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La Parola ad Openthesis la startup ponte tra il mondo universitario e quello lavorativo

Quest'anno con Spremute Digitali ho nuovamente vestito i panni della media partnership per il Web Marketing Festival. Anche se l'evento si è svolto da remoto, e non ho potuto mangiare la classica piadina di rito seduta al sole fuori al Palacongressi, è stato comunque una 3 giorni davvero interessante. Non solo per gli interventi ed i talk, ma anche per le startup che si sono sfidate nella Startup Competition.

Tra le tante spunta Openthesis (vincitrice del premio Seedble), startup che ha catturato la mia attenzione per l'obiettivo di essere un ponte tra Università e mondo lavorativo.

Openthesis in pratica permette a docenti e studenti universitari di partecipare a challenge pubblicate da aziende per creare una "corsia preferenziale" per entrare nel mondo del lavoro concretamente.

Lascio la parola al CEO Nicola Tamberi, che si racconta e racconta il Team in questa intervista.

La parola ad Openthesis la startup delle challenge per docenti e studenti

Q. Ciao Nicola, complimenti innanzitutto per il Web Marketing Festival. Racconta ai lettori di Spremute Digitali chi è Openthesis.

A. Ciao, grazie tante per i complimenti. Openthesis è una startup che permette a docenti e studenti universitari di partecipare a challenge pubblicate da aziende. L'obiettivo che ci poniamo è quello di creare un ponte tra il mondo universitario e quello lavorativo permettendo agli studenti di mettere in pratica le nozioni acquisite.

Lo studente che proporrà la soluzione più valida, vincerà un premio in denaro e internship presso l’azienda che ha pubblicato la challenge.

Q. Conosciamoci meglio. Chi si trova dietro ad OpenThesis? Team a rapporto 🙂

A. Il team è formato da pochi componenti, ma estremamente motivati dal progetto:

ci sono io, Nicola Tamberi CEO e Co Founder, studente di laurea magistrale in “Management Entrepreneurship and Innovation” presso la LUISS Guido Carli di Roma.

Riccardo De Mei CXO e Co Founder, Digital Product Designer specializzato in Service e UX/UI Design, il quale ha scelto Openthesis come tesi di laurea magistrale in Design, e di conseguenza ha avuto la possibilità di testare il modello sul campo.

Infine un altro componente del team è Daniel Morosan che svolge il ruolo di Developer.

Q. Cosa vi ha spinto ad intraprendere il viaggio della startup? E perché in Italia?

A. L’idea nasce dall'osservazione delle dinamiche universitarie, vissute in prima persona dai componenti del team. Nei bar universitari, nelle aule, nei corridoi, si è sempre percepito molto entusiasmo ed interesse nei casi in cui un esame era direttamente collegato ad un’azienda: anche il risultato degli elaborati era di livello superiore se paragonato a quello dei progetti che non uscivano al di fuori dell’università.

Per quanto riguarda le tesi, i ragazzi che riuscivano a procurarsi una collaborazione con un’azienda attraverso la quale realizzare il progetto, arrivavano a consegnare progetti di qualità nettamente superiore e soprattutto si trovavano già pronti ad affrontare il mondo del lavoro e di conseguenza inserirsi nel proprio settore favorito.

Tramite l’osservazione di queste dinamiche ci siamo proposti di attivare un meccanismo che potesse rendere fruibili questi meccanismi a tutti gli studenti.

Al momento della decisione ci stavamo laureando ed eravamo in Italia, motivo per cui abbiamo scelto il nostro Paese come punto di partenza, con l'obiettivo di espanderci. Inoltre, poiché l’abbiamo vissuto, conosciamo dall'interno il nostro sistema universitario e ciò ci permette di capire meglio le esigenze degli studenti e docenti.

Q. Quali problematiche avete riscontrato nell’aprire startup in Italia?

A. Non abbiamo riscontrato numerose problematiche nell'aprire la nostra startup. In realtà abbiamo avuto la fortuna di essere supportati da una serie di programmi di accelerazione come “Boost Your Ideas” della Regione Lazio, un’esperienza molto formativa che ci ha permesso di incrementare le nostre competenze e di accedere ad una rete di investitori.

Q. Quali problemi vuole risolvere Openthesis e come vorreste essere utili alle persone?

A. Come descritto prima, il problema che vogliamo risolvere è quello della “mancanza di stimoli” per gli studenti universitari: abbiamo notato che spesso l’entusiasmo decresce nella parte finale del percorso, quando gli studenti si sentono effettivamente pronti ad affrontare il mondo del lavoro, ma non ne hanno possibilità concreta - o ne hanno poche - all’interno del mondo accademico.

Decidono così di porsi come obiettivo una “data finale” entro la quale laurearsi, per poter poi “finalmente cercare lavoro”: in questo modo diminuisce il loro impegno negli ultimi mesi, periodo in cui invece le loro competenze gli permetterebbero di agire in maniera estremamente completa e libera (quando entreranno in azienda, poi, avranno sicuramente un sistema di limitazioni che limiteranno il potenziale “disruptive” delle loro idee).

Dunque, vogliamo permettere agli studenti di non dover dividere le due fasi - università e ricerca del lavoro - facendole piuttosto coincidere durante ogni esame e la tesi finale. Tra l’altro, in questo modo, potranno più facilmente avviare la propria carriera nel loro settore preferito nel modo più logico possibile, dimostrando il proprio valore.

Q. Raccontami la vostra esperienza al festival con 3 parole chiave, ma voglio anche la motivazione 🙂

A. Il Web Marketing Festival è stata un'esperienza estremamente motivante, ci ha permesso di conoscere altre startup e di raccontare la nostra. Siamo entusiasti dei risultati ottenuti, abbiamo vinto premi che ci serviranno ad accelerare la nostra crescita. Siamo grati dell’opportunità e consigliamo ad altre startup di partecipare.

Grazie Nicola, e grazie ad Openthesis tutta per la disponibilità ed i consigli preziosi.

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Sara Duranti

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