che esiste già all'estero.

Non è per nulla impossibile, l’ho già visto fare in molti team e non sarei qui se pensassi il contrario. 🙂

Q. Quale rapporto c’è tra Danilo e:

  • Coderblock

A. Personalmente, nei confronti del prodotto Coderblock c’è sempre stato un rapporto di amore e odio. Da mentor ai vari eventi ho sempre detto che non bisogna “innamorarsi” del proprio progetto, ma guardarlo con sguardo critico, così da provare a prendere le migliori decisioni al momento giusto.

Negli ultimi 3 anni ho fatto questo, ho dedicato in prima persona anche 14 ore al giorno per “curarne” vari aspetti, cercando di rimanere con i piedi per terra. In questo tutto il team mi ha affiancato molto.

  • il team di Coderblock

A. Nel nostro caso si tratta per l’appunto di un team distribuito, sulla falsa riga di società come Buffer, Automattic (per dirne due straniere) o Userbot (per nominare una realtà italiana). Sono loro i veri "creatori di Coderblock" ed è a loro che dedico ogni mio gesto quotidiano.

  • le tecnologie emergenti

A. Abbiamo sempre uno sguardo attento alle varie nuove tecnologie e cerchiamo di rimanere sempre "sul pezzo". Allo stato attuale, abbiamo ricevuto tanti feedback interessanti per lo sviluppo di nuove funzionalità e penso che i prossimi tre mesi saranno molto produttivi.

Ad esempio, di recente ci hanno richiesto di creare una nuova sezione dedicata al diagramma Gantt per integrarlo con le altre funzionalità in piattaforma. O di valutare un’integrazione di terze parti con sistemi di realtà aumentata. Insomma, penso che ne vedremo delle belle. 😉

Grazie Danilo per l'interessante intervista e per il tempo dedicatomi.

Spero che queste parole aiutino le persone ad approcciarsi ed a sperimentare modalità lavorative alternative, senza pensare al remote working ed allo smart working come inutili solo perché non si conoscono abbastanza.

E soprattutto spero che le aziende smettano di rimanere ancorate al controllo e inizino ad usufruire di spazi lavorativi per il benessere dei lavoratori.

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Sara Duranti

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