matteo pogliani

I consigli di Matteo Pogliani per creare campagne di influencer marketing efficaci

Continuano gli appuntamenti settimanali con le Video Spremute, e come ogni mercoledì che si rispetti, abbiamo spremuto un ospite molto interesante: Matteo Pogliani con cui abbiamo affrontato il discorso dell'influencer marketing.

Insieme a Matteo, Head of Digital in Open Box e founder dell'ONIM - Osservatorio Nazionale Influencer Marketing, c'è stata l'opportunità di osservare e capire come i brand italiani utilizzano questo strumento, e come possono invece creare o migliorare le strategie di influencer marketing utilizzando KPIs giusti e gli influencer adatti al proprio settore o prodotto/servizio.

I dati sono ottimi consiglieri e pessimi decisori.

Matteo Pogliani


Se vuoi vedere subito la Video Spremuta con Matteo Pogliani segui questo link https://bit.ly/video-spremuta-matteo-pogliani


Oppure, buona lettura con i consigli di influencer marketing di Matteo Pogliani.

I consigli di Matteo Pogliani per campagne di influncer marketing migliori

1. Fare collaborazioni a lungo termine ripaga di più

Le campagne migliori sono quelle che non hanno un’attivazione singola, quindi non lavorare sul singolo post. Quelle che danno più riverbero sono le collaborazioni più a lungo termine perché garantiscono un alto trust e permettono di far emergere meglio la sinergia tra influencer e brand (pensiamo alla Barilla con Federer ad esempio).

2. Seleziona gli influencer attraverso i dati

Non scegliere un influencer solo perché pensi sia di moda o perché lo seguono i tuoi figli o i tuoi amici. È importantissimo selezionare gli influencer in maniera data driven, perché magari pensiamo di aver scelto l’influencer giusto e invece scopriamo che ha solo il 40% di follower italiani, nonostante non ne abbiano comprati.

Questo accade ad esempio nei brand del mondo yoga; in questo settore ci sono influencer italiane che hanno una vasta audience non italiana, e senza aver mai acquistato un follower. La "colpa" è delle challenge internazionali che in questo settore spopolano, con utilizzo di hashtag internazionali, i quali portano ad avere seguito anche da altri paesi.

Stessa cosa vale per i brand nel settore travel: è ovvio che geolocalizzandosi e utilizzando gli hashtag appartenenti ad altri luoghi e Paesi, si attirano persone locali. Quindi consiglio importante: gli hashtag e le campagne sono sempre da contestualizzare.

Esistono molti tool che ti aiutano nella selezione di influencer, possono essere costosi, ma professionali e quindi sono un investimento. Nel punto successivo ne citiamo alcuni.

3. Utilizza strumenti data driven dedicati all'influencer marketing

Di strumenti per l'influencer marketing data driven ce ne sono tanti, possiamo citare ad esempio Klear, Blogmeter, Buzzoole Discovery sono tool che aiutano a fare bene investendo bene, è quindi importante averli perché la campagna avrà sicuramente più efficacia e sarà guidata da dati reali.

4. Dai importanza al concept

Uno dei consigli più importanti è dare importanza al concept. Fare influencer marketing non vuol dire far fare un selfie con il prodotto ad un influencer, o mandargli a casa qualcosa per fare unboxing. Quello è advertising.

Il concept invece è decisivo in una campagna. Vediamo perché:

  1. permette di differenziarti dalla miriade di campagne di influencer marketing che ci sono;
  2. il concept creativo esalta le capacità dell’influencer, della collaborazione tra influencer e brand;
  3. da una marcia in più al servizio o prodotto che si vuole mettere in risalto con la campagna;
  4. collega con un fil rouge i vari influencer attivati.

Purtroppo oggi ancora ci troviamo di fronte a campagne che sono solamente product placement, nell’influencer marketing si può fare di più e il concept permette di farlo. Proviamo a fare qualcosa di diverso, di creativo.

5. Metti insieme influencer marketing e Corporate Social Responsibility

Unire la corporate social responsibility alle campagne di influencer marketing permette di offrire maggiore valore; e se tiriamo dentro anche il concetto di Purpose si riescono a fare cose davvero interessanti.

Lo scopo della corporate social responsibility è restituire alla comunità, prendere parte a cause filantropiche e fornire valore sociale positivo. Le aziende si rivolgono sempre più alla CSR per fare la differenza e costruire un marchio positivo attorno alla loro azienda.

6. Sperimenta nuovi canali

Non avere paura di sperimentare nuovi canali; hanno meno concorrenza e dati migliori. Per esempio TikTok (sfatiamo il mito che è una piattaforma solo per giovani) a livello globale ha già raggiunto più del 30% di utenti tra i 25 e i 35 anni e in italia siamo a più del 20%. Tra poco le audience di TikTok e di Instagram saranno molto simili.

Però l’algoritmo di TikTok è molto più premiante oggi: a parità di risultati e budget investito TikTok ritorna molto più di Instagram. Attenzione, questo ovviamente non vuol dire che domani devi fare TikTok; il consiglio è di valutare anche i canali emergenti per le proprie campagne di influencer marketing.

Una ricerca di Kantar sul valore rappresentato dalla piattaforma per i brand, evidenzia che TikTok è 3 volte più funzionale di altre piattaforme come spinta nella decisione di acquisto degli utenti; e questo grazie ai contenuti più spontanei e di intrattenimento.

Anche Twitch per esempio è un canale troppo spesso snobbato, invece permette di creare moltissime attività soprattutto per il forte legame che si instaura tra chi guarda e lo streamer ed è proprio questo legame la leva più potente che porta alla conversione.

7. Monitora le tue campagne di influencer marketing, sempre

Si chiama influencer marketing non a caso. Tutte le azioni, le campagne devono essere monitorate. Inizia con il fissare dei KPI iniziali e portali avanti. Devi riuscire poi a capire se la campagna è stata rilevante o meno, e qui non basta fare 500.000 di reach, ma bisogna avere la voglia di andare più in profondità con i numeri.

In conclusione, riassumiamo i consigli più importanti della Video Spremuta con Matteo Pogliani

  • La voglia di sperimentare: ci sono canali meno utilizzati e conosciuti, ma che portano ottimi risultati. Alcuni esempi sono i videogiochi con l'inserimento prodotti, come ad esempio il brand di moda Burberry ha fatto su Twitch trasmettendo durante la Fashion Week la live della sua sfilata.
  • Vedere TikTok come un'opportunità: la piattaforma dà accesso infatti a degli strumenti di marketing integrati per lavorare sugli influencer che nelle altre piattaforme devi costruirti da solo.
  • E ovviamente l'approccio data driven: è il momento di iniziare ad osservare e studiare i numeri, visto che il digitale ce li serve su di un piatto d’argento.

Ed ora goditi questa succosa Video Spremuta a tema influencer marketing con Matteo Pogliani

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Sara Duranti

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