MBSummit esperienza

MBSummit 2019: le relazioni al centro della digitalizzazione

Il 28 e il 29 Novembre scorsi si è tenuto a Milano il MBSummit, giunto ormai alla sua quarta edizione; è stata la prima volta per me sia come partecipante che come inviata di Spremute Digitali. Ti racconto la mia esperienza.

Nei giorni precedenti mi sono letta il programma delle due giornate e la storia di questo evento per entrare nel mood: il fatto che gli organizzatori fossero due giovani professionisti motivati e grintosi, sicuramente era secondo me una premessa interessante.

Iniziamo dall'inizio: l'ingresso. L'accoglienza del MBSummit

Location comoda e funzionale, registrazione rapida e senza intoppi (un miraggio!).

Ho deciso di ritirare anche le cuffie per la traduzione simultanea per seguire al meglio anche gli interventi degli speakers internazionali.

L’area che precede la sala del convegno vedeva la presenza di diversi stand attraverso i quali i vari sponsor presentavano i loro prodotti e servizi e offrivano consulenze gratuite ai partecipanti.

area stand mbsummit

Vi era poi un’area con alcuni tavoli denominata “area networking”, e questo la dice già lunga sul mood dell’evento.

Nonostante le numerose persone (circa 500 partecipanti!) e l’adrenalina tipica di chi sta per “andare in onda”, c’era un clima sereno ed allegro, dove non ti sentivi affatto estraneo, ma anzi, il contesto e le persone ti invitavano ad essere “dei loro”.

L'evento prende vita: inizia il MBSummit

L'apertura

Il saluto di apertura di entrambe le giornate è stato dato dai padroni di casa Valentina e Marco, gli ideatori e gli organizzatori di questa meravigliosa macchina.

La vanue è costituita da una sala assolutamente confortevole e capiente e la liturgia dell’evento è di matrice USA: musica che scandisce i momenti clou e l’alternarsi dei vari interventi (30 minuti a disposizione di tutti) alla fine dei quali c’è sempre stato spazio per le domande del pubblico.

Come moderatore dell'evento Luca Barboni.

Gli interventi

Quest’anno l’organizzazione ha scelto di aprire le giornate di lavoro con la presenza di un coach: il primo giorno abbiamo avuto il piacere di ascoltare Dario Silvestri (autore de "Il potere del cambiamento") mentre la seconda mattina è stata la volta di Roberta Liguori (autrice di "Pensieri straordinari. La PNL oltre le tecniche").

Scelta questa mai più azzeccata ed originale. Il mondo sta cambiando (per fortuna!) e con esso le persone. Valentina e Marco lo hanno capito e hanno capito che la trasformazione più importante e fondamentale passa da noi stessi e perché ciò avvenga dobbiamo fare un grosso lavoro su di noi, su come ci percepiamo e su come affrontiamo la vita.

"Perciò niente più scuse", come ci dice Silvestri: esse sono uno dei maggiori ostacoli al raggiungimento dei nostri obiettivi. Basta pensare che sia “impossibile”: partiamo dal presupposto che siamo “eccezionali” e che raggiungere il successo è un nostro diritto e dovere.

Dobbiamo dunque allenare la nostra mente al cambiamento, come ci suggerisce Roberta Liguori: impariamo dunque ad agire in modo utile di fronte ad ogni sfida. E ricordiamoci sempre: “O si vince o si impara”.

Intuirete come, dopo avere ascoltato due speech di così grande livello, le menti si aprano e dunque sono pronte a farsi travolgere in altrettanti momenti utili di cui fare tesoro, una volta tornati nel proprio ufficio.

Dagli speech più tecnici e specifici come quello di Viola Eva sulla SEO di Google che ci spiega come la prima domanda da porsi è cosa cercano le persone e cosa voglio io comunicare; alla Link Building di Alexandra Tachalova per far crescere in popolarità il vostro sito attraverso link autorevoli e di qualità; alla CRO di Rossella Cenini (qui puoi leggere la sua intervista sulla conversion rate optimization) o alla presentazione di casi di successo come quello di Gunsberger Mandi e Laurie Wang.

Rispetto a questi due business di successo, sapete qual è il messaggio principale che più mi ha colpita?

Queste due straordinarie imprenditrici ci hanno “letteralmente messo la faccia” e hanno fatto di ogni “caduta” un’ occasione di apprendimento e crescita. Entrambe, attraverso il loro marchio, hanno raccontato la loro storia di business woman, ma anche di donne e mamme. Hanno raccontato la loro vita, fatta anche di insuccessi.

Viene spontanea una riflessione: i nostri clienti hanno bisogno di “vivere” una storia, di innamorarsi e di identificarsi in un personaggio che non è l’eroe dai super poteri, ma è un essere umano come loro.

Lo storytelling dunque (non è forse il principio delle Stories di Instagram?) è fondamentale in ogni operazione di marketing, prima ancora delle caratteristiche tecniche di un prodotto o servizio. Perché di prodotti, servizi o consulenti bravi ce ne sono, ma la Persona fa sempre la differenza.

Il networking, la migliore strategia di comunicazione

MBSummit non è solo digitale, ma è anche analogico. E questo messaggio è subito chiaro a tutti noi.

Parola d’ordine: fare networking! Molti i momenti dedicati per favorire le conoscenze (coffee break, Birra time ecc..) e davvero utili gli stimoli e gli incitamenti che gli organizzatori hanno fornito.

Un veloce test sulla brochure istituzionale stabiliva il proprio cluster di appartenenza che doveva essere poi indicato sul proprio badge, così da rendersi identificabile e riconoscibile agli altri.

La scansione del QR code riportato sulla brochure dava accesso ad unGoogle Form che doveva essere compilato ogni volta che si intratteneva una conversazione con qualcuno.

La sera dell’ultimo giorno, una premiazione ha incoronato il miglior networker, ovvero chi è riuscito a compilare più Form con persone appartenenti a tutti e quattro i cluster, annotando più particolari della conversazione.

Perché andare al MBSummit 2020 (preiscrizioni già aperte!)

  1. Si ha la possibilità di apprendere le ultime tendenze in campo di digital marketing da grandi esperti del settore in uno stile e attraverso un linguaggio semplice ed efficace;
  2. Si ha possibilità di fare networking e, perché no, creare lead!;
  3. I relatori sono assolutamente disponibili e sono i primi a creare rete;
  4. Le difficoltà che possono avere incontrato gli altri, molto spesso sono le nostre: la condivisione agevola la situazione e smorza le asperità.

Vi ho convinto?

Ci vediamo l’anno prossimo!


Nel frattempo perché non dare un'occhiata ai primi eventi del 2020 a cui partecipare? 🙂


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Monia Cosenza

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