Smart Traineeship: un ponte da qui al futuro

Smart Traineeship: un ponte da qui al futuro

A Giugno è partita nell'Ufficio Studi e Strategie dell’Enea la prima esperienza di Smart Traineeship: due tirocini curricolari in collaborazione con il Master di Economia Pubblica della Facoltà di Economia de La Sapienza e con l’Ateneo di Roma 3, condotti applicando i principi e gli strumenti dello smart working, ovvero condivisione, fiducia, coinvolgimento, partecipazione, responsabilizzazione, autonomia e uso di IT.

Smart Traineeship: come nasce?

L’iniziativa, maturata nel contesto del progetto Smart Working X Smart Cities, è nata inizialmente con l’idea di rendere il percorso formativo di transizione tra università e lavoro più motivante e attraente per i “nativi digitali”.

Lungo la strada qualche buona “Spremuta Digitale” e la riflessione su alcune esperienze altrui (ringrazio Audra per aver condiviso la sua!) mi hanno aiutato a mettere a fuoco la direzione verso cui indirizzare questo lavoro.

Doveva essere e si è di fatto rivelato, uno strumento atto a favorire l’attitudine al pensiero critico, alla responsabilità individuale e all'indipendenza.

Non ultimo, doveva costituire un investimento per il futuro, per diffondere la conoscenza e la cultura dello smart working tra coloro che si apprestano ad entrare nel mondo del lavoro.

Unified Comunication & Collaboration

L’apprendimento e l’applicazione di metodi di lavoro collaborativo a distanza costituisce parte integrante del percorso formativo offerto dallo Smart Traineeship, nel quale la presenza continuativa nella sede di lavoro è sostituita con un’organizzazione delle attività fondata su comunicazione unificata e tecnologie per la condivisione e la collaborazione.

Il lavoro e la collaborazione in presenza non sono aboliti, ma limitati alle effettive esigenze di conoscenza reciproca, impostazione dei metodi di lavoro e raccordo delle attività.

La comunicazione è ispirata ai social, e l’utilizzo delle e-mail all'interno del team si azzera spontaneamente (e senza alcun rimpianto!).

Dimmi e dimenticherò, mostrami e forse ricorderò, coinvolgimi e comprenderò

Il tirocinante è immediatamente inserito in un team di ricerca e riceve una formazione learning by doing qualificata, sia sulle materie che caratterizzano il progetto di ricerca, sia sull'utilizzo di strumenti e metodi di lavoro.

Le attività sono impostate, svolte e monitorate attraverso la gestione elettronica dinamica di processi lavorativi (work flow dinamico) ispirati ad un modello Kan Ban nel quale tutti i componenti del team intervengono nelle decisioni del percorso.

L’intero tirocinio è strutturato in modo da far emergere le capacità dei giovani laureati e renderli consapevoli del valore del proprio contributo lavorativo, del ruolo che svolgono all’interno di un team e di come sono collegati agli altri nel raggiungimento dei risultati.

Nessuno schema prestabilito

Il gruppo non applica schemi prestabiliti, ma personalizza la propria esperienza adoperando strumenti a disposizione sul web, tra cui Hangout, Skype, Drive, Trello, Diigo e Toggl per condividere conoscenze e per migliorare l’organizzazione del lavoro.

La scelta meditata e condivisa del set di strumenti più funzionale ai propri scopi e al contesto, permette di riconoscere scelte metodologiche, strategie, procedure ed aspetti organizzativi come elementi di identità del team, rendendo estremamente rapido il pieno inserimento lavorativo dei tirocinanti.

Formare al cambiamento

Lo scenario che si presenta a chi si affaccia sul mondo del lavoro è una fluida commistione di negazioni, sfide e opportunità, la formazione scientifica specialistica, per quanto qualificata, non fornisce tutti gli strumenti per cimentarsi con questa dirompente capacità di mutazione.

Non si tratta solo di guidare all'apprendimento di nuovi strumenti di lavoro, ma di formare i giovani al cambiamento e affinare gli strumenti a loro disposizione per gestire l’incertezza.

La partecipazione attiva dei tirocinanti alla gestione del flusso delle attività di progetto li pone nelle condizioni di assumere decisioni e di effettuare scelte e ne stimola il senso di responsabilità, permettendo loro di acquisire rapidamente ampi gradi di autonomia.

Accoppiando questa azione con ampi spazi e stimoli alla creatività, si genera l’attitudine a porsi in modo innovatore e propositivo rispetto ai problemi che si incontrano.

Sono ancora molti gli aspetti di questa esperienza che meritano di essere conosciuti, dalla conciliazione, alla “motivazione” di tutor e collaboratori, alla ventata di innovazione che entra nel team e nell'Unità ospitante, ed è nel metodo che siano collaboratori e tirocinanti a raccontare l’esperienza dal loro punto di vista, prossimamente, sempre qui su Spremute Digitali!

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Marina Penna

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