kampaay startup

Kampaay la startup che semplifica il concetto di organizzazione eventi

Il loro sogno era quello di cambiare il modo in cui le persone vivono l’esperienza di organizzare un evento. E sembra proprio ci siano riusciti! Sono i ragazzi di Kampaay startup che ha creato un’unica piattaforma digitale per permettere alle persone, alle aziende, a chiunque voglia, di organizzare eventi in maniera economica, rapida e semplice.

kampaay startup team

Il team Kampaay

Kampaay startup facilitatrice di organizzazione eventi

L'avventura di Kampaay, dalla sua nascita ad oggi e le prospettive future le racconta Stefano, il Chairman e COO che ringrazio per la disponibilità e simpatia.

Buona intervista!

La parola a Stefano Brigli Bongi, Kampaay,

Q. Ciao Stefano. Benvenuto su Spremute Digitali! Sei qui per raccontarmi di Kampaay, la tua startup. Di cosa si tratta e cosa significa questo nome un po’ bizzarro?

Stefano Brigli Bongi KampaayA. Ciao Sara, grazie mille per l'opportunità, ci fa sempre piacere raccontare la nostra storia.

Kampaay foneticamente riprende il brindisi giapponese “Kanpai”, ovvero il nostro “cin cin”, riprendendo il concetto di aggregazione e divertimento. Abbiamo deciso però di cambiare la scritta per renderla unica, completamente rinnovata, proprio come abbiamo fatto con il mondo degli eventi.

Kampaay è la soluzione perfetta per ogni momento di aggregazione, svago e intrattenimento. Dalle feste in casa fino agli eventi aziendali. Semplifichiamo il concetto di organizzazione, rendendo questa attività facile e piacevole, ma soprattutto garantendo qualità di servizio e un’esperienza unica.

Prenotare è molto semplice e intuitivo, puoi fare tutto online. In pochi click puoi scegliere tra una vasta selezione di cocktail o drink disponibili e ordinare l’aperitivo o cena adatti a qualsiasi situazione o necessità. Inoltre, puoi prenotare i servizi selezionando direttamente il personale dalla lista di collaboratori Kampaay disponibili.

Q. Siete un po' il team del "cin cin" quindi 🙂 simbolo di convivialità. Ma sono curiosa di vedere chi c'è dietro il bicchiere, presentami tutti i tuoi colleghi.

A. L’idea di Kampaay nasce a fine 2017 dai quattro founder Daniele, Marco, Enrico e il sottoscritto, ognuno con esperienze diverse che vanno dalla consulenza digitale, alla logistica e la gestione d’impresa. Poco dopo si è unito Simone, il nostro primo bartender e adesso responsabile delle operations di Kampaay (in poche parole quello che fa filare tutto liscio).

A fine 2018 è arrivata Nora, che affianca Daniele nello Sviluppo Commerciale di Kampaay (insomma quelli che vendono) seguita dall'ingresso di Ivan a supporto della logistica, conosciuto anche come quello che risolve i casini, nonché campione in carica del torneo interno di beer pong.

Da qualche mese abbiamo ulteriormente allargato il nostro team dando il benvenuto a: Marco, il nostro CTO e genio incomparabile; Daria, Communication Manager e mamma ufficiale di Kampaay; e infine Francesco, a supporto delle operations e Giulia a supporto commerciale (in pratica quello che fa filare tutto ancora più liscio e quella che deve vendere ancora di più).

Ma non finisce qui, questo è solo lo staff. Il vero lavoro di Kampaay viene svolto sul campo tutti i giorni dagli oltre quaranta super collaboratori che amichevolmente chiamiamo i nostri Party Sitters.

Insieme siamo come un’unica grande famiglia, una Community.

Q. Perché la decisione di voler cambiare il mondo dell’entertainment? Cosa non va e cosa vuole migliorare Kampaay di questo mondo?

A. Una sera di circa due anni fa ero con gli altri tre co-founder, Marco, Daniele ed Enrico, e stavamo discutendo sulle esperienze a volte negative, e altre volte totalmente fallimentari, che avevamo avuto in passato nell'organizzare feste o eventi (come la festa di laurea). Alla fine di questa condivisione, ci siamo chiesti come era possibile che l’esperienza di organizzazione di un evento dovesse essere così complessa, stressante e destrutturata e soprattutto poco digitalizzata.

Quella stessa sera, dopo aver spremuto intensamente sia le meningi che i lime sui nostri Cuba Libre, abbiamo avuto un’illuminazione e la prima idea di Kampaay è nata: quella di creare un’unica piattaforma digitale che potesse permettere a tutti di organizzare eventi in maniera economica, rapida e semplice. 

Con il tempo abbiamo studiato a fondo il mondo degli eventi, soprattutto quelli privati e aziendali, e abbiamo trovato vari spunti di miglioramento e una grossissima opportunità per la digitalizzazione e standardizzazione.

A partire dai problemi legati sia ai lunghi tempi dovuti all'organizzazione e sopralluoghi, che alle difficoltà di coordinamento dei diversi provider. Per non parlare dei preventivi, molte volte inaccessibili sia per privati che per piccole imprese.

Kampaay è la soluzione che migliora l’esperienza dell’utente durante l’organizzazione di un evento e che allo stesso tempo ne garantisce la qualità e lo rende unico per l’organizzatore e tutti i suoi invitati.

Q. Gli obiettivi di Kampaay per il futuro: dove vi vedete tra 5 anni, oltre a sorseggiare il vostro cocktail preferito :)?

A. Il nostro sogno è quello di cambiare il modo in cui le persone vivono l’esperienza di organizzare un evento e il nostro obiettivo è di riuscire a farlo creando uno status quo e un ecosistema di persone, collaboratori e fornitori, in cerca di nuovi modi per poter sfruttare la propria passione. Perciò abbiamo ideato un modello di business che possa essere replicabile in contesti e realtà diverse, anche fuori dai confini nazionali.

Il nostro modello è costantemente in evoluzione e affinamento per garantire il maggior livello di qualità possibile, anche con grandi volumi di servizio.

Per garantire la crescita costante stiamo sviluppando una roadmap di espansione nei prossimi due anni nelle più grandi città italiane, per poi passare successivamente alle capitali europee.

Se tutto va come deve andare, fra cinque anni, mentre starò sorseggiando un Old Fashioned, ci sarà più di un londinese che alla solita domanda “che si fa stasera” risponderà “let’s do a Kampaay!”.

Grazie per la disponibilità Stefano!


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Sara Duranti

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