bootcamp eni joule

Diario di un bootcamp per il futuro

Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.

(E. Roosevelt)

Ti racconto il 16 e 17 Novembre, due giorni immersi nell'innovazione. Spero potrai percepire l’energia e le emozioni vissute in presenza.

Sveglia 6:55. Zaino, pc, tablet, appunti e ovviamente mascherina Seedble. Tutto il necessario per affrontare il bootcamp del percorso HKP (Human Knowledge Program) di Eni Joule, la scuola d’impresa targata Eni. È un primo giorno di scuola. Lo è per tutti coloro che hanno lavorato duramente a questo progetto ambizioso nato per chi vuole fare impresa nell'economia circolare con focus su cambiamento climatico, decarbonizzazione e sostenibilità.

Un tuffo nel passato

Torno indietro nel tempo e ripercorro gli step che hanno portato me e il team Seedble a questo giorno. La nostra collaborazione con Eni nasce con il Code4Future 2019, primo evento romano sui temi dell’Open Innovation, organizzato con HTML.it e Triboo Media. 48 ore a contatto con l’innovazione aperta tra keynote e round table sul mainstage, workshop e laboratori nelle sale formative, e un’area matching allestita per facilitare l’incontro tra corporate e startup.

Eni è stata una delle prime aziende a sposare l’iniziativa, condividendo con il team Seedble alcuni need specifici in termini di tecnologia e industry a cui noi abbiamo risposto con la selezione di 20 startup che hanno presentato le proprie soluzioni innovative durante l’evento. Dietro tutto questo, un gran lavoro di scouting e confronto con il vasto panorama di startup presente.

Poi, l’interesse (e l’ambizione) condivisa nel creare aggregazione e contaminazione tra i nostri mondi tanto distanti quanto vicini, ci ha spinto a collaborare nella progettazione di una scuola d’impresa, Eni Joule appunto.

Nel dicembre 2019 abbiamo organizzato la Joule Experience, un weekend pilota presso la sede Eni di Castel Gandolfo, che ha coinvolto una community di innovatori e startupper per raccogliere stimoli e idee utili per la co-progettazione dell’edizione in corso.

Lì abbiamo avuto le conferme che cercavamo: il progetto Eni Joule può davvero contribuire allo sviluppo dell’ecosistema imprenditoriale italiano. E soprattutto, può far crescere l’Italia in maniera sostenibile.


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E ora siamo qui. Ore 9:00 il bootcamp ha inizio. Giorno 1.

Proprio come da tabella di marcia, a distanza di poco meno di un anno, il progetto prende forma. Un’esperienza unica nel suo genere targata anche Seedble, in collaborazione con tutti i partner dell’iniziativa, tra Università, Business School e aziende che respirano innovazione.

25 innovatori provenienti da diverse aree geografiche e con tante storie da raccontare: c’è chi sta terminando gli studi, chi ha lasciato l’azienda per inseguire i propri sogni, chi è già alle prime armi con una startup.

25 ragazzi intraprendenti che mostrano 25 differenti sfaccettature del fare impresa nel 2020. 

La mattina è il rompi-ghiaccio di questo percorso della durata di 6 mesi. Interventi Eni che sanno poco di istituzionale, perché molto pragmatici, ispirazionali e di visione.

Mi ha colpito l’espressione con cui il Direttore del Personale Eni, Claudio Granata, ha simpaticamente “spinto all’azione” i ragazzi, senza troppi giri di parole. Hanno lasciato poi il segno i vari compagni di viaggio Antonio Funiciello, Antonio Maglio, Antonella Caruso, Roberto Salati, Ileana Bernardi e Mattia Voltaggio. Tutti si sono messi in gioco con grande spirito di apprendimento e desiderio di fare.

Prima del break tocca anche a me, questa volta in qualità di moderatore. Dare una fotografia del panorama startup italiano non è semplice. Raccontare le storie e le esperienze dei vari attori è ancora più complesso. Abbiamo così deciso di portare due differenti prospettive, quella di una startup impegnata nell'economia circolare in piena fase espansiva, Enerbrain, e quella di un investitore player chiave per l’innovazione, Gellify. Ho così coinvolto Filippo Ferraris, Coo di Enerbrain e Andrea Landini, Head of community Gellify per avviare un dialogo con tutti i partecipanti.

Mi sono divertito e c’era così "tanta roba" che i 60 minuti a disposizione ci son stati un po’ stretti.

Finalmente si lavora!

Entra in campo il team Seedble. Con il prezioso aiuto di Alessio, Uberto, Gianmarco, Marta, Giuliana e Lorenzo e con Giovanni e Roberta in supporto da remoto, lanciamo ufficialmente il Project Work, partendo dalle idee dei partecipanti. 100 secondi di tempo per pitchare la propria idea di business e via con il social voting per selezionare le 5 più votate che saranno trasformate in progetti da sviluppare lungo l’intero percorso formativo.

Il verdetto premia 5 idee davvero interessanti. Gli ambiti sono:

  • sviluppo comportamenti sostenibili in azienda;
  • creazione serre urbane per la GDO;
  • recupero batterie veicoli elettrici;
  • utilizzo diversificato del fico d’india,
  • riciclo vestiti usati.

Si formano i team e all'indomani si parte. La lunga giornata si conclude con la fantastica storia di Whatsapp, raccontata da Go To Market in modalità teatrale.

Giorno 2. Le idee prendono forma. Parte il Project Work!

Con le squadre fatte, i ragazzi iniziano a conoscersi e confrontarsi. La giornata è intensa: ogni team dovrà lavorare alla schematizzazione dell’idea e a una prima validazione, supportati da uno strumento come la Javelin board, Canvas utile per le prime fasi di un’idea, e dai mentor Seedble che si alternano tra i vari tavoli di lavoro.

Il distanziamento non è un facile compagno di avventura, ma ciononostante, rispettando i protocolli, collaboriamo per arrivare a un ottimo risultato. Ogni team ha il suo spazio con lavagna, pennarelli e post-it. C’è chi purtroppo non è riuscito a raggiungere Castel Gandolfo e segue le sessioni di lavoro da remoto. 4 ragazzi epici!

Solo un pranzo veloce consente a tutti noi di fare un break prima di rimetterci al lavoro. Obiettivo della giornata è completare la Javelin board riportando Customer, Problem e Assumption e realizzare una breve presentazione dell’idea di business elaborata e integrata con i contributi di tutti i membri del team.

La lunga giornata si conclude con 3 minuti di pitch per validare ogni idea e con la condivisione delle regole del gioco per i prossimi appuntamenti. Ci aspettano produttivi weekend di lavoro e interessanti sessioni di confronto da remoto per trasformare l’idea di partenza in un progetto strutturato.

Il bootcamp per un futuro più sostenibile è andato.

Un selfie con distanziamento e un grande applauso.

Lo Human Knowledge Program (Blended) di Eni Joule è ufficialmente partito!

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Andrea Solimene

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