Il potere della crisi

Quando e perché cambiare? Il potere della crisi

I miei ultimi viaggi in treno sono stati “allietati” dalla lettura de “Il potere delle abitudini” di Charles Duhigg (consigliatissimo!) che narra come le abitudini si formano, quando ci condizionano e come cambiarle. Occupandomi di Smart Working e cambiamento organizzativo, l’ho trovato particolarmente prezioso per comprendere al meglio il contesto aziendale e capire quando e come intervenire cambiando le abitudini delle persone all’interno di un’azienda. Ho trovato tanti spunti interessanti, in questo articolo ti dico quando e perché cambiare.

Da qualche parte nel tuo ufficio, magari sepolto in fondo a un cassetto della scrivania oppure nascosto all’interno di una cartella dell’intranet aziendale, c’è il manuale che hai ricevuto il tuo primo giorno di lavoro. All’interno di esso sono descritti i moduli per i rimborsi spese, le norme sulle ferie, le coperture assicurative, l’organigramma dell’azienda, i principali processi. Tutta una serie di informazioni utili ma, se provi ad immaginare cosa effettivamente conti per avere successo in azienda, comprenderai che non c’è nulla racchiuso in quel manuale che ti possa servire. Ciò che realmente ha importanza è sapere "di chi conviene fidarsi, quali sono le segretarie che contano più dei loro capi, come manipolare la burocrazia per concludere qualcosa”. Regole non scritte, abitudini organizzative che ogni giorno si mettono in pratica per sopravvivere.

Richard Nelson e Sidney Winter, docenti di Yale ed esperti di strategia aziendale e teoria delle strutture organizzative, dedicarono oltre 10 anni a esaminare come operano le aziende analizzando una mole infinita di dati. Giunsero alla conclusione che:

Gran parte del comportamento di un’azienda è da interpretarsi come il riflesso di abitudini generali e di orientamenti strategici provenienti dal passato dell’azienda piuttosto che come il risultato di un esame dettagliato dei rami periferici dell’albero decisionale.

Questo sta a significare che le aziende sono guidate da abitudini organizzative consolidate e da modelli radicati nel tempo. E queste abitudini hanno un impatto più profondo di quanto non si pensi: per questo che è difficile cambiare in azienda. Queste abitudini organizzative - o routine - hanno un’importanza enorme, perché in loro assenza difficilmente le aziende potrebbero funzionare. Le routine forniscono centinaia di regole non scritte di cui le aziende hanno bisogno per operare. Molto spesso, però, sono le abitudini a causare i principali mali per un’azienda che, di fronte a nuovi trend e nuove opportunità di crescita (es: introduzione dello Smart Working), preferisce non intervenire. (Si veda anche la metafora della rana bollita in The Smart Working Book).

Dunque quando intervenire? Duhigg scrive: "Durante i periodi di difficoltà, quando le abitudini organizzative diventano abbastanza malleabili perché sia possibile riassegnare le responsabilità e, al tempo stesso, stabilire un migliore equilibrio dei poteri". Sono i momenti di difficoltà aziendale ad offrire le migliori opportunità per il cambiamento e, spesso, quando la crisi oramai è evidente in azienda, tutti sono più disponibili a cambiare. E un leader capace e visionario sfrutta questi momenti per ridisegnare le abitudini organizzative e instaurare nuovi approcci.

Forse un esempio tratto dal libro di Duhigg può aiutarci:

I piloti delle compagnie aree hanno cercato per anni di convincere i costruttori a ripensare la progettazione della cabina di pilotaggio e i controllori di volo a modificare le modalità di comunicazione. Poi, nel 1977, un errore sulla pista dell’isola spagnola di Tenerife uccise 583 persone, e nel giro di cinque anni la cabina di pilotaggio, le procedure di atterraggio e decollo e le modalità di comunicazione tra i controllori di volo cambiarono.

Non farti spaventare dalla crisi, cavalcala! Hai un’occasione d’oro per intervenire sui comportamenti e sulle abitudini della tua azienda!

Smartworking, lavoro agile

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Andrea Solimene

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