investimenti in startup

Boom di investimenti in startup in Italia nel 2019. E nel 2020? Attenzione al settore Finance

Seppur resta ancora anni luce indietro rispetto agli altri paesi europei e mondiali, l’Italia nel 2019 ha registrato un importante incremento negli investimenti in startup.

Numeri non ancora ufficiali ci dicono che probabilmente si raggiungeranno oltre 800 milioni di investimento di cui oltre 50 grazie all'equity crowdfunding.

Se dobbiamo guardare avanti sicuramente in questo 2020 avremo una crescita ancora maggiore. E questo anche grazie al lancio del Fondo Nazionale di innovazione, che cercherà con la sua attività di aumentare in maniera diretta e indiretta gli investimenti per la crescita dell’ecosistema startup.

Investimenti in startup in Italia, quale futuro?

Analizzando i trend passati e conoscendo a fondo il mercato dell’innovazione in Italia, se dovessi personalmente creare un identikit delle startup che nei prossimi 12 mesi e negli anni a venire potrebbero avere una crescita importante sia come numerosità che come capitalizzazione lo disegnerei così:

Segmento di Clientela: B2B (Business to Business)

I motivi che mi spingono a preferire il segmento B2B rispetto al B2C sono dati da tre fattori:

  • Di norma per raggiungere in maniera capillare il segmento del consumatore finale vi è necessità di investimenti in marketing molto importanti, che quindi richiedono fin dalla prima fase un fabbisogno di capitale molto elevato.
  • L’Italia è un paese in cui la Trasformazione Digitale (quella vera) deve ancora permeare in maniera importante tutto il settore delle PMI (che costituiscono circa il 95%), per cui il mercato di servizi B2B alle aziende è, diciamo un buon oceano.
  • Le poche grandi corporate che esistono stanno puntando molto sull’Open Inovation, che per sua natura richiede il supporto da parte di startup per essere attuata.

Settore di riferimento: partendo dal segmento del B2B ho individuato il settore Finance & Accounting.

Il motivo che mi ha spinto ad inserire questo settore è frutto di due svolte epocali che ci sono state nel 2019:

  • Introduzione dell’open banking: da qualche mese, dopo tanto penare, è entrata in vigore la normativa europea denominata PSD2.

Con il recepimento di questa nuova direttiva europea viene messo in piedi il cosiddetto Open Banking. Ovvero le banche avranno l’obbligo di aprire i propri sistemi informatici (tramite API) ad altri applicativi/aziende.

Questo vuol dire che le aziende potranno finalmente digitalizzare e integrare a basso costo incassi e pagamenti all'interno dei loro applicativi, senza dover per forza passare per difficili e costose integrazioni.

  • Introduzione della fattura elettronica: seppur era stata accolta come un demone, dopo un anno di applicazione dobbiamo essere intellettualmente onesti nel dire che la semplificazione e la digitalizzazione contabile è stata veramente disruptive.

Questi due eventi simultanei, porteranno nei prossimi mesi alla nascita e alla crescita di tante realtà che cercheranno di portare la aziende verso un full automated accounting. Una contabilità generale, finanziaria e industriale all'interno della quale l’intervento manuale e le attività manuali verranno drasticamente ridimensionate.

Questo si porterà dietro oltre che una digitalizzazione dei processi attuali, anche una creazione di nuovi processi e servizi digitali.

Qualche suggerimento per il futuro?

  • Il commercialista/fiscalista potrebbe essere incluso all'interno dei servizi software in abbonamento;
  • In caso di finanziamenti bancari, investimenti o peer-2-peer lending le persone/aziende/banche sapranno sempre in tempo reale come verranno investiti i loro soldi.

Di quanto appena detto ci sono già tanti indizi in Italia ed in Europa, basta andare a vedere la crescita sia in termini di investimenti, che in termini di fatturato che stanno raggiungendo startup come Soldo, Qonto, Credimi, Fatture in Cloud o Odoo.

Commenti

commenti

Giovanni Tufani

Leave a reply